Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Ricordate il MonteCarlo Poker Tour? Ecco tutta la storia vicina ad una svolta decisiva

Sarebbe ad un punto di svolta la causa legale relativa al caso Montecarlo Poker Tour, la truffa ai danni dell’imprenditore Mario Loffredo, che ha come protagonisti 7 uomini molto vicini al Principe di Monaco, Alberto II. Un caso che fece scalpore agi albori del poker in Italia e che puntualmente torna a sorprendere il movimento italiano. A fare il punto ma soprattutto la storia è Agicosnews.it dopo un lavoro certosino sulle carte e le documentazioni di una storia di intrighi, truffe e doppi giochi ideale per un copione ‘hollywoodiano’.

 

E’ quindi prevista per ottobre 2013 l’udienza del Tribunale di Como che vedrà Bernard Lambert, direttore generale del gruppo Monte-Carlo SBM, Stephan Morandi, Francois Poher, Jan Marie Cornutello, direttore generale dei casinò monegaschi, Eric Cicero, Francois Chiavazza e Stephan Libery – 7 uomini tutti vicini ad Alberto II, Principe di Monaco – affrontare l’imputazione per truffa e tentata truffa aggravata ai danni dell’imprenditore Mario Loffredo, dell’azienda Maltese Extreme Gaming Pro e dell’italiana, Eye Star Promotion, caduti nella trappola tesa dagli uomini al servizio di Alberto II di Monaco.

I FATTI: UNA TRUFFA STILE “LA STANGATA”

Nel 2007 la Eye Star Promotion, una delle prime aziende italiane attive a livello europeo nel settore dell’iGaming, fiutando il crescere vertiginoso del successo del poker texas hold’em, accetta l’incarico dello sviluppo di un progetto innovativo denominato “Monte Carlo Poker Tour” proposto e finanziato dall’imprenditore svizzero Mario Loffredo, che viene aggirato con la garanzia, a fronte di versamenti di denaro, di ottenere da parte della SBM una partnership esclusiva nello sviluppo del business oltre alla concessione per l’utilizzo del brand “Montecarlo”. La SBM, Société des Bains de Mer, è tuttora la società monegasca – fondata nel 1863 e quotata nella Borsa di Parigi – con il maggior numero di dipendenti e con il fatturato più elevato grazie alla gestione e proprietà di 32 ristoranti, 5 casinò (i cui direttori sono Jan Marie Cornutello, Eric Cicero, Francois Chiavazza e Stephan Libery), 4 alberghi, 7 bar e night club, 3 spa, 4 club sportivi e 3 sale da spettacoli.

“Mi hanno raggirato con un piano che ricorda molto il film del ’73 con Paul Newman e Robert Redford, “La Stangata”. Esordisce così Mario Loffredo in una email che inviò tempo fa alla stampa di settore, ma rimasta per molto tempo nei cassetti delle redazioni. “Sono stato avvicinato da Stephan Morandi – responsabile organizzazione del Gp di Formula 1, che già avevo conosciuto in passato a Montecarlo in quanto ero un gran frequentatore della movida monegasca. Morandi si dimostra molto interessato al business che stavo sviluppando con la azienda Extreme Gaming Pro. Il poker stava esplodendo, e l’industria dell’online stava decollando vertiginosamente. Era talmente interessato a questo mercato nascente che si dimostrò volenteroso a discuterne con il Principe Alberto II, suo storico amico, la possibilità di sviluppare progetti comuni. Morandi mi comunica che SBM è interessata al progetto, ma che sarà necessario, per spianare la strada verso l’ok finale, versare somme ad una lista di consulenti: una prassi monegasca, mi spiega Morandi. E da qui entrano in gioco gli altri attori: Bernard Lambert, direttore generale della SBM, fortemente interessato al portare avanti fin da subito la stesura del progetto Montecarlo Poker Tour da parte delle mie aziende partner, l’avvocato Francois Poher, sempre pronto a distribuire i suoi biglietti da visita, e tutti i responsabili dei vari rami d’azienda della SBM. In totale 7 persone, 7 consulenti che avrebbero ricevuto somme di denaro al fine di vistare il mio accesso nel business monegasco. Versate le prime somme, infatti, inizio ad essere invitato regolarmente a Monte Carlo a spese del principato, trattato come un uomo d’affari indispensabile per gli interessi di SBM. A Monaco mi attendeva una Rolls Royce, un appartamento da 16 mila euro a notte, cene esclusive nel Castello che fu la dimora di Grace Kelly, incontri esclusivi con artisti del calibro di Celine Dion, partecipazione ad eventi sportivi dove io ed il Principe eravamo seduti a fianco. Facile sentirsi come un Dio, no? Le cose cambiarono quando, in relazione ad un periodo intenso di lavoro presso la sede di Campione d’Italia al fine di ottimizzare la presentazione del progetto MCPT, invitai i consulenti a raggiungermi in quel di Lugano, dove vivo, per presentare l’anteprima del progetto. E’ proprio al termine della presentazione che inizio a subire un serrato pressing per accelerare i pagamenti delle consulenze. Spiego che avrei effettuato un ulteriore pagamento solo in prossimità della firma del contratto con SBM. Pochi giorni dopo ricevo un invito direttamente dal Principe Alberto II, che già avevo conosciuto in passato, perchè molto interessato al progetto. In poche settimane diventiamo ottimi amici, lui è spesso mio ospite sulla mia barca accompagnato dalla moglie Charlene la quale spende molto tempo con mia figlia. Nei giorni a seguire ricevo telefonate ed ulteriori inviti a partecipare ad eventi proposti dal dorato mondo del Principato. Le mie ultime incertezze e titubanze vengono dunque cancellate, aumenta anzi la fiducia incondizionata negli uomini della SBM”,  ha concluso Mario Loffredo nella sua mail.

Attraverso il proprio ufficio stampa, infatti, la Société des Bains de Mer (SBM) comunica ufficialmente al mondo di essere in procinto di lanciare un rivoluzionario progetto: l’MCPT. Partner e provider tecnologico per lo sviluppo e la promozione del progetto online del Monte Carlo Poker Tour sarà la società la Eye Star Promotion affiancata dalla Extreme Gaming Pro, proprietaria della licenza di gioco LGA, acronimo di Lottery & Gaming Authority – Malta, capace di poter operare in tutto il mondo. All’epoca, infatti, non erano ancora nate le .it e tutti i giocatori giocavano, online, sulle .com

La scelta di finanziare un progetto cosi innovativo ed impegnativo ed oneroso da parte di Mario Loffredo, che investirà nell’operazione almeno 7 milioni di Euro è rassicurata dall’ottimo rapporto di fiducia ed amicizia instaurato con il principe Alberto II, figlio di Ranieri e Grace Kelly, sovrano del Principato di Monaco. Alberto II, con molta probabilità aggirato lui stesso da 7 dei suoi uomini più vicini, è entusiasta del progetto e cerca in tutti i modi di accelerare la nascita del Monte Carlo Poker Tour. La Eye Star Promotion e la Extreme Gaming Pro, dopo 15 mesi di lavoro sono pronte al lancio del progetto. Pronta la piattaforma di gioco online, pronto il web site ufficiale del Tour, pronto il calendario e quindi firmati i contratti con i Casino selezionati per le tappe del Torneo, anticipate le spese per la promozione, selezionato lo staff e pagati gli ingaggi di direttori di torneo quali Thomas Lamache e, soprattutto, versato ai consulenti una ulteriore tranche di pagamento, SBM da il suo placet al via del progetto. Il contratto di partnership esclusiva  viene firmato dalle parti presso gli uffici della SBM in presenza del principe Alberto II e, naturalmente del direttore generale Bernard Lambert.

Con il contratto firmato tra le mani Mario Loffredo si sente di essere finalmente parte di un mondo dorato ed esclusivo, e di aver chiuso l’affare della sua vita imprenditoriale. Lavorare in un settore di punta, ancora vergine come quello dell’iGaming, e lavorare con il miglior partner. Per questo, subito dopo la firma, invita i 7 consulenti a Lugano per festeggiare l’accordo siglato e per saldare l’ultima tranche di pagamenti a fronte della consulenza ricevuta: 1.7 milioni di euro per un totale di circa 3 milioni di euro versati a Morandi, capofila del gruppo di consulenti. E’ a questo punto che cadono i veli e si scopre la truffa. Mario Loffredo, a distanza di alcune ore dalla firma del contratto, riceverà una telefonata da Monte Carlo, il sig. Dompe che informa che il contratto non è valido. La motivazione: “Sig. Loffredo non faccia affidamento su questo contratto poiché non e mai entrato all’interno della SBM, quindi non ne sappiamo nulla. Noi della direzione riteniamo nullo il contratto; pertanto potrei dirle che non ha ottenuto il placet governativo”. E’ il 24 novembre del 2008, il contratto è concretamente “nullo”, ma i soldi versati ai consulenti non saranno mai restituiti: una vera e propria “Stangata”.

La reazione di Mario Loffredo è immediata, ma apparentemente vana. “Il Principe, che fino a qualche settimana prima mi aveva come ospite nel suo Castello e mi tempestava di telefonate al mio cellulare, non rispondeva più. Allora provo a tentare la carta Marco Picinini ex direttore sportivo della Ferrari, residente a Monte Carlo ed in contatto da anni con questi attori. Gli raccontato il mio dramma ma, mi da una pacca sulla spalla e mi dice che sicuramente il tutto si sarebbe risolto in niente, e di non pensare ad una Causa Legale, visto che contro Montecarlo non ha mai vinto nessuno”

Ma a quanto pare la giustizia italiana è riuscita a ottenere un primo importante risultato. I giudici di Como hanno riconosciuto che si tratta di truffa e appurato quello che i legali di Loffredo hanno voluto dimostrare in prima istanza.

L’INDAGINE

Nel 2010 inizia l’inchiesta della Procura di Como che punta a far luce sulla truffa denominata “La Stangata”. Secondo Mario Loffredo, il gioco delle parti è chiaro: ci sono degli imprenditori (Mario Loffredo e i CEO delle Aziende Eye Star Promotion e Extreme Gaming Pro), alcune società di gioco e scommesse, faccendieri già coinvolti in bancarotte finanziarie e gli amici del Principe. Dalle prove raccolte dai legali di Loffredo risulta che Bernard Lambert, presidente della SBM e braccio destro del principe Alberto II di Monaco, avesse firmato già da tempo un pre-contratto di acquisto del 50% della azienda francese Betclic, vero colosso del gioco online, investendo ben 107.000.000 di Euro. Altre prove dimostrano come Stephan Morandi, principale consigliere del Principe e mediatore tra la SBM e l’imprenditore Mario Loffredo, risulta oggi possedere una fedina penale illibata, pur avendo passato, nel 2000, un anno in carcere a Montecarlo e altri sei mesi di arresti domiciliari; il tutto in relazione alla truffa protratta nel tempo nei confronti di centinaia di piccoli risparmiatori che hanno perso i loro risparmi a causa del crack finanziario della Hobbs Melville di cui Stephan Morandi era promotore a Monaco, fingendo che la Banca fosse del Principe. Anche Francois Poher si scoprirà non essere un Avvocato professionista, ma un semplice consulente legale. Ottimi elementi, dunque, per dimostrare che di truffa si è trattato.

L’AUTOGOAL DELLA DIFESA MONEGASCA

Un vero e proprio autogoal segnato dalla difesa Monegasca, assegnata all’avvocato Troyer, è l’aver dichiarato che il motivo dell’annullamento del contratto va ricercato nel fatto che è illegale il gioco online sul territorio di Monte Carlo e pertanto il Monte Carlo Poker Tour, che promuoveva la partecipazione ai tornei anche attraverso le qualifiche online, non poteva essere realizzato. Ciò significherebbe, indirettamente, autodenunciare come reato l’acquisizione da parte di SBM del 50% di Betclic Everest  Group, colosso del gaming online, acquisto che fece aumentare verticalmente il valore delle azioni della SBM quotata nella borsa di Parigi. E, più semplicemente, dimostrerebbe che i 7 consulenti hanno agito con l’intento di truffare.

LA SENTENZA DEL GIP DI COMO

Il 12 aprile 2013, il Giudice per le indagini preliminari – GIP di Como – dr Francesco Angiolini, “visto l’articolo 409 comma cinque c.p.p. rigetta l’istanza di archiviazione proposta (…) e dispone che il PM formuli entro 10 giorni l’imputazione per il delitto oggetto di iscrizione di cui all’articolo 61 n° 7 640 c.p. e 61. n°7 640,56 c.p. C.P. nei termini correttamente delineati nel 3° atto di opposizione al foglio 745 e 746 e provveda a tutti i conseguenti adempimenti di competenza” specificando che “Quanto alla fattispecie di truffa e con riferimento alla destinazione non chiara che le somme corrisposte avrebbero dovuto avere, è appena il caso di rilevare che, secondo un orientamento risalente ma mai contraddetto, il delitto sussiste anche se il soggetto passivo abbia agito per una causa immorale, delittuosa o altrimenti illecita, “giacché non vengono meno l’ingiustizia del profitto e l’altruità del danno, né vengono meno l’esigenza di tutela del patrimonio e della linearità di consenso dei negozi patrimoniali, che costituisce l’oggettività giuridica del reato”

LA RICHIESTA DANNI

A ottobre è in programma l’udienza che vedrà la presenza degli avvocati di Bernard Lambert, Stephan Morandi, Francois Poher, Jan Marie Cornutello, Eric Cicero, Francois Chiavazza e Stephan Libery, chiamati a rispondere dinanzi ai giudici italiani dell’accusa di truffa e di richiesta di pagamento danni presentata dai legali di Mario Loffredo.

Contattato da Agicos Loffredo ha dichiarato: “Nonostante tutte le minacce ricevute, nonostante la inattaccabilità della casta monegasca, ora vedo un grande spiraglio, e devo ringraziare in primis la giustizia italiana che è riuscita, attraverso una rogatoria internazionale, a scalfire l’intoccabilità del Principato”.

L’Avvocato Ivan Tortorici, dello Studio Legale Associato, Martinez & Novebaci, presenterà una richiesta di indennizzo per il suo assistito, Mario Loffredo, di 100.000.000 Euro.

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.