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Who’s Who? Cosa c’è dietro al misterioso poker player comparso sul web

Non dirà mai la sua identità, neanche sotto tortura ma ha iniziato a farsi sentire sul web e per ora sui social network tramite una pagina Facebook che inizia a raggranellare like.

Si chiama ‘Who the Player’ ed è una specie di paladino della giustizia. Non è il Robin Hood del poker, per intenderci, anche se la finalità sembra simile se parliamo di comunicazione: “L’idea che nasce da uno studio di diverse settimane è quella di dare maggiore voce e potere al giocatore medio, all’utente che è la vera forza del poker d’Italia. Un utente che va protetto perché spesso circolano comunicazioni ingannevoli e comunque che possono danneggiare il giocatore stesso che non sempre è dotato della giusta capacità di discernere tra ciò che è bene e ciò che è male”. 

 

Un paladino in difesa dei più deboli, quindi. Ma quando c’è una maschera, anche se in questo caso virtuale, viene voglia di scoprire chi c’è dietro. E’ un pro italiano e in una conversazione via Skype ci proviamo ma non è semplice: “Ovviamente non rivelerò mai la mia identità ma Who può essere chiunque o può essere nessuno. Ci sono 3-4 persone che collaborano con questo progetto ma tra loro non si conoscono, proprio per proteggere l’identità di Who ma soprattutto la bontà del progetto”. 

In effetti non c’è dietro nessun business, solo voglia di fare chiarezza su tanti temi: “Non sempre si riesce a fare comunicazione nel settore del poker. Non sempre si riesce ad avere un quadro chiaro per l’utente medio. Who vuole scendere tra gli utenti e parlare la loro lingua e cercare di avvicinare in maniera corretta e più pulita possibile un utente a questo sport. Spesso alcuni concetti sono inavvicinabili, noi vogliamo spiegarli con semplicità”. 

Quali sono gli argomenti da cui difendere i giocatori? “Alcune operazioni traggono in inganno il giocatore medio, la gente vede scritto Federazione e non sa che cosa si stia dicendo. Alcuni vedono contratti da professionisti ma non sanno cosa c’è dietro, altri si fanno abbindolare da alcuni organizzatori di tornei dal vivo e tante altre cose che mistificano la vera verità”. 

Ma come agirà Who oltre ad esternare su Facebook e da altre parti il proprio pensiero fuori dai denti? “Stiamo cercando di studiare alcune azioni particolari durante i tornei live. Who vi guarderà, qualcuno potrebbe trovarsi al tavolo qualche messaggio da parte nostra. Abbiamo anche preparato delle magliette con il logo e la scritta ‘Who potrei essere io’ . Oppure potreste ricevere delle lettere con dei messaggi con argomenti da trattare e rendere pubblici e poi chissà, tutto è davvero possibile!”. 

Paladino, Pasquino moderno del poker live e online con la speranza che qualcosa di buono ne esca fuori almeno dove non sembra ci sia l’ombra pericolosa del solito business spicciolo a rovinare tutto. 

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