Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
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Ryan Daut

Ryan DautNomeRyan Daut
NicknameDaut44
Poker RoomFull Tilt
CittàNew Jersey
Età23 anni

La storia di Ryan Daut ( Daut44 online ) è oramai nota. Per chi non la sapesse o se la fosse dimenticata, un ripassino non fa mai male. Taylor Caby, co-fondatore di Cardrunners.com, a distanza di un anno dal lancio del suo sito, voleva testare le sue capacità di coach. Ecco che allora Taylor va su 2+2 e apre un thread dal titolo “I want a student”. Caby voleva la sua cavia personale da seguire passo per passo quasi 24 ore al giorno. L’utente “Green Plastic” (ossia Caby che era già famoso) riceve 800 risposte di 800 utenti diversi in meno di una settimana. Dopo aver attentamente analizzato i vari “candidati”, la scelta di Taylor ricade su uno studente di 23 anni, che già gioca regolarmente online il 5-10 NL con discreti risultati. L’obiettivo è quello di dargli quel qualcosa in più per aiutarlo a fare un salto di qualità anche nei tornei e paracadutarlo nel mondo dell’ high stakes. Il “prescelto” novello Caby è appunto Ryan Daut. Dopo 3 mesi di studio intenso alla “Scuola Privata Taylor Caby”, Ryan si è qualificato al WPT Pokerstars Caribbean Adventure, ha preso l’aereo per le Bahamas ed è tornato con il primo titolo live della sua carriera pokeristica in tasca e con 1,5 milioni di dollari in più. Tutto questo accadeva quasi due anni fa.

Durante l’EPT di SanRemo ho avuto modo di giocare con Ryan (che mi ha eliminato…sob) e soprattutto abbiamo fatto una chiacchierata che vi riporto integralmente:

CB: La prima domanda non riguarda il poker ma il tuo blog. E’ il secondo più cliccato di cardrunners ma soprattutto usi Photoshop in maniera “sublime” per raccontare le tue storie.

Ryan: (ride ndr) Grazie Grazie. Passo un sacco di tempo a migliorare la mia mancanza di talento. E spero nel futuro di andare sempre peggio.

CB: Riguardo all’EPT. Hai giocato con molti italiani. Cosa pensi riguardo al loro stile. I giocatori italiani più conosciuti all’estero sono Pagano, Minieri e Alioto ma lo stile medio non si avvicina assolutamente al loro.

Ryan: Molto strana questa cosa perché in passato ho giocato solo con Dario Minieri che è iperaggressivo. Quindi pensavo che arrivando qui ci fosse tanta gente molto loose, molto aggro che rilanciasse da tutte le posizioni, invece ho visto che ci sono tanti giocatori molto tight e solidi. La motivazione per cui ci sono dei giocatori non molto bravi è che siete da poco coinvolti nel poker e nell’EPT visto che è il primo anno che si svolge qui ma comunque nel complesso è meglio di quanto mi aspettassi.

CB: il 35% degli iscritti all’EPT era italiano. Di questi 18 sono andati a premio e due al tavolo finale. Sono proporzioni corrette dal tuo punto di vista per un torneo così?

Ryan: Il field è composto da giocatori americani molto forti perché soltanto i migliori giocatori on line che si sono qualificati sui vari siti hanno preso il volo e sono venuti qui, quindi era molto difficile per gli italiani andare a premio più di 1 su 10.

CB: tanti conoscono la tua storia per la vicenda legata a Taylor Caby, ma tanti credono che tu da semplice giocatorino sia arrivato in alto solo grazie a lui. Invece eri già prima del PCA un regular del 5-10. Ricordaci chi era Ryan Daut.

Ryan: Sono partito con 50 dollari, son salito fino a 1k, poi mi sono lanciato sul cash 1/2 PLO e Limit HL. Salivo a 3k poi tornavo a 1k e ancora a 3k e di nuovo giù. Questo per un po’ di mesi. Poi mi sono deciso a migliorare e ho cominciato a lavorare sul mio gioco e sui miei errori, full time. Ho deciso di prendere seriamente il poker. Nel giro di 1 anno sono arrivato ad avere un bankroll di 70k, sono passato al 5-10 e da li non sono tornato più indietro.

CB: sei uno di quelli che ogni tanto si lanciano in “Prop Bets”? Qual è stata quella più strana che hai fatto?

Ryan: Di solito non ne faccio perché le perdo sempre. Una volta ho scommesso con un mio amico che non sarebbe riuscito a mangiare 2 kg di cheesburger. Avevo scommesso un bel po’ di soldi, lui ci è riuscito e mi ha distrutto, quindi da allora ho deciso di non farne più e di concentrarmi su quello che riesco a fare meglio.

CB: E il tuo lifestyle? Sei un Baller?

Ryan: Proprio per nulla, non ho un orologio, non ho una bella macchina, vivo con i miei genitori. Quando viaggio e giro il mondo, a parte giocare a poker, la sera torno a casa e non faccio niente di niente se non guardarmi un po’ di televisione. Mi chiamano Ryan “Unballer” Daut. Se volete seguire le vicende di Ryan Daut visitate il suo blog.

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