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Poker live: in Francia 1140 associazioni regolarmente iscritte in prefettura

A novembre 2012 il numero di associazioni cittadine registrate presso le Journal du gouvernement français e che hanno come oggetto la promozione della vita associativa attraverso il gioco del poker erano 973. Ad una ricerca in tempo reale gli annunci che parlano di poker live e di attività affini i dati rispondono con 1,140 risultati nel sito ufficiale del primo ministro della repubblica francese sull’informazione legale e amministrativa. Se si fa il conto di una media di 30-40 players per club si può calcolare un movimento effettivo di 40,000 persone con un bacino di utenza che può arrivare a 150,000 players, numeri che sembrano ripercorrere il fenomeno associativo italiano.

La notizia, ovviamente, è che in Francia i club di poker sono regolarmente iscritti tramite la legge 1901 che regola le associazioni cittadine e ad una ricerca che tutti possono fare su questo portale a dire il vero molto efficiente, si può toccare con il ‘mouse’ una realtà diffusissima sul territorio nazionale. C’è di tutto ma visto quello che sta passando l’Italia il fatto sembra incredibile.

In Francia, quindi, via libera al poker live? Attenzione perché non c’è una legge che lo regola e che lo disciplina nei dettagli. E sembra che i francesi stiano vivendo in ritardo quello che è stato il movimento associativo italiano. Tuttavia per aprire un circolo di poker bastano pochissime mosse.

Questi club di solito nascono su iniziativa di uno o più giocatori disposti a condividere la loro passione per il poker. Il processo è molto semplice, le procedure e le pratiche burocratiche sono facilmente reperibili su internet e via con la fondazione di strutture tranquillamente equiparabili (come si può vedere nel motore di ricerca) al calcio, al badminton o al judo.

E si starebbero già formando concorsi nazionali, regionali fino a scendere a livello dipartimentale e comunale.
Stanno nascendo anche federazioni nazionali anche se, come riporta qualche fonte francese, sembra troppo presto e non ci sarebbero gli strumenti per garantire ma soprattutto giustificare il pagamento di una tessera o la nascita di un circuito.
I club sono già nel mirino di casinò e siti di poker online per promuovere i tornei live maggiori e offrire sconti, rake e bonus da giocare sul web.

In Francia iniziano a chiedersi dove può arrivare questo movimento. Dovessero guardare ai cugini italiani, cioè al nostro mercato, forse si spaventerebbero. L’obiettivo, secondo i più visionari e con lo sguardo volto alla programmazione di lungo termine, sarebbe quello di creare rappresentanza e rappresentatività attraverso la riunione dei tanti piccoli club in una federazione nazionale.

L’arma a doppio taglio può essere quella che ha portato l’Italia prima a regolamentare e poi a lasciare cadere tutto nell’incertezza che viviamo in questi mesi.

Chissà, forse è meglio che la Francia si goda questo momento di grande libertà associativa e di promozione e crescita del gioco. Impossibile che la mano pesante dei governi lasci proliferare questo gioco liberamente e all’infinito. Ma naturalmente lo auguriamo ai cugini francesi che magari potrebbero essere d’esempio per noi italiani.

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