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Università di Las Vegas: 2,2 miliardi di dollari per il poker Usa nel 2014

Il mercato del poker online Usa varrà 2,2 miliardi di dollari nel 2014 qualora la rete si dovesse allargare in altri stati. A sosteneralo è il professor Khalil Philander dell’University of Nevada Las Vegas che ha analizzato il nascituro mercato americano partendo ovviamente dalle primissime esperienze del suo Stato, il Nevada e quindi del New Jersey e del Delaware.
Intervistato da Cardplayer.com, Philander ha fatto il punto sul mercato confermando alcune idee che tutti si sono fatti nel seguire le vicende americane comunque importanti per lo sviluppo di questo gioco a livello mondiale.
Secondo Philander “il poker online, qualora si decidesse di regolamentarlo a livello federale, avrebbe una portata decisamente più grande rispetto a quella dell’era pre e post Uigea e pre Black friday. Bisogna essere ottimisti perché i numeri ci sono e l’abbiamo visto con l’esperienza del New Jersey”.
Quali numeri prevedere? “Se ci fosse una rete nazionale penso che per il primo anno si potrebbero raggiungere i 2,2 miliardi di dollari anche senza liquidità tra tutti i giocatori”.
Il caso della California potrebbe complicare le cose ad un progetto federale unico? “Si tratta di uno stato grande abbastanza per cui si potrebbe creare una rete valida per conto proprio ma potrebbe beneficiare del fatto di allargare il gioco anche a persone che si trovano in altre aree e in altri fusi orari. Ci sono però alcune idee protezionistiche su questo. Uno dei problemi per le offerte interstatali è dove vanno situati i server. La California non avrebbe grossi interessi a condividere le liquidità anche se, in ottica di lungo periodo, è uno strumento utile sempre e comunque per tutti”.
Quanto ci vorrà per vedere un mercato unico per il poker online negli Stati Uniti? “Una domanda davvero difficile considerando che già cinque anni fa c’era chi giurava si potesse arrivare subito a questo tipo di soluzione. Qualche Stato dovrà già attendere il 2015 per una regolamentazione e altri non sono ancora pronti culturalmente. Altri hanno problemi tecnologici, alcuni sono troppo piccoli e altri e altri problemi. In ogni caso tutti stanno vedendo come andranno le cose in Nevada e New Jersey per vedere se questa geo localizzazione possa essere valida oppure i numeri sono ancora bassi. L’esempio del New Jersey, se prosegue su questa ottima strada, darà uno scossone a tantissimi altri stati”.
Come si confronta il mercato del poker online Usa con quello globale? “Basta pensare che nel 2010 la quota era arrivata al 27%, un pezzo davvero massiccio del puzzle. Ma del resto si tratta ancora della più grande economia del mondo con un accesso ad internet larghissimo e un reddito pro capite discreto”.
Però gli americani hanno una grande familiarità col poker e altri giochi offrono profitti un pò più alti per le room come quelli da casinò: “Dipende dalle scelte del regolatore su quali giochi lanciare e quali no. Il poker non cadrà mai nel dimenticatoio rispetto ad altri giochi, non c’è proprio pericolo”, ha concluso Philander.

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