Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Poker Refugees compie due anni e ha ‘rifugiato’ oltre 300 players

Ha appena compiuto il secondo anniversario dal lancio ufficiale che è iniziato appena un po’ di tempo dopo il black friday del poker online d’America. Non è un progetto molto sponsorizzato, forse perché va contro i sistemi di regolamentazione o meglio, di quelli che vietano ai players di giocare o di farlo come vogliono o nelle migliori condizioni.Il nome è tutto un programma, Poker Refugees: “La nostra passione è aiutare i giocatori di poker online e gli scommettitori sportivi che vogliono continuare la loro carriera nei paesi di tutto il mondo e sono in fuga dalle legislazioni che glielo vietano.

Due anni, quindi, di attività per una società che fino a qualche anno fa sembrava impossibile potesse nascere: “Con la volontà di aiutarvi a fare ciò che amate di più, giocare a poker online, ci piacerebbe offrire dei trasferimenti gratuiti per una delle destinazioni popolari del progetto”, spiegano da Poker Refugees.

Tra queste c’è anche Malta oltre al Canada, ideale per i poker players americani, e poi Costa Rica, Ecuador, Messico e Panama.

L’azienda comunica di aver aiutato quasi 300 giocatori di poker online e non solo players americani ma anche di altri paesi con una serie di servizi legati ai viaggi, alle consulenze per i trasferimenti. Un team di operatori bilingue aiuta i giocatori a ottenere velocemente i permessi per poter andare nei paesi dove poker online e scommesse sportive sono legali e legalizzate. Un servizio completamente personalizzato al 100% per soddisfare le esigenze dei professionisti del gambling online.

Quanto costa? Il costo indicativo è di 2.500 dollari ma ovviamente cambia a seconda del paese dove ci si sposta. Per documentarsi e ‘provare per credere’ si possono vedere le foto, i video e parlare via Skype con chi già ha utilizzato il progetto. Insomma, pare che funzioni davvero.

Di sicuro è una sconfitta per le legislazioni e i Governi che si vedono scappare grinder online e scommettitori professionisti.

In Italia sono già molti i giocatori che si sono trasferiti a Malta o nelle vicine Svizzera o Austria più al nord dove possono giocare un po’ dappertutto. Non è dato sapere se qualche italiano ha utilizzato Poker Refugees. La speranza è che questo fenomeno non aumenti anche nel nostro Paese o significherebbe la sconfitta definitiva per il poker online dot it.

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