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Raffaele De Nicola allontanato dal Casinò di Venezia: ‘Perché avevo lavorato con la sala da gioco e con i suoi clienti’

Ci si aspetta che in certe organizzazioni, a maggior ragione se pubbliche, i più elementari diritti delle persone, costituzionalmente garantiti, siano rispettati con maggior rigore. Eppure sembra che così non è visto quanto mi è accaduto oggi, dove mi sono visto negare l’iscrizione al torneo della SNAI Poker Cup. E con motivazioni pretestuose ed opinabili”. Raffaele Maria De Nicola, direttore di tornei di poker e consulente nel settore del gaming molto conosciuto a livello nazionale è stato inibito dal Casinò di Venezia ed allontanato dai tavoli di un tornei di poker che si sta svolgendo in questi giorni nella sede di Ca’ Vendramin e al quale avrebbe voluto partecipare.E’ successo ieri al day1 dell’evento live e la notizia ormai sta dilagando sulla rete.

Quali le motivazioni dell’allontanamento di De Nicola? Ecco il racconto dello stesso: “Avevo deciso di sfidare la sorte iscrivendomi alla SNAI Poker Cup in programma al Casinò di Venezia Cà Vendramin dal 27 al 30 dicembre, evento che ho diretto in svariate occasioni e al quale ritengo aver apportate numerose migliorie, a detta degli stessi giocatori e del menagement della stessa azienda. È un torneo dal garantito “interessante” che desideravo vivere da giocatore. Giunto al casinò ho effettuato regolare ingresso nella casa da gioco e mi sono messo in fila per l’iscrizione al torneo. Mi sono successivamente visto avvicinare dalla Direzione Giochi del casinò che mi ha fatto presente ci fossero problemi con la mia presenza. Condotto al cospetto del Direttore Giochi del casinò, Dott. Silvestri, questi adduceva motivazioni pretestuose e non rispondenti a verità, di fatto determinando l’esclusione dalla partecipazione al torneo e l’allontanamento dalla casa da gioco. A nulla sono valse le contestazioni sulla fondatezza della decisione del Direttore Giochi che mi ha precluso per il futuro qualsiasi possibilità di ingresso al Casinò, quasi mettendo in dubbio la correttezza e la trasparenza che sono alla base della mia filosofia di lavoro”.

Sembra di capire che il precedente creato dal casinò di Venezia e dall’organizzazione dell’evento è che ex consulenti o direttori di torneo o lavoratori della società e della sala da gioco non possono giocare tornei di poker e accedere alle aree di gioco qualora abbiano interrotto il rapporto di lavoro. “Ma l’aspetto realmente mortificante dell’intera vicenda, che ha fatto comprendere quanto l’atteggiamento punitivo fosse personale e quindi assolutamente soggettivo – considera De Nicola – è rappresentato da quanto accade in sala dove gli organizzatori dell’evento siedono ai tavoli da gioco in competizione con i giocatori.Nemo potest esse tenens et dominus!”.

Potrebbero esserci dei risvolti legali intorno alla vicenda e potrebbe partire un’inchiesta da parte delle autorità locali per accertare i motivi dell’inibizione e dell’allontanamento di De Nicola che ha ancora in mano il suo ticket d’ingresso al casinò valido tre giorni, cioè per l’intera durata del torneo.

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