Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker live ok nel Regno Unito ma solo in privato e in sale separate nei locali pubblici

Se in Italia il poker live vive costantemente sulla linea d’ombra tra la legalità e l’illegalità, nel Regno Unito c’è chi rischia di complicarsi inutilmente la vita quando potrebbe tranquillamente giocare anche partite high stakes senza temere denunce e blitz di forze armate.

La Gambling Commission in effetti nei giorni scorsi, ha messo in guardia i proprietari di club, pub e hotel che ospitano di tanto in tanto partite di poker private, che non è possibile organizzare questi eventi senza escludere l’accesso al pubblico. Insomma, giocate pure ma senza sfruttare le regole eccessivamente permissive sulle partite private allargando gli eventi al pubblico esterno che frequenta i locali stessi.

Un punto fermo preso dalla Commission del Regno Unito dopo che alcuni organizzatori hanno cercato di sfruttare locali con licenze apposite per giocare eventi di High Stakes Poker al pubblico pensando di sfruttare le regole del gioco privato. In pratica l’aggiornamento delle licenze di questi locali prevede che il gioco sia destinato ad una zona non accessibile da parte del pubblico.

Evidentemente ai titolari dei locali il poker funziona come un’attrazione anche per il pubblico e hanno cercato di ‘mischiare le carte’ e organizzare eventi di poker aperti a tutti. Ma Mike Williams, Head of Regional Enforcement & Compliance, ha spiegato che “le disposizioni per il gioco privato del Gambling Act 2005 non possono essere utilizzati da pub e discoteche per aggirare i limiti e i paletti fissati sul poker live. Insomma se il pubblico può entrare liberamente allora il gioco del poker non è privato e si sta infrangendo la legge.”  

La Commissione ha aggiunto una nuova sezione che si occupa del gioco d’azzardo privato e prodotto del materiale di riferimento. E’ stata destinata una unit apposita per fornire supporto e competenze alle autorità locali nella lotta contro il gioco d’azzardo illegale.

Quello del Regno Unito è un regolamento molto singolare. A livello privato e anche nei locali pubblici adibiti a tale scopo, il poker dal vivo è tranquillamente praticabile. Basta rispettare quei paletti sopra indicati e non si dovrebbero correre rischi. Bische autorizzate? Forse in mancanza della volontà di aprire poker room regolate ed avendo il polso della situazione che non degenera in attività criminali, questa gestione può essere considerata accettabile.

Il pubblico è comunque tutelato dalla restrizione delle aree di gioco che devono essere private e separate. Non a caso la Commission “regola il gioco d’azzardo nel pubblico interesse insieme ai suoi co-regolatori autorità locali competenti. Esegue queste mansioni facendo in modo che il gioco sia condotto in modo equo e per proteggere i bambini e le persone vulnerabili al gioco d’azzardo. La Commissione fornisce inoltre consulenza indipendente al governo sul gioco d’azzardo in Gran Bretagna”. 

Un atteggiamento maturo specie sul poker che non sembra inserito tassativamente nella tabella dei giochi proibiti come accade in Italia dove si rischia una denuncia per gioco d’azzardo se si organizza un torneo di poker live senza autorizzazione Aams o, almeno, dalla Questura competente.

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