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PokerStrategy alla carica: ‘Full Tilt Poker ci deve 1,2 mln di dollari’

Non solo rimborsi di poker players. Per l’affaire Full Tilt Poker iniziano ad uscire allo scoperto tutti i siti e gli affiliates manager che vivevano di commissioni e rakeback proprio dalla rete capillare messa in moto dalla Red Room.

A far rumore è la richiesta avanzata ufficialmente da PokerStrategy di 1,2 milioni di dollari nei confronti di Kings Pocket, la società commerciale che gestiva tutte le funzioni di Ftp con i referenti di tutto il mondo. L’azione legale è nei riguardi di “un accordo di marketing esistente firmato prima che Full Tilt si sia vista spogliare delle sue licenze di esercizio dalla Alderney Gambling Control Commission nel giugno del 2011.” Pocket Kings deve ancora $ 1,2 milioni a PokerStrategy, la popolarissima scuola di poker e forum con versioni cloni in tantissimi paesi al mondo. Un portale che aveva fatto molti proseliti anche in Italia ma che, dopo il Black Friday, ha dovuto ridimensionare tutte le operazioni proprio per la mancanza dell’apporto di cifre del genere.

Da Strategy, però, tengono a precisare che la causa non è contro PokerStars ma contro l’ex divisione marketing di Full Tilt Poker.

I funzionari di PokerStrategy dicono che il team legale di PokerStars era pienamente informato e consapevole della richiesta prima del deposito.
Dominik Kofert, ceo di Ps, (nella foto) ha spiegato perché l’annuncio arriva solo ora: “Abbiamo solo presentato la domanda questa settimana perché volevamo accertarci che l’accordo per i rimborsi ai players andassero in porto ma ora non possiamo farne proprio a meno”.

PokerStrategy era uno dei principali partner di Full Tilt. EGR ha rivelato che al culmine della sua relazione con Full Tilt Poker, PokerStrategy gestiva circa 30.000 giocatori al mese per il sito.

Alcuni rapporti dicono che PokerStrategy forniva la maggior parte dei players non statunitensi che dopo il black friday non hanno potuto più mettere mano ai conti e giocare sul sito visto che la Agcc ha revocato le licenze alla Red Room.

C’è la sensazione che l’affare preso in mano da PokerStars abbia notevoli complicazioni e possa veder uscire allo scoperto tantissime situazioni che, comunque, la room dell’Isola di Man avrà calcolato a dovere col DOJ per non scontentare più nessuno.

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