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Poker live ancora nel baratro: a Roma sequestro, denunce e licenza sospesa

Sconfessati nel giro di pochi giorni tutti i punti conquistati dal poker live sul territorio italiano? Sembra proprio di sì visto l’ultimo sequestro con tanto di “cessazione dell’attività intrapresa abusivamente” in una sala giochi di Tor Carbone, a Roma, dove si organizzavano tornei di Texas Hold’em poker.

 

 

I FATTI – E’ successo tutto lo scorso 18 novembre quando la polizia sono arrivati sul posto, gli agenti del commissariato Tor Carbone hanno trovato il locale completamente al buio sia internamente che esternamente. All’interno del locale i poliziotti hanno trovato un cittadino straniero che quando ha visto gli agenti ha cercato di ostacolare il loro passaggio temporeggiando nell’apertura della porta d’ingresso.

 

PROPRIO UN BEL TORNEINO – Una volta dentro al locale gli agenti hanno potuto accertare che al piano seminterrato era in corso un torneo di poker texano al quale partecipavano 54 persone suddivise in 7 tavoli da gioco, mentre altri avventori stavano giocando alle slot machine in una stanza attigua. Il torneo, a cui partecipavano i presenti, prevedeva il pagamento di una quota di iscrizione di 100 euro a persona.

 

LICENZA SOSPESA E SIGILLI AL LOCALE – Il Questore Fulvio della Rocca, ha emesso un provvedimento di cessazione dell’attività intrapresa abusivamente. Il 25 novembre gli agenti del Commissariato, notificato il provvedimento, hanno proceduto alla chiusura del locale. Sospesa per 10 giorni anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande e della sala giochi utilizzata per l’attività di poker texano. Sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per esercizio del gioco d’azzardo sia l’organizzatore che il direttore del torneo.

 

CONCLUSIONI AMARE – I successi ottenuti presso il Tribunale di Perugia che confermano la sentenza della Corte di Cassazione sembrano vanificati in un men che non si dica. Ma, attenzione, non vorremo mai dire, non l’avevamo anticipato. Però è evidente che il poker è ancora a rischio di sequestri e denunce per gioco d’azzardo. Non c’è nessuno che informa la Polizia o la Finanza che questi provvedimenti comporteranno solo spese per lo Stato e per i cittadini visto che ci vogliono in media 3 anni per ottenere una prima sentenza e uscirne quasi puliti. Forse ci vorrebbe una comunicazione dal Governo centrale ma finché tutto rimarrà in questo limbo questi rischi si corrono eccome.  

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