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Poker ed alta finanza – perché si assomigliano

Brandon Adams, insegnante di finanza comportamentale al dipartimento di economia dell’università di Harvard, sostiene che i migliori candidati per i lavori di finanza a Wall Street sono i giocatori di poker professionisti.

“In sostanza sono sopravvissuti al sistema, un sistema molto duro dive il 95% delle persone perdono soldi.”, racconta il trentenne Adams, giocatore lui stesso, in un’intervista telefonica. “Chiunque sia sveglio ed autodisciplinato abbastanza per avere successo nel poker ha molte probabilità di averlo anche nel mondo della finanza”

A quanto sostengono svariati esperti del settore, sono sempre più gli “hedge fund” ed i broker che cercano tra i pro del poker il talento e le capacità analitiche di cui hanno bisogno. Susquehanna International Group LLP, compagnia di trading con sede a Bala Cynwyd, Pennsylvania, usa il poker per insegnare a pensare in modo strategico.

“Uno che è riuscito a vivere di poker per qualche anno diventerà più facilmente un buon operatore finanziario rispetto ad altri”, sostiene Aaron Brown, 53 anni, ex professionista di poker ed attualmente “risk manager” presso la AQR Capital Management LLC a Greenwich, nel Connecticut, che sovrintende a ventitrè miliardi di dollari. “Sanno quando spingere se sono in vantaggio e sanno come evitare la bancarotta, e questa è una combinazione difficile da trovare”.

Le abilità che definiscono un operatore di successo – un approccio razionale al rischio, la capacità di prendere velocemente la decisione migliore in situazioni di pressione, disciplina ed una memoria ben allenata – sono le stesse che separano l’élite del poker da quelli chiamati invece “dead money”, denaro morto.

Dopo le World Series Of Poker di quest’anno l’ufficio assunzioni della Options Group ha ricevuto una richiesta di hedge fund per giocatori di poker online senza esperienza nella finanza. Il nome del cliente non è stato rivelato.

“Tempo fa avremmo richiesto una certa media dei voti, o dei risultati alle Olimpiadi della fisica e della matematica”, dice Satanovsky, ex campione russo di bridge, “ora facciamo domande specifiche sul successo nel poker”. Satanovsky dice che l’interesse delle compagnie di Wall Street verso il poker ha cominciato a crescere nel 2003, quando il principiante Chris Moneymaker ha battuto centinaia di professionisti al main event delle WSOP.

Adams, che ha insegnato a Harvard e Cambridge, dice che i giocatori con buona disciplina possono essere trovati sulle poker room ad aspettare certe partite, senza lasciarsi tentare da quelle fuori dalle proprie capacità.

Il loro autocontrollo e la loro confidenza sarebbero utili nella finanza, dove ci sono grossi guadagni in ballo, con alta probabilità di fallire e competizione formidabile. Adams fa l’esempio di di un operatore che nota una leggera imperfezione nel modo in cui certe azioni vengono prezzate, e si inventa un modo per approfittarne a proprio vantaggio.

“Nel poker, piuttosto che aspettare il momento buono, molti sono abituati a stare sull’orlo della rovina ed imparano come gestire la situazione”, continua Adams.

I fondatori della compagnia giocavano a poker al college, e Susquehanna organizza tornei interni per reclutare nuovi operatori e tenere sotto controllo le capacità di prendere le migliori decisioni. Gli stagisti imparano ad utilizzare le informazioni che trovano nel mercato per dedurre cos’è che motiva gli altri, aiutandoli a proporre prezzi migliori. Secondo McCauley è lo stesso ragionamento che adotta Phil Ivey  nel gioco.

“Quello in cui i giocatori sono davvero bravi è prendere informazioni piuttosto soggettive, quantificarle e renderle oggettive, e questo è il trading”.

Anche per chi sta dall’altra parte della room, chi progetta il software, ha buone probabilità nel mondo della finanza. Spesso inoltre le due realtà si sovrappongono: Steven Begleiter, sesto alle ultime WSOP, era il presidente della Bear Stearns prima del suo collasso nel 2008; ogni anno si tiene a Nwy York la “Wall Street Poker Night”, un’evento di beneficenza per “Math For America”. Lo stesso Joe Cada, neocampione del mondo, ha sempre avuto un grande interesse per il mercato delle azioni. Lui alla fine ha scelto la strada del poker, mentre Aron Brown, autore di “The Poker Face of Wall Street”, ha scelto quella della finanza, dopo un paio di anni di tentativi nel poker.

“Alla fine ho deciso che la finanza era più facile”

 

fonte: http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601079&sid=alximP6.Eta8

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