Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Tribunale Pesaro assolve organizzatore e 50 players: in modalità freezout poker non è azzardo

“Il giudice legge la sentenza dichiarando innocente l’imputato in quanto il fatto non costituisce reato per l’organizzazione di un Torneo di Texas Hold’Em in modalità freezeout e dispone anche la restituzione di tutte le somme sequestrate in quella serata. Abbiamo lottato e rischiato in silenzio per tre lunghi anni e oggi otteniamo questo successo personale ma anche per tutto il movimento del centro Italia che ha ora una sentenza storica”.

Sono le parole colme di gioia di Giuseppe Profeta che, pare, abbia ricevuto una sentenza favorevole nella causa ‘Profeta/Circolo Velluto Verde Texas Hold’em’ da parte del Tribunale di Pesaro.

 

Ovviamente bisognerà aspettare le motivazioni della sentenza per capire meglio ma il risultato ottenuto è già ottimo ed è il massimo che il circolo poteva ottenere. Come sempre non è automatico il via libera al gioco ma il precedente creato dalla sentenza è davvero fondamentale.

I FATTI – Il sequestro avvenne a Fano, provincia Pesaro Urbino lo scorso 6 settembre 2010 a seguito di un blitz nel circolo in questione che era anche una sala da biliardo, delle Questure di Pesaro e Pescara. I giocatori vennero denunciati in base all’articolo 718 del codice penale e all’organizzatore il 720. Le denunce per gioco d’azzardo arrivarono quindi all’organizzazione e a 50 giocatori che stavano giocando ai tavoli con buy in 60 euro freezout.

IN ATTESA DELLE MOTIVAZIONI, SENTENZA OK – Ora ci vorrà un mesetto per aspettare la pubblicazione ufficiale della sentenza e per conoscere tutte le motivazioni dettagliate. Ma tra un paio di giorni Profeta avrà già un primo ‘pezzo di carta’ del tribunale col risultato appena ottenuto: “La motivazione base è uscita fuori oggi. Abbiamo adottato una linea che riconoscesse questo gioco come uno sport mentale ovviamente se fatto a quota fissa. Il poker è un gioco di abilità e sportivo e non legato all’azzardo. I giudici hanno approfondito molto questo aspetto volevano capire proprio se c’erano re entry, rebuy e add on. Ma se i giocatori conoscono l’importo della spesa e la potenziale vincita prima di sedersi al tavolo non si configura l’azzardo (la predeterminazione delle perdite e delle vincite potenziali, infatti, ndr)”.

SI RIPRENDE A GIOCARE? – “Il locale chiuse e l’attività che si poteva svolgere era solo il biliardo. Con questa causa pendente dovetti rinunciare a tutte le cariche e non ho potuto più gestire nessun tipo di evento e locale. Adesso vorrei riaprire un posto dove poter per praticare il poker sportivo”.

DENUNCIA D’AZZARDO, UN PESO INFINITO – “Non è una sciocchezza essere denunciati per azzardo ma un discorso molto pesante. I giocatori e gli organizzatori devono attivare i legali e sostenere spese per difendersi e tutelarsi. La cosa assurda è che si va ad inanellare un problema che sporca la fedina penale per un torneo da 30-50 euro. Abbiamo caricato la mano proprio sul buy in modesto e l’esagerazione della pena che ci era stata comminata. I giudici sapevano che online si può giocare fino a 250 e prendersi una denuncia per 50 euro è sembrato a tutti fuori luogo. Ci sono dei controsensi un po’ pesanti oltre al vuoto normativo che tutti conosciamo nel poker live”.

SODDISFAZIONE PROFETA – “Abbiamo affrontato tutti i processi e, pur facendo degli errori, ho sempre amato alla follia il concetto di intrattenimento che si è sempre manifestato in un locale in cui sono nate amicizie e storie d’amore. E oggi inizia una nuova battaglia per riprenderci quello che ci è stato tolto in maniera così barbara”.  

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.