Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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Poker live: c’è chi gioca e chi toglie tavoli e mette slot

A Treviso la legge nazionale che riservava la gestione del poker live allo Stato con la legge comunitaria 88/2009 del mese di luglio è stata recepita a ottobre dello stesso anno dal Questore locale che ha imposto il divieto di giocare a Texas Hold’em dal vivo. E mentre in tantissime province si gioca e si aprono nuove sale con tornei che superano talvolta i montepremi di qualche evento organizzato nei casinò, nella città veneta e in tante altre c’è chi attende il regolamento che lo Stato dovrebbe produrre ora per gennaio 2013 dopo l’ennesimo slittamento praticato dal Parlamento nazionale.

Ma l’attesa sfinisce e, come riporta la Tribuna di Treviso, giornale locale, la sala ‘Master’ si è stancata di aspettare le direttive nazionali sul Texas Hold’em, attese invano ormai da tre anni. Così il gestore ha deciso di investire sulle cosiddette “macchinette”: 20 slot che hanno preso il posto dei tavoli da poker che rischiavano di rimanere lì con le ragnatele ancora chissà per quanto tempo.

Era l’ottobre del 2009 quando il questore di Treviso ha inserito il poker Texas Hold’em nella lista dei giochi proibiti: una decisione molto discussa, e che ha trovato pochissime repliche in Italia. Come annota il collega trevisano lanciando una protesta diretta e concreta “a poker si gioca ovunque, ma a Treviso non si può”.

Come al solito chi rispetta le regole rischia di perdere soldi, occasioni, opportunità. “Quella volta che la questura ha vietato il poker, mi dissero: non si preoccupi, è una questione di pochi mesi!, racconta Alberto Tosetto, titolare del Master Club di via Fontane al giornale trevisano. vlt“Ma ormai sono passati tre anni prosegue – non possiamo più aspettare”.

Spazio alle slot machines, insomma, nella sala che un tempo ospitava i classici tavoli verdi. È un addio definitivo al Texas Hold’em? “No, perché quando finalmente arriveranno le direttive nazionali e le licenze, vedremo se tornare in pista – dice Tosetto – ma per il momento puntiamo sulle slot, non posso lasciare mezzo locale vuoto, fermo restando che la metà piena continua a vivere del primo amore: il biliardo”.

Sono in tanti a rumoreggiare per la mancata apertura delle sale di poker live. Se da un lato il gestore di Treviso ha tutte le ragioni di lamentarsi per i 3 anni di attesa, c’è anche qualche tribunale che ha giustamente valutato la possibilità di organizzare eventi in attesa di un regolamento che manca incredibilmente da 3 anni. Un settore economico non può essere bloccato. Dato che c’è una legge il ritardo dello Stato è un’offesa verso chi ha perso il lavoro ed è costretto a rischiare in sale non autorizzate, così come il mancato guadagno di quegli imprenditori che continuano a pagare affitti in attesa di una legge. Provate ad immaginare il costo di una sala da 200-300 metri quadrati e moltiplicatelo per 36 mesi. Gennaio 2013 è un appuntamento assolutamente da non fallire.

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