Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker live: più che Coni e federazioni servirebbero regole certe sui tavoli di tutta Italia

Nascono federazioni in continuazione che cercano di far regolamentare il settore del poker live a modo loro e secondo le loro promesse e le loro regole . Ma quello che continua a mancare sembra una certezza delle regole al tavolo nonostante il gioco sia diffusissimo e conosciutissimo ormai lungo tutta la penisola.

Scriviamo questo perché una lettrice affezionatissima ci ha confidato la classica ‘mano persa’ in un club del Sud Italia. Ne ascoltiamo, come tutti i nostri colleghi, centinaia, forse migliaia. Ormai sono poche quelle che non escono dallo standard.
In questo caso la ‘nostra’ player ha due Kappa in mano e si ritrova a fare action contro un opponent che è già nella mano pre flop. Succede che, quando la parola torna all’oppo, costui prende il cellulare in mano, vede la chiamata, risponde e continua a parlare con l’interlocutore come se niente fosse mentre il dealer lo sollecita a fare azione. Con nonchalance il tipo continua nella sua diatriba telefonica ma anche a giocare il torneo. E succede che i Kappa vengano anche scoppiati con la giocatrice che continua a chiedere a dealer, floorman e direttori della poker room di dover annullare la mano e foldare quella dell’avversario.
Senza sapere con concertezza però la regola, forse non insiste, e deve accettare la decisione ingiusta uscendo dal torneo con grande rammarico. Non sarà stato il main Wsop ma, sportivamente e agonisticamente l’eliminazione lascia l’amaro in bocca.
La regola del Tda parla chiaro, all’interno dei concetti generali: a meno che non sia consentito dalla Casa “i giocatori non possono parlare al telefono mentre si trovano al tavolo”. Ma non è questo il punto.
Il punto è che i giocatori, otlre ad essere sempre e comunque a rischio denuncia e sequestri pur vivendo ora in un limbo piuttosto rassicurante, sono in balia dell’incompetenza e della non certezza delle regole che può condizionare e danneggiare un torneo. E’ come se il livello degli arbitri di un campionato di calcio fosse bassissimo ma anche che, in ogni stadio, si dovesse applicare una regola differente.
Ci sono in corso stage formativi per gli ‘arbitri del poker’ ma il problema è il riconoscimento univoco e, con 3-4 organizzazioni e network di poker live oltre ai circoli liberi e federati tra loro, il caos sembra l’unica regola che regna.
Se il regolamento non arriva, che almeno ci si doti di un framework stabile, semplice, normale. CHe si segua un modus operandi standard.
Ovviamente basterebbe stilare un regolamento della Casa e tenere le indicazioni del Tda come punto di riferimento assoluto. Anche se ci dovessero essere regole diverse per ogni room almeno queste seguirebbero una regola internazionale e starebbero scritte da qualche parte. Almeno questo si può fare, si deve fare!

 

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