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Vip e gaming: Ricky Palazzolo padre di un connubio felicissimo

Niccolò Fabi, Marina Rei, Tiromancino, Anna Oxa, Pino Daniele, Simone Cristicchi, Pier Cortese, Roberto Angelini…e poi Emanuele Filiberto, Valeria Marini, Nina Moric, Giorgia Surina, Tania Zamparo, Pamela Camassa, Alba Parietti, Alessandro Borghese, Andrea Montovoli, Pierluigi Diaco, Flavia Cercato, Filippo Bisciglia, Luca Lionello ed altri… No tranquilli non stiamo elencando il cast del nuovo festival di Sanremo e nemmeno il cast del nuovo programma di Raiuno, questi sono alcuni degli artisti gestiti nel tempo da Ricky Palazzolo, uno dei manager più importanti dello show business.

Abbiamo incontrato Ricky a Venezia in occasione de La Notte del Poker dove portò la madrina dell’evento Valentina Vezzali ed oggi lo attendevamo a Saint Vincent dove ha portato la madrina Tania Cagnotto ma l’influenza di stagione lo ha bloccato a Roma e quindi con una lunga telefonata abbiamo voluto approfondire il suo rapporto professionale con il mondo del poker.

C.A. Ricky ormai nel mondo Poker dove c’è un testimonial o la presenza di un vip dello spettacolo dietro ci sei quasi sempre tu. Come nasce il tuo accostamento al settore?

R.P. Di base sono un appassionato di texas holdem dal 2006 ed essendo una persona che ha cercato di fare sempre delle proprie passioni il proprio business ho solamente capito prima di altri miei colleghi che nel mondo del Gaming c’era la possibilità di fare molte attività di concerto con il mio settore dell’entertainment.

C.A. In questi anni la tua figura è stata sempre associata a 2bcom o quanto meno negli eventi dove era presente tu in qualche modo apparivi. Quale legame esiste fra voi?

R.P. Di fatto nessuno ma la domanda ha un senso e ci tengo a rispondere nel dettaglio. Ho la fortuna di essere amico da tempi non sospetti di Umberto Maria Chiaramente (fondatore di 2bcom), colui che a mio avviso ha dato una svolta al mondo del poker in Italia portandolo in televisione, prima su Sky Sport e poi su Pokeritalia24. Il primo produttore italiano a produrre eventi italiani, il primo manager a capire le potenzialità economiche del settore. Nel 2006 Umberto mi chiama a “startuppare” e dirigere la THEUNION una Newco che ha il suo core business nella gestione di artisti tv e attori. Io venivo da 15 anni di gestione artisti del mondo musica ma accetto perché il music business era moribondo (come vedi sono sempre avanti ahahahaha). The Union e 2bcom in pratica erano parenti stretti e vivevano negli stessi uffici quindi, per dirla alla romana, “mettevo bocca” e spesso davo input giusti per conduzioni o ospiti e quando potevo partecipavo agli eventi live come giocatore o solo come amico interessato.

C.A. Quali le operazioni meglio riuscite?

R.P. Su tutti Camassa Bisciglia per Lottomatica perché i primi ed anche un po’casuale, di sicuro i più longevi, poi Andrea Montovoli per Bet Pro, Diletta Leotta per Glaming, Mila Suarez e Domitilla Quadrelli per GD casinò e poi tante partecipazioni fra conduzioni e ospiti vari qua e la.

C.A. Oggi che progetti hai e cosa stai mettendo in piedi?

R.P. intanto a febbraio lancerò la prima grande scuola dello spettacolo, novità assoluta in Italia. Da luglio 2012 ho interrotto il mio rapporto professionale, non quello amichevole, con Chiaramonte e mi sono tenuto The Union. Sono tornato ad “imprendere” da solo ed ora potrò fare nel mondo Gaming quello che prima, per policy aziendale e chiaro conflitto di interessi, non potevo fare a cominciare dalla gestione dei Players e la gestione di artisti che a me si sono affidati per il Gaming

C.A. cioè? Spiegaci

R.P. Il mio mondo dello spettacolo sa della mia competenza nel Gaming e quindi alcuni artisti non gestiti da me direttamente si sono affidati per la categoria merceologica così come alcuni miei colleghi si fidano della mia collaborazione “pulita”.

Gestire un talent è il mio lavoro da più di 20 anni e oggi a mio avviso alcuni players sono a tutti gli effetti dei talent. Non sto parlando della gestione pokeristica, quella è e rimane competenza dei poker manager delle varie room, sto parlando della gestione extra poker fatta di media e comunicazione in primis, di sponsor, di apparizioni o ospitate di benefit di gruppo etc.. non sarò mai una controparte di una room ma un partner con cui ideare e raggiungere obbiettivi congiunti. Questo a mio avviso significa dare un servizio. Una figura superpartes, indipendente e non legata a nessun operatore o organizzatore ma che può essere utile a tutti. Un business affair molto attento e capace nelle relazioni esterne.

C.A. Come proponi un testimonial dello spettacolo alle room? E cosa pensi dell’uso che oggi si fa dei testimonial in generale nel gaming.

R.P. Penso che oggi siamo a un punto di svolta. All’apertura delle punto it è sembrato tutto facile perché il mercato era nuovo, si partiva da zero e la gente voleva giocare quindi bastava aprire le porte e la gente entrava, magari attratta anche da un volto conosciuto a dargli il benvenuto, un po’ come accadde per la telefonia nei primi anni 90. Quindi anche per me era più facile. Oggi il mercato poker si è stabilizzato, anzi è in calo, ed i giocatori scelgono dove giocare in base ai loro gusti ed interessi. Quello è un target acquisito su cui io posso fare poco. Bisogna puntare ai “prospects di mercato” ossia coloro che non hanno mai giocato on line ma che dichiarano di essere attratti. Un indagine Doxa per AAMS di luglio 2012 dice che sono circa 2milioni. Non pochissimi….Se i dirigenti delle room insegnano a me come parlare ai players attivi e incentivarli a rimanere o migrare io posso suggerire loro come parlare a quei 2 milioni di indecisi attraverso un linguaggio meno tecnico e più “generalista” e visto che sempre l’indagine di cui sopra ci dice che i “Prospects” sono attratti poco dal poker e più da scommesse, casinò ed altri skill games è naturale che le piattaforme che offrono non solo poker sono nettamente in vantaggio per quella fetta di mercato. Per concludere, andrò forse contro i miei interessi ma ci tengo alla coerenza, dico che oggi i testimonial usati solo come volti in home page servono a poco, sono invece convinto che il testimonial, parte integrante di una progetto ampio e strutturato, sia ancora un mezzo potentissimo per arrivare laddove il poker e basta non arriva.

C.A. tornando alla gestione dei players ci puoi dare qualche anticipazione in più sui tempi ed i players in ballo?

R.P. No. Ti posso dire che l’obbiettivo non è quello di avere un team di players bravi e basta ma un team di players rappresentativi e spendibili in comunicazione che rappresentino tutte le room sul mercato. Non posso più accettare di vedere in tv o leggere sulla stampa generalista attacchi gratuiti al settore e trappole verso ragazzi giovani e inesperti sull’uso dei media. Sicuramente primo trimestre 2013 si parte e visto che all’inizio sarò più utile io a loro di quanto loro possano portare economie a me lo scotto da pagare saranno lezioni e coach gratis al sottoscritto (ahahahah ride)

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