Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker ‘punto es’: per l’Italia è come il ‘punto com’ ma qualche room accetta i players italiani

Il poker ‘punto es’ per la legge italiana è assimilabile in tutto e per tutto ad ‘punto com’ e quindi, stante la situazione attuale, i players di casa nostra non potranno giocare sui siti di gaming spagnoli anche se la questione è tutt’altro che chiara. Il lancio del ‘dot es’ e delle principali piattaforme che stanno ottenendo la licenza dal Dipartimento di gioco spagnolo (Dgoj) hanno destato la curiosità di molti grinder italiani che vogliono provare a lanciarsi in quel mercato.

Le poker room già approvate e i processi di migrazione dal dot com

Seguendo le indicazioni normative italiane, però, i nostri giocatori non possono che giocare su siti autorizzati dai Monopoli di Stato. Tuttavia, nella pratica, il gioco sommerso sembra ancora avere una fetta consistente secondo i dati che vari enti rilevano per stimare quanta raccolta vada verso i siti considerati illegali dallo Stato italiano.

Quindi si potrà giocare lo stesso sui siti spagnoli, magari da clandestini? La situazione appare paradossale perché, qualora dovesse essere possibile ‘scaricare’ i client e registrarsi su una poker room spagnola, bisogna capire quale sarà la definizione ultima della legge iberica che appare confusionaria e incerta ancora su questo punto.

L’Italia, come noto, ha aperto alla liquidità internazionale (la possibilità di raccogliere gioco in una ‘pool’ più ampia e con players di varia nazionalità) per sostenere lo sviluppo del tanto agognato betting exchange. Business che è stato però rallentato dallo stesso Governo Spagnolo che ha mosso osservazioni a livello europeo proprio su questo aspetto. Allora a che gioco stanno giocando dalla Catalogna in su?

Per giocare in piena legalità servirebbe un accordo tra i due stati membri ma, sappiamo, che i percorsi non sono ancora così semplici e immediati. E ci sono i soliti problemi di sicurezza e di leggi da adeguare che bloccano tutto.

I TENTATIVI DI REGISTRAZIONE ALLE ROOM DOT ES – Da una prima analisi veloce e da qualche prova effettuata dalla nostra redazione pare che alcuni siti consentano e accettino la registrazione dei players italiani mentre altri reindirizzano sia sul download del client ‘punto it’ che sulle home page. PokerStars, 888 e altri reindirizzano alle web page dot it. Bwin e Partypoker sembrano aprire le registrazioni così come quelle che sono già prettamente dot com ma dove non ci sono già problemi per giocare come GoalWin.es.

Ad esempio poker room come Pokerloco.es consentono la registrazione ai players italiani anche se gli importi delle puntate sembrano essere ancora in dollari e al login qualcosa non funziona. Bisognerà forse capire i prossimi giorni come si muoveranno le poker room stesse nei confronti dei players italiani.

LA SITUAZIONE PARADOSSALE – Se da un lato vige il divieto per giocare sulle dot com, già ampiamente gabbato dai players stessi, dall’altro la confuzione normativa spagnola potrà provocare un po’ di problemi al mercato italiano. Una migrazione in massa verso i paesi spagnoli di alcuni grinder sarebbe una seria minaccia per il poker italiano. L’aspetto positivo potrebbe essere questo: la Spagna può scatenare un effetto domino e, accanto alla regolarizzazione del gioco, si potrà finalmente scatenare quel processo di apertura alla liquidità condivisa almeno tra i paesi membri che hanno seguito le stesse regolamentazioni.

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.