Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Vi prego basta! Non è vero che il poker online è truccato!

Vi prego basta! Senza scendere nel volgare ma “non si possono più sentire” quei discorsi e quelle lamentele del tipo: è tutto truccato, Dio ce l’ha con me, perso se faccio cash out perché ho tolto i soldi e vogliono farmi rimettere tutto oppure i chip leader vanno sempre loro e se sono short esco dal torneo “così la room guadagna se mi iscrivo in un altro evento online e mi rubano i soldi”.

Perdonatemi se in queste righe si esce ‘fuori dalle righe‘, appunto. Ma ci sembra davvero limitante e limitativo parlare in questi termini dopo quasi 5 anni di poker online in Italia, di due anni di cash game e di un settore che sta maturando (purtroppo anche nei numeri che significa un minimo di decrescita) ma che ormai dovrebbe aver chiarito gli equivoci di fondo che nei primi tempi potevano anche starci. Ora no.

Così sfogliando ‘Il Nuovo Poker’ di Flavio Ferrari Zumbini, abbiamo trovato due pagine davvero utili e ben scritte da uno dei più autorevoli addetto ai lavori del settore dell’hold’em italiano.

Ribadiamoli, quindi, questi concetti che Flavio ha chiamato giustamente ‘Falsi miti del poker online’. Siamo nelle pagine introduttive ed è giustissimo. Meglio addentrarsi nell’argomento poker avendo chiari questi concetti. Altrimenti si nasce monchi nello spirito e si fa pochissima strada.

Zumbini lo chiama ‘vittimismo mascherato’ il minimo comun denominatore di queste false credenze o leggende metropolitane che gravitano attorno al poker. Il brutto è che anche qualche giorno fa scorrendo il wall di Facebook, abbiamo trovato ancora alcuni sfoghi di questo tipo. Con il sangue al cervello ecco che vogliamo ribadire questi concetti ben spiegati, lo ripetiamo, da FFZ sul suo libro di successo.

 

1. Dopo aver fatto cash out perdo sempre: Motivo per cui accedrebbe? E’ una punizione per aver totlto liquidità. Inoltre il giocatore che ha fatto cash out ha vinto di recente ed è bene incentivare ora altri giocatori attraverso vincite che necessariamente scaturiscono dalla perdita di chi in precedenza aveva vinto.

Prosegue così Zumbini che argomenta nel dettaglio. Ma il concetto è che “costruire un algoritmo che tenga conto di questi fattori è semplicemente folle: se si incontrano al tavolo due che hanno fatto cash out chi faremo perdere? A chi il software assegnerà due Assi? Magari a chi ha fatto cash out il giorno prima? L’accusa non regge, conveniamo con Flavio, e le room abbatterebbero il loro essere e la loro credibilità se solo pensassero ad abomini ideologici del genere.

 

2. Le poker room fanno in modo che si scontrino punti forti ben oltre il normale: Motivo per cui accadrebbe? Far divertire oltre il normale e dare il brivido del gioco alle persone che poi parlano del gioco e si crea una viralità. Si teorizza, insomma, che le poker room siano truccate e le carte che scendono sul tavolo siano pilotate. La realtà, però, è che nel live come nell’online accadono le stesse cose solo che sul web si giocano più mani rispetto ad una ‘gira’ dal vivo. Ed è verissimo che nell’online i cooler e le mani particolari accadano in maniera più veloce. Ma, come dice Zumbini, è più probabile che accada un tamponamento a chi percorre 3.000 chilometri l’anno o chi ne fa 300.000 in meno di sette mesi?

 

3. Il chip leader vince sempre conro i giocatori short stack: Motivo per cui accadrebbe? Far finire in fretta i tornei così si gioca altro e si ripagano le commissioni alla room. Una teoria assurda anche questa visto che le room potrebbero abbassare le chips, i livelli e saltare blinds nella struttura. Seconzo Zumbini queste affermazioni derivano semplicemente dal fatto che il colpo che determina l’eliminazione è il più vivo nei ricordi e per essere eliminati a questo gioco bisogna necessariamente scontrarsi con qualcuno che ha più chips di noi. Di solito si esce così dai tornei no?

 

Dalla nostra modesta esperienza di blogger e giornalisti nei tornei di tutta Europa e alle recenti Wsop di Las Vegas, vedendo decine e centinaia e migliaia di mani in tutti i tornei di qualsiasi struttura dovremmo pensare che anche i dealer sappiano ‘fare il mazzo’ allora.

Pensiamo a studiare e a migliorare il nostro gioco e prendiamo d’esempio chi non piange sempre e comunque per uno scoppio standard o per un all in da short che va a sbattere contro AK o KK. Non c’è nulla di rigged, si chiama sempre e comunque varianza e possiamo giudicare e giudicarci solo nel lungo periodo.  

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