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Scuole di poker: i coach imparano dagli allievi oltre che insegnare?

Scuole di poker in ogni sito e portale, scuole dal vivo, scuole su internet e poi una sfilza di coaching privati tanto che tra un po’ vi saranno più coach che player ai tavoli. Battute a parte tra le interviste di Gioconews.it POKER estrapoliamo un abstract relativo a quella realizzata insieme a Max Piazza, nuovo pro di StarsMillion.

Lui che è uno dei coach di una scuola prestigiosa come quella di PokerMagia, ci risponde con grande dovizia di particolari ad una nostra domanda che rovescia un po’ la questione, rigira la frittata, cambia lato d’osservazione: ma non sarà che mentre insegnano questi coach imparano più degli allievi? O, comunque, durante il coaching è possibile trarre insegnamenti per i professionisti visto che, come dice sempre qualcuno, anche il poker come la vita è continuo apprendimento?

“Nonostante abbia al momento interrotto la mia attività come coach visti gli impegni nei tornei di poker live, per esperienza personale posso dire che si impara molto anche insegnando nonostante sembri un paradosso – risponde Piazza – ti confronti con altri giocatori, scambi vedute con loro. Mentre correggi i loro leaks fissi ancor di piu concetti già tuoi”.

In passato alcuni grandi pro si accorsero che a furia di dispensare consigli e di far vedere in tv o nei corsi come giocavano poi, alla fine, rimanevano scottati e battuti proprio dai loro avversari. E’ o non è ‘meno ev’ coachare? “Ovviamente non lo si fa per beneficienza, per prima cosa – spiega Piazza – inoltre si può decidere di coachare, come ho fatto io, i ragazzi che giocano stakes più bassi per i quali serviranno lezioni meno impegnative e non sarà necessario addentrarsi troppo nello svelare quei “segreti” offrendo comunque un servizio qualitativamente valido che soddisferà l’utente e gli permetterà di migliorare”.

Ma in ogni caso il poker si impara anche facendo molta esperienza e attingendo al proprio bagaglio tecnico giusto? “La verità è che ci sono delle cose che non possono nemmeno essere insegnate. Skills che vengono con l’esperienza, come la lettura del flow della partita, avere dunque un buon timing e altre cose di questo tipo. E inoltre non voglio che le mie lezioni distruggano il potenziale della creatività vera perche il poker per me è genio e creatività e non un gioco risolto. Dunque il coach può insegnare le basi di diverse strategie, leggere determinati numeri, fattori, ma se l’allievo non ha talento non emergerà comunque mai. Ma questo credo sia ovvio”.  

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