Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Raise preflop sì, ma con consapevolezza!

Il Texas Hold’em No Limit di oggi richiede aggressività. Azioni preflop ‘multilimpate’ sono ormai una rarità, dal momento che la strategia dominante prevede di aggredire quasi istantaneamente un avversario che si limita al call preflop. E l’aggressività paga, lo dimostra il fatto che i giocatori più vincenti sono in media quelli più portati all’ ‘attacco’, soprattutto nella fase preflop. Cerchiamo di capire però perché è importante rilanciare. E soprattutto quando va fatto.

La prima ragione è anche quella più intuitiva: rilanciare per farsi pagare le mani monster. Una buona regola del poker dice che ‘mani forti richiedono piatti importanti’, per cui rilanciare con i vari AA, KK, QQ serve proprio a questo.

Ma serve anche per proteggere quelle mani che giocano bene in heads up ma meno bene in situazion di multiway pot. Tra queste ci sono proprio le monster di cui sopra, ma anche mani come AK, AQ, AJ, KQ e le coppie di media forza, in particolare JJ e TT.

Questa azione ci aiuta inoltre a costruire un piatto (pot building) utile per la nostra azione al flop: se hittiamo (o abbiamo già una coppia) ci possiamo far pagare con una adeguata value bet. Se invece non troviamo il punto, ma il board non presenta insidie particolari, puntando metà piatto o al massimo due terzi dello stesso, possiamo portarlo a casa con la classica continuation bet.

LE MANI SPECULATIVE – A proposito di pot building, qualcosa va detto riguardo a quelle mani definite ‘speculative’ come i suited connectors (es. JcTc). Personalmente non sono così convinto che nelle prime fasi di un torneo sia sempre corretto rilanciare con questo tipo di mani. È vero che in questo modo andiamo a creare un piatto che spesso ci darà le pot odds per inseguire un progetto al flop. Ma non è detto che quel progetto si chiuda! Se due o tre progetti vanno a vuoto, rischiamo di aver investito tante chips in una fase “prematura” del torneo. Il concetto è esattamente il contrario di quanto detto sopra: non vogliamo fare selezione, non abbiamo una monster da proteggere, non vogliamo creare un piatto troppo grande dal quale non riusciamo poi a toglierci se il flop ci induce in tentazione…

Il mio consiglio con queste mani è quello di giocarle prevalentemente quando abbiamo posizione, ad esempio per chiamare un raise. Più prudenza ad aprire rilanciando nelle prime fasi di un torneo. Se lo facciamo, teniamo bassa l’entità del rilancio (meglio 2,5-2,75 BB), prediligendo l’azione da mid-late position. Il rilancio con queste mani va fatto in maniera un po’ ‘randomica’, per non dare una lettura troppo scontata delle nostre starting hands. Infine, scegliamo di farlo soprattutto contro avversari tight-passivi, con una propensione a foldare al flop se non trovano qualcosa.

LE FASI PIU' AVANZATE – Il discorso cambia invece quando siamo nelle fasi più avanzate di un torneo, con i bui che si alzano: con queste mani dobbiamo tranquillamente cercare di rubare i piatti rilanciando preflop, tribettando in steal o squeezando se gli avversari dimostrano debolezza.

Un altro vantaggio che otteniamo rilanciando preflop, è quello di diventare l’aggressore, cioè colui che può dettare il gioco al flop. E’ molto importante, però anche qui attenzione ad estremizzare. Avversari molto aggressivi ci possono mettere in difficoltà. Quanto più il nostro oppo ha la forbet facile, tanto più dobbiamo essere selettivi quando vogliamo rubare la posizione (ad es. quando siamo di SB e il bottone è proprio questo tipo di avversario). In questi casi partiamo già con l’idea che siamo disposti a mettere tutte le chips in mezzo con una fivebet all-in!

Infine, un’ulteriore ragione per rilanciare è quella di isolarsi. Ci riagganciamo al concetto di proteggere alcuni mani, ma qui entra in ballo lo stack. Quando nelle fasi avanzate di un torneo, un giocatore short va all-in e noi abbiamo uno stack che lo copre e una mano buona con cui chiamare ma potenzialmente a rischio contro più avversari (ad es. una coppia media), allora ha senso controrilanciare anche in all-in, per evitare che il nostro investimento venga sciupato al flop a causa di troppi concorrenti.

Riassumendo, ci sono 4 idee chiave per effettuare un rilancio consapevole: valore, protezione, pot building e controllo della posizione. Detto questo, ricordate che ‘la miglior difesa è l’attacco’ e… buon raise a tutti!

L'AUTORE – Luca Pagano è team pro PokerStars e coach Poker Clinic.

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