Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Salerno: 108 denunciati per poker d’azzardo ed è sempre più caos normativo

Ormai il poker live italiano ha oltrepassato i limiti trascendendo nel paradosso. A Salerno la Polizia ha denunciato 108 persone per aver partecipato ad un torneo di poker Texas Hold’em. I ritardi e le incertezze dello Stato e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nella produzione del regolamento attuativo per il poker dal vivo, le sentenze dissonanti e contrastanti dei tribunali di tutta Italia e l’accondiscendenza o la repressione di alcune questure o delle forze di polizia hanno ormai generato il caos sul territorio italiano.

A rimetterci, come sempre, l’anello debole della catena: il giocatore. Magari seduti al tavolo per giocarsi dai 30 ai 100 euro e impegnare dalle 3 alle 8 ore per un torneo dal vivo (provate a far durare questi soldi con questi tempi in altri giochi autorizzati dallo stato) i cittadini-players si ritrovano una denuncia per gioco d’azzardo a pesare sulla testa. Così come è capitato in questi giorni ai giocatori salernitani che stavano giocando un evento da 30 euro che ora dovranno comunque impegnare tempo e soldi per avvocati e tribunali per togliersi questa macchia.

I DETTAGLI DEL BLITZ – Fatto sta che la Polizia ha effettuato il blitz venerdì scorso in un bar sala giochi ubicato nei pressi della zona industriale di Salerno. Nel corso di un controllo i poliziotti della divisione amministrativa (agli ordini della dottoressa Maria Curto) e della squadra mobile (agli ordini del vicequestore Claudio De Salvo) della questura salernitana hanno constatato lo svolgimento di un torneo di poker Texas Hold’em.

Nel dettaglio 106 persone si trovavano sedute attorno a 15 tavoli con tanto di croupier e giocavano con carte francesi, utilizzando delle fiches per le puntate. Singolare la polisizione del vicequestore De Salvo che ha dichiarato: “Questa tipologia di gioco non viene considerata d’azzardo dalla Cassazione ma è comunque vietata in quanto ricompresa nella tabella dei giochi proibiti stilata dall’autorità di pubblica sicurezza”.

CASO NORMATIVO – Quando parliamo di confusione normativa non sbagliamo dunque. La Cassazione ha detto che il poker non è azzardo. Lo Stato e i Monopoli dovrebbero legiferare in materia dal luglio del 2009 e c’è una scadenza in questo primo mese dell’anno che andrebbe rispettata. In questo caos il poker non sarebbe da considerare d’azzardo ma è compreso ancora nella tabella dei giochi proibiti.

Il poker è l’ennesima cartina da tornasole, un ulteriore specchio dell’Italia di oggi: si lavora a compartimenti stagni, per campanili, orticelli e parrocchie. Così la Corte Suprema di Cassazione (ma anche alcuni Tar e Tribunali locali) assicura che il poker è un gioco d’abilità ma nessuno ha pensato di specificare questa nuova ‘qualità’ all’interno della tabella dei giochi proibiti. Chi ci deve pensare? Quanto tempo deve passare?

PLAYERS INSODDISFATTI E DENUNCIATI – Intanto il titolare della sala giochi e l’organizzatore dell’evento sono stati denunciati per esercizio di gioco vietato mentre i 106 partecipanti al torneo sono stati denunciati per partecipazione al gioco vietato. Carte, fiches e il denaro utilizzato per partecipare al gioco sono stati sottoposti a sequestro penale. E a rimetterci è sempre il popolo dei players e dei cittadini.

 

 

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