Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker live: i media attaccano ma il gioco dilaga ed è a rischio evasione e illegalità

Non solo non esiste nessun ‘aiuto’ nel decreto milleproroghe, di cui non se ne hanno ancora tracce nelle carte della politica, ma l’errore generato da alcune agenzie stampa anche di livello nazionale, ha lasciato scatenare la solita crociata ‘non sense’ contro il gioco d’azzardo e ovviamente contro il poker live.

Complice il lancio delle slot online, che ovviamente possono avere impatti importanti sulla raccolta online e nelle tasche dei cittadini, il momento del gioco italiano non è dei più favorevoli. Tuttavia bloccando la legiferazione del poker live non si fa altro che alimentare l’illegalità oltre a non tutelare i players (l’Europa la mette sempre al centro delle condizioni nel mercato dei giochi). A non essere tutelato è anche l’erario che vede passare soldi sotto il naso che vanno dritti sotto il mattone di chi organizza tornei senza licenza statale.

Il peccato originale che ha alimentato l’inferno mediatico di questi giorni sembra essere quell’indiscrezione che annunciava novità per il poker dal vivo nel decreto milleproroghe. Peccato che quel decreto era datato luglio 2012 e che aveva previsto un rinvio a gennaio 2013. Ma non che a gennaio 2013 sarebbero partite le 1,000 sale live grazie ad un nuovo intervento legislativo. Perché, insomma, intervenire nuovamente con l’ennesimo decreto? Il poker fisico non ha bisogno di nessun ‘aiuto’ ma solo di essere regolamentato perché è da 3 anni e mezzo che il Governo e Aams fanno ‘melina’. Un nuovo intervento legislativo allora a cosa sarebbe servito? Per un nuovo delay? Per una modifica nelle norme primarie? Niente di tutto questo. Inoltre, qualora dovesse cadere Monti sarebbe tutto rinviato a data da destinarsi.

La vera realtà è che i Monopoli di Stato stanno pensando se e quando mandare il decreto in Europa. Anche se il vero interrogativo è: dare il via all’iter o aspettare cosa vuole fare il nuovo governo?

Di fatto il poker live rischia di rimanere ancora una volta indietro nella lista dei lavori. Sono partite le slot online, prima ci si era concentrati sul bando scommesse e ancora prima sulle vlt. Insomma, questo gioco ha preso il numerino da 3 anni ma è l’ultimo della fila.

Arrivati a questo punto la situazione è complessa. Da una parte si riandrà alle urne e il Governo Monti lascerà il timone dell’Italia. Dall’altra l’opinione pubblica è decisamente infervorata e sfrutta la minima sbavatura per utilizzare il gioco per fare demagogia spicciola.

I ‘rumours’ di questi giorni hanno anche sollecitato i classici media ‘bacchettoni’ e persino il solerte senatore del Pdl Raffaele Lauro che vede di cattivo occhio slot online e queste 1,000 ‘bische’ legalizzate dallo Stato. Peccato che fu il Pdl a varare queste norme sul poker live e che l’Italia è ormai piena zeppa di club che fanno numeri da casinò senza pagare un centesimo di tasse. Zero controlli, zero prelievo erariale, rischi quotidiani per i players ai tavoli (denunce, rapine ed esposizione alla criminalità organizzata, gioco minorile) e chi più ne ha più ne metta. 2,5 miliardi di euro sarebbe il mercato del poker live stimato in Italia? Ebbene perché lasciare al sommerso questi valori e non regolarizzare il fenomeno che comunque esiste e comunque andrà avanti perché i giocatori vogliono il poker live?

Qualcosa non torna e, certo, nelle mille falle della nostra politica è facile insinuarsi e pilotare il dissenso. Ma se anche la stampa di settore fa disinformazione, allora industrie, mercato e giocatori rischiano di farsi male da soli.

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