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Poker live, Ir chiarisce: ‘Né Figp né altri hanno autorizzazioni o privilegi dal Coni per operare legalmente nel settore’

Né FIGP né nessun altro ha autorizzazioni di qualsiasi sorta ad operare con privilegi nel poker Live, le associazioni che si affilieranno a FIGP o Italian Rounders o altri network non godranno di nessuna autorizzazione diretta o differita da parte di CONI , Monopoli di Stato o Ministero degli interni.A tal proposito chiariamo che gli organismi menzionati sono gli unici a vario titolo ad avere reali competenze, e nessuno di questi si è espresso né a favore di FIGP né di altri , e comunque di certo nessuno di essi ha rilasciato a FIGP una qualsiasi autorizzazione a….”. E’ la dura presa di posizione di Domenico Tresa, presidente di Italian Rounders che esce allo scoperto sollecitato, a detta sua, da una serie lunghissima di testimonianze di persone e personaggi operanti nel poker dal vivo che avrebbero avuto assicurazioni di privilegi e facilitazioni ad operare nel settore grazie al benestare del Coni.

Ma cosa dicono questi messaggi, queste richieste di chiarimento? “Ho quasi 50 richieste di intervento inviate alla mia mail e altrettanti contatti su face book di persone che asseriscono di aver sentito da presidenti di club in affiliazione con figp o da collaboratori diretti della stessa figp , che solo le associazioni affiliate a loro possono liberamente organizzare eventi di poker sportivo, falso! Totalmente falso, così come le affermazioni che il Coni avrebbe già scelto od autorizzato, ribadisco che è falso!”.

In realtà, come avevamo analizzato basandoci sull’iter presentato dalla stessa Figp, i tempi erano e sono lunghissimi e, come ribadito dagli stessi rappresentanti, al momento non c’era e non c’è nulla di legale per nessun operatore e circolo.

“Ad oggi l’unica cosa reale a favore di un’attività associazionistica di Poker, è la giurisprudenza che con le varie sentenze alcune di grado superiore (non ultima quella ottenuta a Pesaro, ndr), affermano la legittimità ad operare , indicando comunque un quadro in parte preciso ed in parte interpretabile entro il quale poter esercitare le attività torneistiche”, prosegue Tresa.

Quindi il Coni da che parte sta? “Il presunto “Il Coni ci ha aperto le porte” è un falso, FIGP non è l’unica realtà che sta percorrendo la strada di avvicinamento al CONI, ci sono molteplici azioni in tal senso ma nessuna di queste FIGP compresa , ha trovato riscontri concreti immediati che possano far dire siamo allo step 1 il Coni ha risposto semplicemente , e non solo a FIGP, che c’è un iter da compiere, e persino sentendo le dichiarazioni FIGP si evince come , se anche fossero da soli a correre (E non lo sono !) , i tempi necessari potrebbero raggiungere i 4 anni , ribadiamo, al momento FIGP non ha nulla di concreto che cambi la situazione attuale”.

Tresa precisa anche la differenza tra network e federazioni: “I vari network o “finte” Federazioni (Finte perché se ci si auto riconosce federazione è puramente arbitrio e strumentalizzazione commerciale) , stanno prospettando progetti e iter, con finalità similari ma con metodologie diverse tra loro, noi stessi abbiamo anche se senza clamore ripreso il progetto di network, ma ciò che denuncio in questa mia dichiarazione , è una informazione o forse disinformazione ingannevole , a tratti volutamente falsa, che dovrebbe offendere qualsiasi appassionato o osservatore pensante”.

Tuttavia Tresa non sembra contestare il modello Figp e, anzi, paradossalmente cerca un’apertura per il settore: “Avete ben potuto notare che in questa dichiarazione non sto facendo nessun cenno a quanto prospettato da FIGP nella conferenza del 30, eppure avrei le mie considerazioni a riguardo, ma la ragione del mio espormi con questo scritto non sono legate ad una battaglia tra concorrenti ma alla necessità che si ponga fine ad un inganno, che finché dettato dalla superficialità di chi aderisce senza valutazioni di merito, può essere accettato, ma quando le affermazioni assurde, false ed inconsistenti , sono promosse proprio da chi lavora con o per FIGP , allora diventano inganno. Quindi il mio invito è a tutti di aprire gli occhi, e di valutare con buon senso tutto ciò che arriva sotto forma di proclami , novità, notizia, progetti ed altro, ed ancor più invito FIGP per prima, a chiarire a tutti che non vi sono ne autorizzazioni da dispensare ne privilegi da regalare, non le hanno , e se mi sbaglio me le mostrino, così ci affiliamo anche noi ed andiamo a presentare tale documento alle questure ed al ministero degli interni”.

Obiettivo chiarire o creare bagarre? “Ho scritto tutto questo con grande peso e violentando la mia stessa indole, che è lontana dal volere bagarre mediatiche e risse da cortile, ma francamente non potevo restare ancora in silenzio con persone che chiedevano il perché di un immobilismo sulla questione. La mia speranza è che tale dichiarazione non porti delle stupide reazioni da baruffa rionale, vorrei evitare che si scadesse nel ridicolo, e quindi auspico che questo serva a chiarire a chi non ama approfondire quale è la realtà dei fatti , e se FIGP volesse rispondere , mi augurerei che lo facesse per rassicurarci che da questo momento faranno valere i contenuti del loro progetto e non le bugie e le assurdità , e ne una strumentalizzazione delle aspettative di un popolo di appassionati”.

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