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Poker high stakes per 20 anni in casa: la storia della famiglia Mitchell in Oklahoma tra milioni di dollari e omicidi

Teddy Mitchell, 58 anni e cittadino americano è finito al centro di un’inchiesta sul poker high stakes che ha visto protagonista anche l‘Fbi ed è ora accusatoaccusato di aver guadagnato milioni di dollari ospitando sontuose partite e accettando anche scommesse per importi pesantissimi sulle manifestazioni sportive. Ma la sua storia si tinge di giallo visto che sua moglie Julie, giovanissima di 34 anni, è stata uccisa due anni fa mentre lui era in viaggio in un altro stato.Non è stato trovato nessun colpevole e anche se Teddy si dichiara totalmente immune da responsabilità, non ci sono stati arresti per la morte della donna.

Proprio in questi giorni arrivano nuovi dettagli con un dossier dell’Fbi che ha fatto luce su molti aspetti. Pare che le partite illegali andassero avanti dal 1990 al 2010 con l’aiuto di tutta la famiglia. Da Julie Mitchell ai figli della coppia, Dryden Ryley Mitchell e Nick Mitchell e altri ancora.

L’ufficio di investigazioni Usa ha riferito che ci sarebbero più di 10 testimoni attendibili che hanno fornito dichiarazioni che incastrerebbero gli accusati. Tutti hanno partecipato direttamente nel gioco d’azzardo illegale, nella raccolta di scommesse o mantenere libri e registri dell’attività di gioco d’azzardo illegale.

Si giocava di martedì e giovedì e c’era la cena offerta e preparata da Mitchell. Anche perché pare che spesso e volentieri le mani raggiungevano pot da 25,000 dollari e la media generale della partita non scendeva molto al di sotto.

Tutavia l’avvocato Scott Adams sta preparando la difesa per il processo che inizierà ad aprile 2013 sostenendo che il cliente avrebbe pagato le tasse su tutto perché era convinto di agire nell’alevo della legalità.

Ma l’Fbi gli sta addosso da 8 anni e gli agenti sanno benissimo che Mitchell prima di darsi al poker high stakes era un allibratore illegale fortissimo e che ha ‘servito’ tantissimi clienti e bancato molti eventi per importi di migliaia di dollari. Poi qualcosa deve essere andato storto perché sono stati tanti i giocatori che hanno testimoniato contro Mitchell. Forse il bookmaker deve aver tirato troppo la corda e qualcuno si è stancato. O, come spesso capita, qualcuno ha cantato perché non ce la faceva a pagare i debiti da poker e scommesse. Pare che un suo cliente era andato ‘sotto’ di ben 430,000 dollari. Qualcuno ha ammesso che le scommesse andavano dai 1,000 ai 5,000 dollari. Il patrimonio di Mitchell non è stato stimato. Forse è anche lui vittima di debiti dopo 20 anni di poker high stakes e forse 30 di scommesse illegali.

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