Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Un quarto dei francesi gioca sulle poker room illegali

L’allarme l’aveva lanciato già l’ex presidente dell’Arjel dimissionario alla fine dello scorso anno, Jean François Vilotte che se la prendeva con i migliori professionisti del poker dot fr che stavano lasciando la Francia per giocare sui siti dot com.

In realtà Vilotte aveva anche proposto delle modifiche alla legislazione che riguardavano soprattutto le tasse. 

 

E ora l’allarmismo è stato confermato dai dati dell’indagine comunicati in questi giorni dall’Osservatorio francese delle droghe e delle tossicodipendenze ( OFDT ) e dall’Osservatorio dei giochi ( ODJ ) che ha scoperto come un sorprendente 23,5 % dei francesi giocano su siti non regolamentati dall’authority del gioco d’azzardo ARJEL. 

Non è una grossa novità ma se qualcuno pensava che i dati fossero negativi, il 23,5% è drammatico oltre che negativo. L’industria del poker online francese, del resto, è stata sempre in crisi dal lancio del 2010 fino a segnare un meno 13% nel 2013 con i ricavi scesi da 297 a 258 milioni di euro. 

Un calo drastico anche nel cash game che tocca addirittura un meno 18%. 

Rimane sempre il problema delle tasse che rimangono al 2% indipendentemente se, su ogni piatto giocar, si vedrà o meno il flop. La tassa sui ricavi lordi è fissata ancora al 37% e moltissime poker room hanno dovuto rinunciare al mercato francese dando spazio comunque alle aziende che operano nel mercato ‘grigio’, non regolamentato dall’Arjel, insomma. 

Inutile il blocco degli Internet Service Provider e anche le campagne pubblicitarie che cercano di spaventare i giocatori dai siti illegali. Al momento Winamax e PokerStars comandano il mercato mentre mancano addirittura room come PartyPoker e il network iPoker. 

A tornare sull’argomento è stato proprio l’ex presidente Vilotte che ha purtroppo perso la sua sfida nonostante avesse capito in anticipo cosa si sarebbe dovuto fare per rianimare il mercato: abbassare le tasse e aprire la liquidità con i Paesi regolamentati vicini come Spagna e Italia. Poi la bocciatura dell’emendamento a fine 2013 da parte del Parlamento francese: “Il poker sta attraversando un momento difficile e non solo in Francia ma anche in Italia e Spagna. I mercati legalizzati devono competere con quelli illegali ma se non diventano più flessibili sarà dura non lasciare tutto questo spazio al mercato grigio”. 

Cbet

Continuationbet nasce nel 2007 con lo scopo di offrire ai propri utenti gli strumenti necessari per migliorare le priprie abilità nel gioco del poker online e fornire promozioni e bonus esclusivi. Seguici anche sul primo poker online forum italiano.