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Alcuni racconti – David Sklansky

David Sklansky – Two Plus Two Magazine, Vol. 7, No. 5

 

Per cambiare un po’, ho deciso in questo articolo di raccontare alcuni racconti legati alla mia carriera pokeristica.
Come vi aspettereste, in trent’ anni di “poker for a living” mi sono trovato in molte situazioni fuori dall’ ordinario.
Raccontero’ sette delle mie preferite (Sono tutte vere al 100%).

 

#1. Circa venti anni fa’, stavo giocando ad un tavolo $15-$30 di seven-card stud ed ero seduto alla destra di una tanto talentuosa quanto attraente giocatrice di nome Jackie Jean.
A quel tempo ero ancora abbastanza timido, ma riuscii ugualmente ad intavolare una conversazione con lei.
Fortuna volle mi dicesse che quel giorno era il suo compleanno.
La mano successiva tutti foldarono fino a me, lei aveva un due scoperto mentre io un dieci scoperto con un otto ed un sette coperti.
Invece di fare l’ ovvio raise, decisi di provare a fare colpo. Girai la mia mano, la lanciai via e dissi “Buon compleanno !”.
Non ottenni molto… aveva tre due…

 

#2. Camminando attraverso la poker room del Golden Nugget, mi capito’ di passare vicino ad un tavolo $10-$20 hold’em proprio mentre il dealer finiva di mettere quattro dieci sul board.
Alcuni dei giocatori richiamarono subito la mia attenzione chiedendomi quali fossero le odds per quell’ evento.
Invece di rispondere “circa 3.300-ad-1”, risposi che avrei scommesso $1000-a-$10 che non sarebbe successo di nuovo la mano successiva.
Un giocatore mi rispose che avrebbe preso $1000-a-$5.
Ad oggi, non sono ancora riuscito a capire perche’ rifiutai quella proposta…
Inutile dire che la mano successiva uscirono quattro sette sul board.

 

#3. Stavo giocando sul posto di un altro giocatore, che si era preso una pausa, ad un tavolo cash no limit hold’em durante le World Series of Poker (“Playing over”).
A quel tempo non era necessario postare i blinds per entrare in gioco appena seduti.
Quando il proprietario del posto in cui stavo giocando torno’ al tavolo iniziai ad alzarmi.
Un paio di carte erano gia’ state distribuite ed egli mi incoraggio’ quindi a giocare la mano.
Tuttavia, visto che sapevo avesse diritto a questa mano gratuita, sentivo fosse giusto la giocasse lui.
Continuai ad insistere e finimmo in una discussione simile a quella in cui due uomini insistono nel pagare il conto al ristorante.
Alle fine mi arresi e tornai al tavolo… avevo ovviamente due assi.
Sorprendentemente vinsi il pot.

 

#4. Quando i giocatori cambiano posto, osservano spesso i risultati del giocatore che prende il loro vecchio posto. Questo e’ ovviamente stupido, perche’ non avrebbero ricevuto le stesse carte.
L’ unica eccezione e’ rappresentata dal caso in cui si cambia posto mentre le carte stanno venendo distribuite ai giocatori.
In quel caso, il giocatore che era alla vostra sinistra prende le vostre carte, e, ovviamente, a volte lo vedrete vincere un grosso pot.
Tuttavia, quello che e’ successo a me e ad una signora di nome Shirley e’ stato molto piu’ insolito.
Stavamo giocando ad un tavolo $75-$150 Stud eight-or-better, e per una qualche ragione decidemmo di scambiarci di posto mentre le carte stavano venendo distribuite per non dover aspettare.
Prese quindi la mano che avrebbe dovuto essere la mia, AA2.
Raiso’ facendo foldare tutti, tranne me che avevo quella che avrebbe dovuto essere la sua mano… 777.
Mi dispiace Shirley…

 

#5. All’ Horseshoe, durante le World Series of Poker, era presente (solo per quel giorno) un tavolo cash molto alto, blinds $100-$200.
Era in realta’ molto piu’ alto dei blinds implicati perche’ la maggior parte dei giocatori aveva stacks enormi, $50,000 o piu’… tanti soldi nel 1975.
Bobby Baldwin aveva davanti $70K ed era sul big blind.
Doveva lasciare il tavolo per qualche minuto e mi chiese di giocare una mano con i suoi soldi.
Questa e’ pratica comune in tavoli limit, il no-limit e’ tutta un’ altra storia.
Mi stava affidando il suo intero stack.
Sei giocatori limparono per $200. Guardai la mia mano… KK. “Oh my…”.
Spero riusciate a cogliere il dilemma in cui mi trovavo.
Tutti sapevano che stavo giocando con i soldi di Bobby e che quindi non avrei fatto giocate tanto “out of line”.
Nel momento in cui avessi raisato dal big blind mi avrebbero istantaneamente assegnato una monster.
E poi come mi sarei comportato?
Se avessi raisato $2000, avrebbero capito di potermi facilmente farmi foldare post-flop nel caso non avessi preso un King.
Raisando $20.000 avrei perso troppo se uno degli altri giocatori avesse avuto AA.
Decisi quindi di fare semplicemente check.
Il flop usci’ J93 con due hearts. Feci nuovamente check. Un giocatore betto’ $1200 ed ottenne due calls.
Foldai e non parlai mai di questa mano a Bobby… finora.

 

#6. Questa volta mi trovavo al Sahara, ad un tavolo $15-$30 Stud.
Al tavolo era seduto un anziano gentleman, un buon giocatore, ma molto molto tight.
Raisai con una Queen scoperta e King Queen coperte.
Mi re-raiso’ con un Jack scoperto.
Sapevo di trovarmi in un brutto spot e mi limitai a chiamare.
Sulla quarta street presi un’ altra Queen mentre lui un 5 offsuit.
Chiamo’ la mia double bet.
Visto che avrebbe facilmente potuto foldare Aces o Kings in questo spot, pensai fosse probabile avesse tre Jacks (Rolled-up).
Un’ altra possibilita’ era avesse tre 5.
La quinta street non cambio’ nulla e la mia bet venna nuovamente chiamata.
Sulla sesta street presi un King, che mi fece chiudere full-house… lui prese un altro Jack.
Ora, visto che la matematica dice che avrebbe dovuto avere qualcosa di diverso da quads, bettai.
Egli raiso’ immediatamente ! Avevo gia’ in mente di foldare, ma non ci riuscii.
Sul river feci check e lui betto’ ancora.
Ora stavo seriamente considerando il fold, ma prima di farlo, decisi di tentare un piccolo stratagemma.
Girai le mie due hole cards.
Lo feci perche’ pensavo di avere ancora un 5% di possibilita’ di avere la best hand. Non abbastanza per chiamare ovviamente.
Tuttavia pensai che mostrando il mio Queens full-house, e portando la mia mano verso le chips, avrei potuto portarlo a foldare la sua mano prematuramente; una parte di quel 5% di volte.
Era un free roll, giusto?
Beh, non fece nulla. Stavo quindi per foldare il mio full-house. Non avevo nemmeno ancora guardato la mia carta al river.
Quando lo feci, vidi un’ altra Queen. Il mio primo pensiero fu’ ovviamente euforia… poi orrore.
Il mio ingegnoso stratagemma di un minuto prima non era il free roll che pensavo.
Mi costo’ probabilmente circa $90.
Tuttavia, dopo aver visto la Queen raisai. L’ avversario mi re-raiso’ !
Il resto del tavolo lo guardo’ come se fosse matto.
Raisai ancora e cosi’ fece anche lui.
Perse tutto, circa $250 nell’ ultimo round.
Quando mostrai la quarta Queen disse “very tricky, very tricky”.
Ad oggi, non ho ancora capito che cosa stesse pensando.

 

#7. Vivevo a Reno nella meta’ degli anni ’70. Non piacevo ad alcuni dei regular. Pensavano fossi “arrogante”. Non chiedemi perche’.
Comunque, giocavamo di solito ad un piccolo tavolo di no-limit hold’em in una poker room di tre tavoli situata al piano inferiore dell’ Horseshoe club in Virginia St.
Per raggiungerla si doveva scendere lungo una scalinata tortuosa dal piano principale.
Il tavolo $5-$10 si svolgeva un paio di volte alla settimana.
Un giorno un completo sconosciuto si sede’ al tavolo.
Disse di capire l’ hold’em, anche se appariva confuso.
Aveva $500, un po’ meno del mio stack.
La seconda mano in cui era al tavolo raisai con i miei pocket tens. Chiamo’.
Il flop usci’ 10-8-6. Bettai, Raiso’, andai all-in e lui chiamo’ velocemente.
Gli chiesi, “Hai la straight?”.
Rispose “Si.”.
Mi rammaricai e girai i miei Tens. Le successive due carte furuno 9, 7. Whew.
A quel punto lo sconosciuto, che non aveva ancora girato le sue carte, si alzo’ lentamente, ed inizio’ a salire la lunga scala.
Mi sembro’ ci impiegasse cinque minuti. $500 erano molti soldi per me in quel periodo.
Inoltre, tre dei giocatori che mi odiavano erano al tavolo. Beh, forse non mi odiavano sul serio visto che nessuno disse nulla.
Anche il manager della cardroom, Jim Monaco, che si trovava in una situazione difficile, resto’ in silenzio.
Alla fine, dopo aver visto l’ uomo finire di salire le scale ed aver atteso qualche istante per vedere se fosse ritornato correndo reclamando la sua meta’ del pot, Jim disse al dealer di darmi le chips.
Girarono quindi le carte dell’ avversario. Aveva un asso ed un jack.

 

– David Sklansky – Two Plus Two Magazine, Vol. 7, No. 5
Fonte : http://www.twoplustwo.com/magazine/issue77/david-sklansky-classic-a-few-stories.php

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