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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Stefano Sbordoni: ‘Come cambia il poker live dopo la sentenza della Corte di Cassazione’

“La pronuncia della Corte di Cassazione sul poker live è assolutamente un precedente molto importante anche se va approfondito e letto con attenzione per capire ancora meglio. Tuttavia non possiamo continuare a nasconderci dietro ad un dito né per quello che riguarda la regolamentazione né per il poker live presente sul territorio italiano dove è sempre fermo il rischio di riciclaggio ed elusione fiscale”.

E’ il parere di Stefano Sbordoni, legale esperto di gaming dello studio omonimo che da anni segue ormai il settore dei giochi e quello del poker dal vivo.

 

Organizzare tornei di poker, quindi, non è più reato. In molti cantano vittoria ma sembra di capire che la realtà dei fatti presenta molte contraddizioni e nodi da dirimere quanto prima: “Sotto il profilo normativo questa pronuncia ci lascia con un’interpretazione duplice. Da un lato al Cassazione ha già accennato alla natura dell’attività in se stessa che non è illegale, ovviamente con certi parametri e senza vincita in denaro. Ma sull’altra sponda rimane sempre lo Stato che si è assunto la prerogativa di regolamentare il settore, la cosiddetta riserva. Esiste quindi una contrapposizione tra la gara pubblica per l’affidamento delle concessioni (con tutte le sue contraddizioni che abbiamo spesso esaminato) che costituisce uno zoccolo normativo per un’attività che la Cassazione, al momento, non ha giudicato illecita”.

Intanto passa il tempo e le cose per il settore che dovrebbe vivere il suo take off da 4 anni, si complicano enormemente: “Dopo queste pronunce sembrano complicarsi le iniziative da parte della Polizia che deve controllare il gioco sul territorio, quelle degli imprenditori che vorrebbero investire su un settore dal forte appeal e soprattutto quelle dello Stato che dovrebbe regolamentare”.

E il clima non favorisce di certo una presa di petto del problema: “Oggi per paura di qualche associazione, di qualche giornalista o di qualsiasi senatore o deputato non si prendono le decisioni che andrebbero invece affrontate con fermezza. L’ipocrisia che stiamo vivendo di un settore che si nasconde dietro un dito è pusillanime e non siamo in grado di regolamentare una situazione che rischia di danneggiare tutti”.

Poker legale, lecito, ma sempre e comunque con certi parametri e soprattutto non dimenticando il rischio di attività illecite legate ad un settore senza regole: “E’ evidente che se dietro un’attività giudicata lecita dalla Cassazione si gioca a soldi, si lavora in nero e c’è il rischio di riciclaggio e attività criminose allora è giusto che queste sale vengano chiuse con tutti i provvedimenti che la legge prevede e che sono già scritti, non c’è bisogno in questo caso di nuove norme e di fare chiarezza”.

Finale con la domanda da un milione di dollari: dopo questa pronuncia cosa cambia per il poker live? “La situazione cambia dal punto di vista sostanziale e giudiziale. Per chi opera in maniera lecita come indica la Cassazione passerebbe tutte le forche caudine e molto probabilmente alla fine dell’iter giudiziale si arriverebbe alla soluzione positiva del caso”, conclude Sbordoni.

Ma il rischio di sequestri, di ricorsi al Tar costosissimi, di parcelle di avvocati altrettanto ‘expensive’ e di tempi lunghissimi, non sembra affatto scongiurato.  

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