Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Video intervista a Durrrr

La rivista Gambling Online ha recentemente intervistato Tom Dwan, portandoci un po’ di opinioni e dettagli sul suo rapporto col poker.

Tom ha cominciato raccontando i suoi esordi, quando giocava sit and go da 1 e 6 dollari su Paradise Poker, con un deposito iniziale di cinquanta (l’unica volta, aggiungiamo noi, in cui ha dovuto versarne altri è stato quando ha perso contro Martonas questa estate).

In famiglia giocava molto rararemente, qualche volta all’anno, e benché di certo non gli abbia fatto male, non crede sia stato fondamentale nelle sua carriera. Di questa, pochi momenti gli sono costati una significativa fatica, rispetto agli altri. Ricorda quando ha iniziato a giocare il cash da 2,5/5 su Paradise, o quello 10/20 su Pokerstars. In quei casi, dice, c’è stato forse un mese prima di ritenersi pronto, data la qualità superiore dei giocatori presenti.

Sul Durrrr Challenge, spiega di aver stabilito che Phil Galfond non ci potesse partecipare a causa della loro grande amicizia, che avrebbe reso spiacevole il prendergli tanti soldi. È stato anche per facilitare le cose a lui, dato che altrimenti si sarebbe forse trovato in difficoltà rispetto all’accettare o meno la sfida.

Alla domanda se preferisca giocare contro dei pro o contro gente scarsa, sostiene che in realtà non gli cambia troppo. Certo, sfidare uno come Antonius o Ivey è più stimolante e faticoso, ma per soddisfare quelle necessità può, dice, farsi una partita di basket o andare al cinema. Non dirà mai di no a dei soldi facili contro chi non ha troppa idea del gioco.

La domanda più attesa è però naturalmente quella su Isildur, e qua Durrrr resta molto abbottonato. Dice che lo scontro è stato molto “interessante”, e che ad Isildur è andata molto bene. Spiega però esplicitamente che non ha intenzione, “logicamente”, di dire molto altro, tranne che verosimilmente ci saranno altri incontri, nelle prossime settimane, “o mesi”.

Sull’emotività nel poker, crede di essere uno dei migliori in quanto a non badare troppo ai risultati della mano o della sessione. C’è ancora spazio per migliorarsi, ma è soddisfatto del modo in cui gestisce la cosa.

Sul futuro del No Limit Hold’em agli high stakes, crede sia in tavoli con ante e buy in minimo di cento grandi bui. In questo modo bisognerà giocare più mani e l’azione aumenterà.

 

Ultime tre domande, più frivole.

-La migliore chat è quella di Ziigmund, un personaggio divertente anche in generale

-Ci ha pensato, ma non ha deciso ancora se cambierà il suo nickname

-Se lo volesse potrebbe farselo, ma non ha un radar che lo avverta quando Gus Hansen si siede ad un tavolo online.

 

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