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Poker e scommesse live: Ponzio Pilato sarebbe più risoluto

Per gli auguri ci sarà tempo domani o dopo domani o ‘live’ direttamente il giorno di Natale. Oggi si lavora e si parla di cose un pochino meno frivole. Nell’apertura quotidiana di questo tabloid giornaliero sul poker, riportiamo il caso di Treviso e dell’assoluzione in formula piena di un circolo che offriva tornei di texas hold’em dal vivo e la possibile riapertura tra poche settimane, forse tra pochi giorni.

 

Una frase di Daniele Cietto, presidente del circolo All In di Treviso, ci ha scatenato questa riflessione: “Io riapro, la legge mi dà ragione. Se il questore mi fa chiudere di nuovo, io riapro ancora. È una battaglia, anzi: la mia battaglia”. Senza sindacare le ragioni di Cietto il risultato che lo Stato italiano e chi ha la delega ad organizzare il gioco pubblico, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, è proprio questo: una guerra fatta di centinaia, di migliaia di battaglie personali o di società estere contro le leggi statali totalmente inefficaci o inapplicabili e comunque completamente inutili. Il terreno su cui si gioca è il tribunale, tutto è affidato agli umori e alle giurisprudenze di questo o quel campanile. Il risultato è il solito caos normativo.

Perché associamo poker live e scommesse? Beh provate a mettere la testa tra le nostre notizie di betting e troverete anche lì decine di sentenze e battaglie di gruppi esteri o di privati sequestrati dal Questore di turno per gioco d’azzardo e poi assolti nella maggioranza dei casi.

Le premesse, dicevamo nel titolo, sono differenti. Tutti e due i giochi hanno una legge che dovrebbe regolarli ma, mentre le scommesse hanno un regime concessorio che avrebbe dovuto garantire l’esclusiva ai possessori di licenza (ma quando mai!), il poker live ha una legge ‘lunga due righe’ che non è mai stata attuata. Tuttavia il risultato è lo stesso. L’operatore, l’organizzatore, il floorman, il bookmaker, tutti nella stessa barca. Certo, se hai una licenza Adm per le scommesse non sarai mai sequestrato o denunciato. Però avrai percentuali da taglieggio per il tuo canone di concessione che hai tanto bramato e alla fine conviene quasi pagarsi l’avvocato e rischiare con un book dot com.

L’arbitro che regola queste due partite è sempre lo stesso. Non è in grado di applicare mai il regolamento con certezza lasciando in balia della Giustizia italiana i poveri giocatori e gli imprenditori del settore. E se guardiamo alle scommesse ‘land based’ non possiamo avere fiducia alcuna per il futuro del poker live. Forse Ponzio Pilato in queste situazioni sarebbe stato decisamente più risoluto. Ad maiora.  

 

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