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Poker live: i Monopoli aspettano la riflessione del Mef ma il regolamento slitterà ancora

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato è in attesa della chiamata del Ministero dell'Economia e delle Finanze che, dalla conclusione della votazione alla legge di stabilità, aveva aperto una riflessione sul poker dal vivo e sulle 1.000 sale che dovrebbero essere aperte, regolate e regolamentate dallo Stato da ormai oltre 40 mesi. Ad una settimana dalla conclusione del primo mese dell'anno che coincide con il termine per la produzione del regolamento da parte dei Monopoli di Stato sul poker fisico, definire questo silenzio assordante è forse riduttivo se non eufemistico. Non ci sono segnali e la situazione di 'vacatio legis' dal punto di vista politico non aiuta affatto un settore fermo (ufficialmente) ormai dal luglio del 2009.

A questo punto, vedere l'uscita del regolamento entro gennaio 2013 è impossibile. A meno che non accada qualcosa di inaspettato anche se i bookmaker bancherebbero con quote altissime questo avvenimento. La considerazione che arriva da molti addetti ai lavori è quella che vede nel passaggio di testimone politico con le prossime elezioni la svolta vera e propria del settore. Tutti, detrattori o meno di questo settore, vorrebbero avere una svolta in un senso o nell'altro: apertura o chiusura, momentanea o definitiva.

Ma chi darà questa sterzata decisiva? Mentre il Mef e i Monopoli e le Dogane si lasciano trastullare dalla deriva del mare piatto della 'vacatio legis', saranno i nuovi governanti a mettere le mani sul destino del poker live. Anche in questo senso i segnali non sono buoni.

Quello che alcuni addetti ai lavori stanno facendo è proprio un'opera di penetrazione nei meandri della politica. Non per corrompere o tirarsi dalla propria parte alcuni esponenti ma semplicemente per far riflettere i politici sulla reale situazione del territorio italiano. Sulle potenzialità di un settore produttivo vero e proprio che può anche immettere nuovo ossigeno nel mercato globale dei giochi e sui rischi che i giocatori possono correre qualora la situazione generale non dovesse chiarirsi.

Ormai in Italia si gioca e questo è inutile nasconderlo. Si gioca perché ci sono in ballo posti di lavoro e investimenti su strutture effettuati proprio nella speranza di aprire una sala Aams. Si gioca anche perché sono i tribunali che lo dicono. Ormai il sentore comune è quello di non demonizzare un gioco d'abilità al quale giocano davvero tutti e che non è neanche compreso nella tabella dei giochi proibiti. In più aspetta da 4 anni un regolamento.

Un buon proposito per il 2013? Uscire da questo limbo infinito e snervante.

Cbet

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