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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Video-intervista a Jungleman12

Jungleman12 è di sicuro uno dei giocatori di cui più si parla in questi giorni, da quando ha accettato il DurrrrChallenge e lo ha cominciato in grande forma. Pokerstatic.com lo ha di recente intervistato a distanza, e noi vi trascriviamo parte di quello che ha detto. La qualità dell’audio era parecchio bassa, ed alcune parti ci sono quindi sfuggite.

 

Daniel Cates – questo il suo vero nome – ha cominciato con il cash, dal vivo NL100 six max, passando dopo tre mesi all’online, sit and go da $5. Ha perso per i primi tre mesi, e ce ne sono voluti altri nove perché cominciasse a guadagnarci davvero. Ha tenuto, dice, un roi del 15% su un campione attendibile, ma presto è passato al heads up cash, dove si è immediatamente accorto di guadagnare molto di più, fino a tre volte tanto.

Ciononostante all’inizio l’unico motivo per cui giocava era la ricerca della notorietà, ed il suo innato istinto competitivo che si adatta bene al poker.

Ha scalato molto velocemente i limiti, ed effettivamente si è trovato presto a giocarsi somme di denaro molto maggiori di quelle a cui era abituato. Non pensava mai, però, a cose come “Occazzo ho appena perso un’auto”, ma semplicemente come “un numero sullo schermo”.

 

Un altro regular degli high stakes è Urnotindanger2. I due hann iniziato assieme il percorso pokeristico, e presto hanno deciso di cominciare a “condividere la conoscenza”. È stato uno dei primi contro cui ha giocato, e lo ritiene al momento uno dei più forti di sempre. Ha indubbiamente molto talento, e gli ha dato l’impressione di sapere quello che stesse facendo.

 

Nel corso della sua carriera ha letto molti libri, ma oggi, sostiene, questi possono andare bene solo per i principianti, o se si gioca contro un field particolarmente facile. Per battere i midstakes online non bastano, e sono indispensabili i video. Ai libri mancano delle fondamentali conoscenze tecniche. Tra i libri, comunque, consiglia quelli di Sklansky, che definisce “ragionevoli” ed “utili”.

 

A proposito dei video, molti affermati giocatori hanno smesso di vincere poco dopo aver cominciato a pubblicare regolarmente le loro lezioni. Può trattarsi di una coincidenza, o può essere che ci sia chi si studia i video appositamente per capire ad esempio in che situazioni alcuni giocatori usano bluffare. Lui stesso è stato istruttore per cardrunners ed ammette di non poter dire nei video tutto quello che sa. C’è anche però il fatto che molti cominciano la carriera di video maker quando sono tra i migliori giocatori al mondo, ma questa continua anche durante il loro declino. Questo può spiegare qualcosa. Può anche trattarsi di un’eccessiva rilassatezza dovuta al successo, contro la quale, però, lui cerca sempre di lottare tenendo costantemente alta l’attenzione.

 

Passando ad una questione più tecnica, ribadisce di non credere che un avversario senza HUD possa batterlo. Durrrr, per esempio, è molto probabile che ce l’abbia. Gli sembra difficile che sia diversamente.

 

Sul Durrrr Challenge, ammette di essersi parecchio stupito quando Tom gli ha lanciato la sfida. Ritiene di avere edge contro di lui, a No Limit Heads Up, ed ha avuto difficoltà a trovare una spiegazione. “Non mi sembra la mossa più furba del mondo, da parte sua.” Lo ha accettato, comunque, anche per la fama. Forse Tom non aveva esattamente idea di quanto Daniel fosse sopra contro di lui prima della sfida. Probabilmente ritiene di avere edge, ma probabilmente si sbaglia.

Tom sostiene di essersi adattato al gioco di Daniel, ma il nostro, pur non potendo naturalmente sbottonarsi troppo, ritiene di aver ormai “visto tutto” nel NL, di aver giocato quasi tutti gli spot possibili. Questo non vuol dire che stia prendendo la sfida alla leggera, anzi sta studiando più quanto abbia mai fatto, riguardandosi le mani grosse ed analizzando il gioco di Durrrr. In questo sta venendo aiutato da Urnotindanger2, con il quale, però, precisa di non aver mai condiviso le hand histories. Una sfida a coppie tra Durrrr e Urindanger da una parte e Jungleman12 e Urnotindanger2 dall’altra sarebbe di sicuro accettata da quest’ultimo, che si ritiene uno dei migliori.

 

Daniel parla un po’ anche dei suoi scontri passati con Isildur1, e chiarifica che, pure essendo sotto di molto in assoluto, come buy in la situazione è più paritaria, dato che al 25/50 era sopra di parecchio, ma ha perso ai nosebleed. La sessione in questione è stata una delle sue peggiori, ci ha perso quasi mezzo milione e non l’ha presa benissimo: “stavo male, mi ha quasi spezzato il cuore. Non sono andato a scuola per tipo una settimana”.

Daniel, che ha vent’anni, vive ancora con i suoi genitori, e fa un certo effetto sentire che questi sanno delle quantità di denaro che si gioca. Ne parlano spesso e ne sono contenti. Con gli amici, invece, cerca di tenere separati i due mondi del poker e della “vita reale”.

Tornando ad Isildur1, nota come lo svedese si fosse adattato al suo gioco meglio di chiunque altro prima. Ricorda ad esempio di come si fosse accorto di alcuni spot in cui bluffava spesso, e di come avesse potuto approfittarne solo per poco, dato l’immediato contro-adattamento dell’altro.

Era anche molto difficile e strano adattarsi al suo stile.

 

http://www.coinflip.com/news/video-daniel-jungleman12-cates-and-tom-dwan-durrrr-challenge.html

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