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Poker live e fisco: il ricorso Braccini parzialmente accolto ma senza le pronunce dell’Ue e di Gorizia-Trieste

Un parziale accoglimento con la cancellazione delle sanzioni anche se le imposte all’erario per quelle vincite di tornei di poker live all’estero, secondo i giudici, sono ancora dovute.

 

 

SENTENZA DEPOSITATA – Ieri la Commissione Tributaria di Perugia ha depositato la sentenza del ricorso presentato da Carlo Braccini, poker player eugubino tra i primi a tracciare la strada per la lotta all’operazione ‘All in’ dell’Agenzia delle Entrate che cercava di recuperare soldi vinti in casinò esteri e, secondo il fisco, elusi e non dichiarati dai giocatori italiani.

 

POLLICE SU O POLLICE GIU’? – In attesa delle motivazioni che i legali di Braccini stanno cercando di ottenere in queste ore, il risultato è leggibile con la classica metafora del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno.

In effetti, con i successi ottenuti dagli stessi legali in Europa, visto che la Commissione ha valutato come illegittime le richieste di tassazione dell’AdE indicando alla Corte di Giustizia la strada da seguire, verrebbe da pensare al bicchiere mezzo vuoto. Poteva andare meglio, insomma?

Il problema, però, è temporale. La sentenza Braccini la aspetta da un anno visto che il ricorso venne depositato il 5 marzo 2013. C’è voluto un anno, in effetti. E in questo anno di cose ne sono cambiate tante. I legali non hanno potuto presentare i documenti relativi ai riconoscimenti della Commissione Tributaria di Trieste e anche di quella di Gorizia, ad esempio. Ed è di pochi giorni fa la pronuncia decisiva della Commissione Europea, anche questa ignorata dai giudici perugini che hanno analizzato solamente le carte prodotte dagli avvocati un anno fa.

Per questo il bicchiere va considerato ‘mezzo pieno’. Senza due precedenti di questo rilievo, la bontà del ricorso ha ottenuto un parziale accoglimento che, intanto, elimina le sanzioni. Per il resto ci vorrà ancora qualche mese e anche questa sentenza verrà impugnata per allegare al carteggio della causa di Braccini tutti i risultati di cui sopra.

 

I PERNI DIFENSIVI – La difesa verteva sempre sugli stessi temi: no alla discriminazione di un cittadino da uno Stato membro all’altro e quindi divieto di doppia imposizione ormai riconosciuto a livello europeo. I poker players, ovviamente solo nei casinò che hanno la loro sede nello spazio economico comunitario, hanno già pagato una tassa (fee o rake) alla casa da gioco che ha distribuito la vincita. Perché pagare due volte le tasse? Che senso ha l’Unione europea se i cittadini devono pagare due volte per la stessa operazione contravvenendo anche alla libertà di circolazione di capitali, persone, merci?  

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