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Analisi del gioco di Stu Ungar al Final Table delle WSOP ’97 – Parte 1

Ho sempre avuto l’ impressione che il poker soffrisse leggermente nell’ analizzare obiettivamente il gioco dei campioni del passato. Per qualsiasi altro sport a partire dagli anni ’70 e’ sufficiente guardare qualche registrazione per farsi un’ idea del come si giocasse in passato. La stessa cosa vale anche per gli scacchi, in cui le partite storiche sono analizzabili in ogni singola mossa.

Questa trasparenza sembrava venire a mancare quando si trattava di andare ad analizzare le WSOP del passato. Prima di Moneymaker, le WSOP venivano tipicamente mostrate in forma di documentario, e le sole mani che andavano in onda erano quelle relative ai pot piu’ grandi.
La stragrande maggioranza di queste mani erano ovvi cooler e la skill dei giocatori non veniva quindi evidenziata.
L’ unico modo in cui potevo misurare il talento nel NLHE di qualcuno come Stu Ungar era soltanto di farlo attraverso le parole dei suoi colleghi.

Questo fino a ieri, quando sono venuto a conoscenza dell’ esistenza di una copertura mano-per-mano di tutti i final tables WSOP dal 1995 al 2000. Il sito a cui mi riferisco si trova a questo link.

In questo articolo mi concentrero’ soltanto sull’ edizione del 1997, nella quale Stu Ungar vinse il suo terzo Main Event.

Questa la situazione iniziale :

Blinds 5k/10k con 2k ante

Stu Ungar – 1.1MM
Peter Bao – 204k
Bob Walker – 610k
John Strzemp – 245k
Mel Judah – 300k
Ron Stanley – 700k

Nota : I giocatori sono elencati in senso orario, quindi Ungar e’ in posizione su Stanley

Statistiche delle prime 43 mani

Stu Ungar – VPIP 33, PFR 23 
Peter Bao – VPIP 12, PFR 7
Bob Walker – VPIP 14, PFR 9
John Strzemp – VPIP 33, PFR 16
Mel Judah – VPIP 23, PFR 14
Ron Stanley – VPIP 30, PFR 19

Per ricavare VPIP/PFR ho utilizzato l’ app per iPhone DonkeyTracker.

 

Un inizio solido da parte di Ungar preflop, ma avrei preferito vederlo giocare ancora piu’ aggressivamente. Aveva la chiplead, posizione diretta sul second stack e giocatori molto tight alla sua diretta sinistra.
La maggior parte degli steals di Ungar ha funzionato ed ho visto poca resistenza da parte degli avversari, l’ unica 3-bet che si e’ vista e’ stata quando Strzemp ha shovato 50bb su di un open 3.5x.
Nelle prime 43 mani Ungar bilancia il suo preflop fondamentalmente senza mai 3-bettare.
Da notare come i blinds siano passati da 5k/10k a 10k/20k, una struttura non molto competitiva al giorno d’ oggi.

Ho sentito commenti riguardo questo final table affermare che nel modo in cui Ungar ha giocato, nessuno avrebbe potuto portargli via il braccialetto. Controbatterei dicendo che Ungar ha beneficiato da una posizione al tavolo a lui estremamente favorevole. Strzemp avrebbe facilmente potuto vincere a sua volta il braccialetto con il suo stile poco ortodosso ricco di donkbetting.

Il postflop e’ interessante. Il NLHE del 1997 mi ricorda lontanamente il PLO del 2012.
Nel 2012, nel NL, i giocatori bettano rigorosamente per valore o in bluff. Nel 1997 si facevano invece moltissime bets che non avevano alcuna possibilita’ di ottenere alcun valore, ma che erano probabilmente intese a volor proteggere la propria equity.
La continuation bet non era ancora un dato di fatto (credo), quindi quando un giocatore aveva Kx, difendeva contro uno steal da late position, ed il flop usciva KQJ, pensava che Kx fosse crushato dal c-betting range dell’ avversario e non voleva dare free cards a mani come Ax/55/Q9o, etc. Optava quindi per il donk bettare. Bizzarro.

Sono impressionato dal gioco postflop di Ungar. Aveva certamente una linea rossa positiva (vincite senza showdown).

Mani giocate da Ungar :

Mano #6

Preflop : MP(14/9) limpa, SB completa e Ungar fa check dal BB.
Flop : Flop J33r. Ungar stabba con una pot-size bet, MP folda, SB calla.
Turn : Turn 5h. Check, check.
River : River Qs. SB check, Ungar betta half-pot, SB check-raisa 2.5x ed Ungar folda.

Non sono sicuro se Ungar stesse value bettando con qualcosa come KJo o bluffando nel tentativo di far foldare un ace-high. Entrambe le possibilita’ sembrano tuttavia ok.

 

Mano #22

Preflop : CO(30/19) apre a 3.5x, Ungar flatta dal BTN con AQss. SB overcalla.
Flop : Flop AK6r. Check fino a Ungar che fa check a sua volta.
Turn : Turn 7c. Check fino a CO che betta half-pot. Ungar calla, SB folda.
River : River 3x. CO fa check, Ungar betta 2/3 pot, CO calla e mucka.

Un’ altra mano interessante che sembra corretta per valore. Dato che la 3-bet light non esiste ancora, Ungar bilancia (presumo sia cosi’) flattando tutte le sue mani giocabili dal bottone, forse anche coppie forti. Questo range (presumibilmente top 30%) non hitta molto bene AK6r, quindi Ungar opta per il check da ultimo a parlare. Non mi sarei tuttavia sorpreso se avesse bettato half-pot se avesse avuto qualcosa come 87 con un backdoor flush draw.
Turn e river sono standard e mi piacciono anche le size delle bets.
Avrei pensato che la maggior parte dei “LOL” Live Pros avrebbe bettato qualcosa come 1/7 pot al river con una sola pair, ma Ungar bilancia le sue size postflop abbastanza bene.

 

Mano #28

Preflop : Ungar apre a 3.5x dall’ HJ con A5o, Strzemp flatta dallo SB.
Flop : Flop AK4cc. Ungar fa check-back.
Turn : Il turn, 8s, apre due flushdraws. Strzemp betta 70% pot ed Ungar calla.
River : Il river, 6s, completa il backdoor flush. Strzemp betta half-pot ed Ungar calla. Strzemp mostra KTss per il flush ed Ungar mostra la sua mano.

Non sono certo se Ungar fosse obbligato a mostrare la sua mano o se l’ ha fatto volontariamente, ma la mano sembra piuttosto standard, nonostante Strzemp avesse cold-callato dallo SB. Negli ultimi anni molte linee simili sono state seguite su questo genere di boards contro ranges di check-back al flop.
Con l’ alto numero di draws presenti e la possibilita’ che Strzemp bluffasse ogni tanto, il calldown di Ungar e’ fondamentalmente corretto.

 

Fonte : http://www.leggopoker.com/blogs/clayton/analyzing-ungar-11293.html

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