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Analisi del gioco di Stu Ungar al Final Table delle WSOP ’97 – Parte 2

Seconda parte della traduzione “Analisi del gioco di Stu Ungar al Final Table delle WSOP ’97″…

 

Mano #36

Preflop : L’ avversario di Ungar nella mano con AQss, 30/19, limpa dallo small blind. Ungar fa check dal big blind con QTo.
Flop : Flop A96ss. Check, check.
Turn : Turn 8x, SB betta 25k ed Ungar raisa a 85k. SB calla.
River : River Kx, SB fa check ed Ungar betta 220k. SB folda mostrando un 9, ed Ungar mostra il suo bluff.

Con la carenza di 3-bet light e continuation-bets light, il postflop nel NL assomiglia quasi al PLO per via del fatto che i ranges rappresentati sono molto stretti/polarizzati quando i giocatori fanno grosse bets.
Boards come A968 sono paragonabili ai board “lockdown” nel PLO quando qualcuno si trova a dover fronteggiare un raise.
In questo caso Ungar sceglie un ottimo spot in cui non aveva abbastanza valore per poter callare il turn, ma il betting range di villain al turn era ampio e molte pair+gutshot avrebbero foldato direttamente o callato per poi foldare al river. Buon bluff.

 

Mano #39

Preflop : Ungar apre a 3.5x dall’ HJ con blinds 10k/20k. Strzemp flatta dallo SB.
Flop : Flop KQJr. Strzemp donka per il 75% del pot. Ungar folda mostrando 55, Strzemp mostra un King.

Questo e’ quello a cui mi stavo riferendo in precedenza. In una mano precedente, in uno spot preflop identico, Strzemp ha gia’ mostrato che KTs e’ nel suo range. Decide ora di donk-leadare con Kx su questo flop per poi mostrare il king. Bizzarro.
Da parte di Ungar un altro fold mostrando la mano, cosa che non sarebbe mai accaduta al giorno d’ oggi, ma che ha funzionato bene, consentendogli di stabilire un range concreto per il cold-call di Strzemp dallo SB contro un raise (broadways).

 

Mano #42

Preflop : BvB, il giocatore 30/19 apre a 3.5x dallo SB ed Ungar difende dal BB con KQo.
Flop : Flop Q88r. Check, check.
Turn : Turn 5d. SB fa check, Ungar betta 60k (Leggermente piu’ di half pot) ed SB calla.
River : River Kd (Che chiude il backdoor flush draw). SB leada per 120k (circa 60% pot) ed Ungar calla. SB mostra 77 ed Ungar vince.

Notiamo finalmente una qualche coerenza nel metagame del piano di gioco di Ungar. Dato che il 3-bettare light non e’ utilizzato, cosi’ come il c-bettare light, Ungar opta per uno stile di gioco 30/20 per il six-max e fa check su molti flop. La logica e’ che tipicamente gli avversari foldano ai suoi steals, e quando invece difendono hanno normalmente una premium hand che continuera’ sulla maggior parte dei flops.
Facendo check sulla maggior parte dei flops, il range di Ungar continua ad essere wide mentre villain con le sue azioni restringera’ presumibilmente il suo range giocando fuori posizione, consentendo ad Ungar di prendere decisioni migliori.

Inoltre, Ungar puo’ cold-callare profittevolmente fuori posizione utilizzado la medesima strategia di bilanciamento, dato che i suoi avversari non c-bettano in automatico. Molte piu’ mani diventano giocabili quando si e’ a conoscenza che quando l’ avversario fa check-back al flop foldera’ prima dello showdown tra turn e river nel piu’ del 90% dei casi.

In questo caso, questa era una delle prime volte che lo SB aveva optato per il raise piuttosto che per il limp, ed ha finito per avere 77. Se lo SB fosse stato bilanciato, limpando o raisando con tutto il suo range, il bluff al river avrebbe potuto essere leggermente piu’ credibile. Tuttavia, data l’ action preflop, il suo range e’ limitato a mani piuttosto forti, e, data l’ action postflop, KQ diventa una mano piu’ che buona per poter callare al river contro il range preflop, specie quando villain fa check su questo particolare board e check-calla il turn.
Fondamentalmente, una linea sbagliata\sbilanciata per lo SB ed una bilanciata\buona per Ungar.

 

Appena il giocatore in sesta posizione viene eliminato (Bao), Ungar inizia a far valere il suo stack aumentando l’ aggressione al tavolo.

Dopo 52 mani, la situazione e’ la seguente :

Stu Ungar 1.7MM 
Bob Walker 200k
John Strzemp 450k
Mel Judah 150k
Ron Stanley 650k

E le rispettive statistiche sono :

Ungar: VPIP 34, PFR 25 
Walker: VPIP 17, PFR 13
Strzemp: VPIP 32, PFR 15
Judah: VPIP 19, PFR 11
Stanley: VPIP 30, PFR 12

Mani degne di nota :

Mano #46

Preflop : Ungar apre a 3.5x da UTG in 5handed. Strzemp flatta dallo SB.
Flop : Flop QJ3r. Strzemp check-folda alla pot-sized bet di Ungar.

Strzemp flatta nuovamente dallo SB contro un open di Ungar ed opta finalmente per non donk-leadare un flop che hitta presumibilmente il suo range. Ungar betta pot contro il presumibile range molto weak di Strzemp e vince la mano.
Il gioco di Strzemp e’ ora ampiamente sbilanciato dato che ogni volta che fa check fuori posizione primo a parlare, sta fondamentalmente giveuppando il pot. Un piano di gioco complessivamente piuttosto brutto.

Se ritorniamo alla mano in cui Ungar ha fatto check-back con A5o per poi callare turn e river, possiamo ora probabilmente capire che cosa aveva in mente.
Dato che villain fa check al flop con air e donka se ha un qualche genere di mano, Ungar fa check-back con top pair-no kicker per indurre un bluff. Ungar e’ intelligente.

 

Mano #52

Preflop : Ungar apre a 3.5x dal CO, Strzemp difende dal BB.
Flop : Flop JJ7cc. Strzemp donka 120k su 150k. Ungar raisa a 420k e Strzemp folda.

Un altro spot in cui Strzemp gioca in modo completamente sbilanciato, dato che probabilmente ogni Jx nel suo range, dato il metagame, avrebbe fatto check su questo flop. Inoltre, quando Strzemp betta 120k resta con circa 450k dietro, ed al tavolo sono presenti uno stack di 200k (Walker) ed uno di 150k (Judah). Strzemp si presta quindi ad essere abusato dal chip leader in uno spot in cui il suo range di donk-lead non appare molto forte ed il suo range di stack-off estremamente stretto.
Ungar esegue quindi il raise con un range che contiene presumibilmente molti semi-bluffs e bluffs.

 

Fonte : http://www.leggopoker.com/blogs/clayton/analyzing-ungar-11293.html

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