Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Polonia: progressi sui pagamenti online ma ancora niente poker

Il Polish Gambling Act è stato modificato lo scorso ottobre per ampliare la gamma dei prodotti finanziari ammessi per elaborare le transazioni del gioco d’azzardo.

Tuttavia, nonostante siano state rese operative casse di pagamenti online come Moneybookers e Neteller, la legge principale varata ormai nel 2011, è ancora molto restrittiva e non consente il rilascio di licenze di poker online.
Per questa legge l’Europa ha già lanciato delle procedure di infrazione contro la Polonia che è uno stato membro dello spazio comunitario. L’emendamento dell’ottobre del 2013 che accoglie queste modifiche era proprio in risposta alle preoccupazioni della Commissione europea. Prima di questi cambiamenti le transazioni di gioco erano riservate solo alle banche polacche e ai fornitori di servizi finanziari. Ora, com’è nella logica del trattato comunitario, anche altre aziende Ue possono offrire questi servizi.
Il problema ora è che potrebbe bastare questo minimo adeguamento per evitare un’azione più incisiva della Commissione Europea. E il poker online rischia di non trovare una soluzione per il suo futuro visto che l’Ue ha già lasciato correre situazioni anche più restrittive come quella della Grecia. Siamo alle solite: i players riescono comunque a giocare sulle room del mercato ‘grigio’ senza troppe difficoltà e questa apertura anche alle società come Skrill e Neteller può essere una buona cosa. E lo Stato, invece di regolare il settore, tutelare il giocatore e racimolare tasse per l’erario.

 

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