Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

UK: accordo con Mastercard, Visa e PayPal contro il poker illegale

Mentre in Usa gli Stati liberalizzano il poker online autonomamente e in barba al Governo Federale, in Europa gli Stati membri dell’Ue e il Regno Unito fanno passi da gigante ma all’indietro: dopo l’Olanda, che ha paventato l’ipotesi nei giorni scorsi, ecco che la House of Lords del Regno Unito ha stretto un accordo direttamente con MasterCard, Visa e PayPal per non accettare transazioni finanziarie da parte dei cittadini residenti in UK verso siti di gioco d’azzardo non autorizzati dalle licenze in arrivo.

Ma poco prima la stessa Camera aveva rigettato un emendamento sul Gambling (Licensing&Advertising) che avrebbe avuto un effetto simile all‘Unlawful Internet Gambling Enforcement Act.
L’accordo è stato annunciato in risposta al fallimento dell’emendamento. I tre fornitori di servizi finanziari hanno deciso quindi di bloccare queste transazioni in seguito alla legge introdotta a fine anno dal Governo inglese.
A passarla liscia la pubblicità sul gioco che stava per ricevere severe restrizioni. Al fine di evitare la sconfitta ai voti il governo ha annunciato che avrebbe chiesto all’authority sulla pubblicità di verificare se le norme attuali siano sufficienti per tutelare il Paese e i giocatori.
Una bruttissima notizia per gli inglesi che giocano nei dot com: in effetti l’Uigea negli Stati Uniti non ha mai effettivamente funzionato mentre il blocco volontario di tre sistemi di pagamento così importanti mette la parola fine a qualsiasi mossa di chi frequenterà le sale da poker senza licenza UK.
Mentre in Usa gli Stati cercano di aggirare i divieti federali lanciando singole regolamentazioni, ecco che in Europa sembra di assistere ad un ritorno delle barriere chiuse, all’ingresso e all’uscita, oltre che ad un protezionismo esagerato delle room nazionali e considerate legali.
Ormai è sentore comune che per combattere il gioco illegale bisogna lavorare sul prodotto e sulla competitività e non sui divieti e i proibizionismi.
L’Olanda ha annunciato misure simili proprio nei giorni scorsi e discorsi sulla liquidità unica sembrano sempre più lontani per il gioco online nostrano ed europeo.

 

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