Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker live: i casinò italiani contrari alle sale live

Roma – Dichiarazione chiara, netta e decisa di Vittorio Ravà, neo presidente di Federgioco, la federazione che riunisce i quattro casinò italiani, sulla probabile apertura delle sale di poker live.

“Siamo contrari all’apertura delle poker room dal vivo e collaboraremo a stretto contatto col Viminale chiedendo l’attivazione di un tavolo ministeriale. In ogni caso i tempi stanno cambiando – ha proseguito Ravà – le slot nei locali pubblici hanno avvicinato molte persone al gioco. Il mercato del gioco cresce, casinò stanno tornando al loro core business ovvero i giochi da tavolo mentre prima avevano potuto puntare sulle slot, che hanno costi di gestione minori”. 

Il poker sportivo una minaccia per Ravà:Quello che viene definito poker sportivo sarebbe di difficile controllo e si rischierebbe di passare troppo facilmente dai tornei alle partite di cash game’. 

 

I casinò combattono il poker live ma continuano ad ospitare tornei dal vivo. In ogni caso il poker rimane importante per le sale da gioco italiane che, tra poco però, potrebbero subire un duro colpo visto l’affossamento dell’operazione All in da parte delle sentenze dell’Europa e delle Commissioni Tributarie regionali. I players italiani potrebbero tornare a giocare liberamente nello spazio economico europeo.
I problemi che stanno investendo i casinò e spesso anche le organizzazioni di poker, per Ravà hanno un responsabile solo: “I casinò sono frutto di un sistema di oligopolio. Ci sono delle professionalità che vanno valorizzate, non è colpa del sindacato ma della politica che ha consentito di gestire i casinò per ottenere il consenso”.

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