Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Un weekend favoloso per il poker: vivo, morto o X? Facciamo X, per ora

Un refrain pericoloso quanto lagnoso e stancante: il poker è morto in Italia? La fine di luglio ha confermato come il gioco dal vivo sia davvero ‘vivo’. Si giocavano due tornei in contemporanea a Venezia e Sanremo con due tra i principali circuiti. Un evento da 550 euro per 355 iscritti e uno da 2.200 con circa 250 iscritti.Un torneo a ridosso delle ferie estive e con un caldo asfissiante dappertutto con il mare a due passi in entrambe le location. Tornei post World Series Of Poker, tra l’altro, dove tantissimi italiani hanno speso molto per il poker e per la vita nella Sin City.
Per non parlare di alcuni eventi in circoli sul territorio che hanno fatto numeri da capogiro. pur vivendo nella solita situazione borderline tra il legale e l’illegale.
Siamo abbastanza stanchi di parlare della legge del poker live che rischia di non arrivare mai.
La sensazione è che si stia ritornando alla situazione degli albori del poker live in Italia. Tuttavia sembra non essere cambiato nulla dall’inizio ad oggi. Si è sempre giocato e probabilmente sempre si giocherà.
Quello che ci interessa capire è se il gioco del poker è vivo o morto (o X?). L’online perde terreno, le room chiudono e investono sempre meno. La parola d’ordine è ‘tagli’. Tuttavia il segnale di questo weekend è lampante. La gente vuole giocare dal vivo. E spende sia per 2.200 euro che per 550 e anche meno. Sono tanti soldi ma la situazione sul territorio indica tanti circoli che vanno a gonfie vele per buy in bassi come quelli indicati dalla Corte di Cassazione. Sintomo che la gente del poker si fida più del live, lo ama di più. Magari preferisce attendere qualche settimana e giocare un evento dal vivo e non 4-5 eventi online.
Informazioni da mettere sul piatto per gli operatori del settore. Chi è più bravo di noi deve capire come riattivare un mercato che però è sano nel sottobosco.
Siamo stanchi di ripetere quello che dicono tutti quelli che ne sanno un po’: live e online sono due modalità complementari da sempre.
Ma abbiamo anche il timore che se lo Stato dovesse mettere le mani anche sul live potrebbe fare ulteriori danni e rimandare tutto sui dot com e nelle bische. Speriamo bene, per ora puntiamo sul segno X.

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