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Tornei di poker live, numeri e strutture: dove stiamo andando, dove andremo a finire

C’è forse un po’ di confusione nel poker live italiano sulle strutture degli mtt live? Ci sembra proprio di sì. Dall’Accumulator del miglior evento italiano, l’Ipt, alla riscoperta della modalità freezout semplice (vedi l’ultima Pokeropoly ma anche le Italian Series Of Poker), agli Accumulator su due giorni (Pls) una discreta via di mezzo ai tanti re entry, stack choice mentre nei circoli le strutture deep per certi eventi sembrano ormai inevitabili e assistiamo a repliche fedeli, seppur con buy in minori, dei principali eventi.

 

Difficile davvero trovare la giusta ricetta in mezzo ad una proposta così vasta che, comunque, offre ai players tantissime opportunità a tutti i livelli di buy in.

Purtroppo i numeri di alcuni eventi non sono così sconvolgenti. C’è chi è in calo, chi ogni tanto sforna perfomances da record e chi deve ancora trovare la sua via.

La nostra opinione, anche sulla base dei numeri e dei pareri raccolti in giro dai players e dagli organizzatori è questa e non si smentisce rispetto alle posizioni assunte sempre in questo spazio di analisi libero e fuori dai denti.

Siamo per la formula Accumulator senza affrontare le polemiche e le lamentele di chi deve spendere tantissimi soldi in hotel. Se parliamo di una struttura ideale per abbattere la varianza e giocare davvero a poker allora questa è la formula ideale. Bisogna mettersi d’accordo. Se si esce da un torneo da 2.200 euro con una sola chance offerta non si può dire che è colpa del donk di turno auspicando strutture più giocabili e prendendosela con la varianza. Se nella struttura Accumulator arrivano sempre i pro allora significa che funziona. Ma significa anche che i meno bravi possono provare a competere nei vari giorni avendo molte più chance di gioco e riuscendo ad accumulare qualcosa rispetto ad un’eliminazione repentina o al day2 con pochissime chips. Giusti i ragionamenti ‘logistici’ ma questa è la migliore struttura.

Ovviamente non abbiamo mai detto che fosse la migliore per il mercato italiano e forse per l’Ipt. Le presenze ci sono, le critiche anche, il futuro dirà se è stata la scelta giusta.

Forse dovrebbe tornare ad essere un evento e non la regola fissa del torneo major italiano. Questa la valutazione per i tornei da buy in superiori ai 1.500/2.000 euro.

Per i buy in più bassi (ormai chiamarli low buy in non ha più senso visto che sono la normalità) il consiglio più giusto sembra essere quello del ritorno alla modalità classica freezout. Modalità che, guarda caso, i tornei principali utilizzano da sempre e continueranno a farlo. Vedi Wsop, Ept, Wpt. Forse la mania dei numeri del ‘quanti ne ha fatti’, questo o quell’altro torneo, ha un po’ condizionato gli organizzatori che si sono arrabbattati ognuno a creare la migliore struttura. Dai deep stack ai re entry ed altre diavolerie. Ma forse un classico freezout con un buy in da 330/500 euro sembra la via migliore. Un giorno di gioco o la va o la spacca. Ci sono poi i side event per chi non ce la fa ad andare avanti e ha sete ancora di gioco.

Di sicuro gli organizzatori hanno spesso subìto e stanno subendo l’influenza dei players. Un conto è accontentare il cliente, un altro assuefarsi totalmente alle sue richieste. La sensazione è che non si arrivi da nessuna parte in questo modo visto che tutti non si possono mai accontentare. E che se si stanno a sentire i players italiani, se sono arrivati itm l’evento è ok, altrimenti già critiche contro la struttura e la varianza e i donk.

Abbiamo ormai un ritornello in testa: pensiamo a giocare a poker. L’abbiamo detto quando dovevamo essere più sportivi al tavolo, lo diciamo quando affrontiamo il tema del poker live e lo ribadiamo quando giochiamo un torneo. Siamo cresciuti molto in Italia in questi 7-8 anni e se una struttura collassa è anche nella normalità delle cose: la vita continua non si può giocare sempre 40x!

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