Il gioco è vietato ai minori di anni 18.
Giocare troppo può causare dipendenza patologica.

Videointervista a Tom Dwan

 

Il blog del PartyPoker World Open 6 ha poco fa pubblicato una videointervista a Tom Durrrr” Dwan, subito dopo la sue eliminazione dall’evento, la quale non sembra peraltro pesargli troppo.

Tom ricapitola la situazione del Durrr Challenge – 40k mani giocate contro Antonius ed un vantaggio di due milioni, che lo rende un grosso favorito, e 6k mani contro Jungleman per uno svantaggio di quasi 700k. Con Jungleman, precisa, aveva già giocato diverse decine di migliaia di mani, che gli hanno quindi dato una buona idea del suo gioco. Prevede di riprendere le ostilità subito dopo la fine delle WSOPE.

Tom, su questioni più personali, dichiara di essere sempre stato una persona competitiva, già prima di cominciare a giocare a poker. Nel poker, però, la competitivià viene premiata con denaro, il che fa una grossa differenza, ed è anzi, il denaro, l’unica vera ragione per cui gioca. Il divertimento e le sfide contano solo in partite casalinghe con amici dove i soldi sono ininfluenti. A proposito di amici, dice di non avere troppe difficoltà per il fatto di essere un pro ed avere molto più soldi di loro. La maggior parte, infatti, sono grandi appassionati del poker, e molti a livello professionale o quasi.

Chiude infine parlando della sua sponsorizzazione per Full Tilt: nonc i sono grosse differenze rispetto a prima. Non può giocare su altre room, ma non è grave perché su Tilt c’è molta azione, ed ha qualche raro impegno con eventi dal vivo.

 

fonte: http://pokerati.com/2010/09/07/durrrr-wants-more-jungleman/

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