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Poker live, Carboni&Partners: ‘Il tema è l’ineffettività della legge inapplicata da oltre 4 anni’

“Io inizierei a parlare di ineffettività della legge e dopo la pietra tombale messa sul regolamento del poker live da parte di Amd e del Governo a Enada Roma, forse la strada del riconoscimento presso il Coni può essere una delle chiavi di volta per regolarizzare un settore che è assai vivo e si sta strutturando sempre di più”.

Giovanni Carboni, analista esperto di gaming di Carboni&Partners, scatta questa istantanea del poker live, settore che ha seguito da sempre, soprattutto dalla legge comunitaria 88/2009 che vietò l’organizzazione dei tornei di poker dal vivo riservandone la regolamentazione allo Stato.

 

C’è chi parla di assenza di regole sul poker live ma la legge c’è eccome. Semmai, come sostiene Carboni, bisognerebbe iniziare a valutarla sotto altri punti di vista: “Posso capire alcune posizioni ma la legge c’è. Più che altro dobbiamo valutare l’ineffettività di una norma che esiste ma che non viene applicata e quindi può perdere i suoi effetti sull’attività che avrebbe dovuto regolare”.

Ma cosa serve per arrivare a questa definizione? E in quali tempistiche? “Non ci sono termini o scadenze. La perdita di effettività potrebbe arrivare dalla sentenza di un giudice di qualsiasi grado. Un Tar ad esempio”.

Tar e CdS hanno spesso rinviato la questione alla riserva di legge confermando i sequestri e le chiusure dei circoli di poker. La Corte di Cassazione ha detto il contrario: “C’è da fare un distinguo. Tar e CdS hanno risposto semplicemente alla domanda se si possono organizzare tornei senza licenza Aams e hanno ovviamente risposto no. La Corte di Cassazione ha detto che non c’è reato annullando gli effetti delle denunce effettuate sulla base dell’Art. 721 del codice penale istituendo anche una serie di parametri entro i quali il gioco del poker può essere considerato d’abilità”.

Insomma ancora grande confusione, Amd e Governo che chiudono le porte, il settore va avanti ma non ci sono certezze: “Credo che da questo punto di vista la strada del Coni può essere valida da percorrere se non altro per fare una provocazione e, se fosse possibile, togliere le castagne dal fuoco ai Monopoli di Stato e al Governo facendo riconoscere il gioco in un altro ambito. Ma prima la legge dovrebbe perdere la sua effettività come abbiamo detto”.

Eppure ad un certo punto sembravamo vicinissimi al lancio del settore del poker live: “So che in ambito ministeriale si stava valutando seriamente, ci si stava lavorando. Ma ho la sensazione che a creare maggiori difficoltà sia stata la difficoltà di Sogei e quindi di Amd di controllare un settore di questo tipo. L’uscita del direttore dei giochi Amd Fanelli di piazzare un carabiniere ad ogni tavolo è una battuta che però fa capire le problematiche insormontabili che questi enti si sono trovati di fronte”, conclude Giovanni Carboni.  

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