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Stefano Sbordoni: "Allo studio i critedi di classificazione del professional poker player"

Londra – La tassazione dei giocatori professionisti di poker è stato uno degli argomenti affrontati durante il convegno tenutosi oggi all'Ice di Londra sul Cybercrime e la sicurezza. Peter Wilson, di Gambling Solicitor ha annunciato che nel Regno Unito i giocatori di poker professionisti non sono tassati e li ha invitati a trasferirsi nel paese. "In italia – afferma il legale esperto di giochi e scommesse, Stefano Sbordoni, non è stata ancora individuata la categoria del giocatore professionista e di conseguenza debiti e crediti ad essa collegati. Altro punto è l'individuazione di criteri classificatori della categoria stessa. L'Agenzia delle entrate ha preso atto della questione e sta valutando i criteri da seguire”.

Novità in arrivo quindi dall'Ade? Sembra proprio di sì. Ma secondo Sbordoni ci sarebbe anche “una questione sociale che si pone spesso, ovvero la ritrosia di una certa opinione pubblica nel riconoscimento di tale categoria. Ma senza un riconoscimento non si possono presumere i guadagni dei giocatori professionisti”. E quindi è pressoché fuori luogo chiedere che gli stessi paghino le tasse spesso in contrapposizione anche con guadagni effettuati nello Spazio economico europeo dove le tasse i players le hanno già pagate come in Italia: ossia al momento dell'iscrizione all'evento o all'ingresso al tavolo cash con il pagamento mano per mano della rake.

“Sul cybercrime invece- prosegue Sbordoni – l'Italia si sta muovendo molto bene, ma non si ricorda che esistono delle norme già fatte e che vanno solo contestualizzate e messe in pratica".
 

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