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Poker online: annullata la ritenuta del 20% sui bonifici esteri

Marcia indietro per il Ministero dell’Economia e delle Finanze sul provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che applicava una ritenuta del 20 percento sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria applicata automaticamente dagli intermediari finanziari.

 

DIETRO FRONT – “L’evoluzione del contesto internazionale in materia di contrasto all’evasione fiscale cross-border, che ha subito una forte accelerazione, attraverso la creazione di un modello di accordo intergovernativo (IGA) per lo scambio di informazioni tra gli USA e gli altri Paesi, fa ritenere ormai superata la disposizione che ha introdotto la predetta ritenuta alla fonte, atteso che le informazioni sui redditi di fonte estera di pertinenza di residenti italiani saranno disponibili attraverso il canale dello scambio automatico multilaterale di informazioni”, spiegano del MeF.

 

GRINDING LIBERO – Insomma potranno giocare e grindare serenamente i poker players che, quando il provvedimento era in vigore, avrebbero rischiato di dover presentare alla propria banca un’autocertificazione per chiarire la natura dell’importo come vincita prima di riscuotere una vincita da un dominio .it con un conto per i trasferimenti di denaro su banche estere, o da un dominio .com.

E se qualcuno dovesse aver pagato già qualche acconto, “quelli eventualmente già trattenuti da intermediari finanziari sulla base della norma in oggetto saranno rimessi a disposizione degli interessati dagli stessi intermediari”, dispone sempre il ministero.

 

PERCHE’ L’ANNULLAMENTO – Un provvedimento che era sembrato alquanto iniquo ed antiquato e non solo per il poker online. Il tutto verrà bypassato grazie alla nascita di un “sistema automatico di scambio di informazioni multilaterale tra Paesi (Common Reporting Standard), presentato dall’OCSE nel gennaio scorso, e sottoposto all’approvazione del meeting del G20 di questo mese di febbraio. Lo scambio di informazioni costituisce il nuovo percorso condiviso per la lotta all’evasione fiscale internazionale”.

 

PERCHE’ ERA STATA APPLICATA LA RITENUTA? – La disposizione che ha previsto l’obbligo, per gli intermediari residenti, di applicare la ritenuta del 20 percento sui redditi derivanti da investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria, è stata originariamente predisposta, nel corso dell’anno 2012, nel quadro delle iniziative di risposta alla richiesta di informazioni della Commissione Europea (caso EU Pilot 171/11/Taxu), relative alla non proporzionalità degli adempimenti e delle sanzioni in materia di monitoraggio fiscale, rispetto agli obiettivi di contrasto all’evasione perseguiti dall’Italia, attraverso il predetto monitoraggio. La stessa disposizione è stata introdotta nell’ordinamento soltanto il 6 agosto 2013 con la legge europea n. 97.

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