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Rubava i codici Postepay dei clienti e riciclava nei conti di poker online

Rubava i codici segreti delle Postepay di alcuni clienti dell’ufficio postale in cui lavorava e poi gli sottraeva i soldi riciclandoli sui conti di gioco di alcune poker room online. Una truffa informatica ma dai metodi tutt’altro che digitali. Il Corriere di Como riporta la notiza dell’arresto di un dipendente dell’ufficio postale centrale di Com smascherato nei giorni scorsi.

I clienti, alcune decine, che si sono fidati ingenuamente dell’impiegato hanno visto sparire dalle loro carte 100mila euro circa.

 

DENUNCIA E ARRESTO – La svolta di un’indagine che procedeva da mesi è avvenuta giovedì scorso. Il dipendente infedele è stato denunciato a piede libero e, in attesa degli accertamenti, mandato in ferie forzate. 
Il complice è stato invece arrestato e rinchiuso a San Vittore. È un 35enne di Alserio che, seppure agli arresti domiciliari, “lavorava” da casa. Perquisendo la sua abitazione, gli agenti di polizia hanno scoperto un personal computer portatile nascosto tra le tegole del sottotetto e numerose chiavette prepagate Internet disseminate nel fienile.

AL CENTRO DELLA FRODE – Il cuore della frode, come detto, era l’ufficio centrale di Poste Italiane di Como, in via Gallio. 
Il dipendente denunciato, secondo quanto accertato dai poliziotti, con una scusa qualsiasi si faceva consegnare la tessera Postepay dai clienti che andavano allo sportello per una ricarica o altre operazioni. Una volta avuta la card tra le mani, senza farsi notare controllava il codice riservato indicato sul retro della tesserina. 
Ottenere tutte le altre informazioni, regolarmente registrate nella banca dati di Poste Italiane, richiedeva al dipendente pochi secondi. Il pacchetto di informazioni, compreso di codice segreto, veniva poi girato al 35enne di Alserio. 

NON SOLO POKER ONLINE PER RICICLARE – Dalla sua abitazione, il comasco si occupava di gestire i soldi rubati alle Postepay delle vittime, spesi per acquisti online ma soprattutto ricariche telefoniche e trasferimenti di denaro a complici all’estero o in Italia. Le somme rubate venivano inoltre utilizzate per ricaricare conti- gioco, ad esempio per il poker online. 
“Si tratta di una nuova modalità per “pulire” soldi sporchi – ha detto Nicola Pagani, ispettore capo della polizia postale di Como – Una volta caricati i soldi sul sito, il giocatore sfida quello che in realtà è un complice, che “casualmente” vince tutte le partite e intasca in questo modo l’intera somma”.
Gli agenti della postale hanno già accertato oltre 50 vittime, per una somma totale sottratta che supera i 100mila euro. 
Oltre alle card di Postepay, sembra che l’organizzazione clonasse anche altre carte di credito di diversi istituti bancari, ipotesi sulla quale ora sono in corso ulteriori indagini.

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