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Analisi del gioco di Stu Ungar al Final Table delle WSOP ’97 – Parte 3

Terza ed ultima parte della traduzione “Analisi del gioco di Stu Ungar al Final Table delle WSOP ’97″…

 

Ungar continua a far valere il suo stack per altre 40 mani, riuscendo ad arrivare a 2MM di chips.

Walker e Judah rimangono rispettivamente con 6bb e 4bb. Strzemp e Stanley scendono a circa 450k chips (intorno ai 22bb).

Quando Bob Walker viene eliminato in quinta posizione gli stacks sono i seguenti :

Stu Ungar: 2MM 
John Strzemp: 450k
Mel Judah: 250k
Ron Stanley: 250k

Queste le statistiche in 4 left :

Ungar: VPIP 38, PFR 26 
Strzemp: VPIP 36, PFR 16
Judah: VPIP 22, PFR 13
Stanley: VPIP 27, PFR 22

A questo punto del torneo gli stacks sono short, quindi Ungar inizia ad aprire a 3x piuttosto che 3.5x. Ovviamente, mi sarebbe piaciuto vederlo aprire con una size ancora piu’ piccola, ma passiamo oltre.

In questa fase Stanley aumenta l’ aggressione ed inizia a raisare molto, mentre Strzemp la diminuisce leggermente foldando piu’ mani. Gli altri due shorts passano tutto il tempo a foldare.

 

Mani degne di nota :

Mano #65

Preflop : Fold fino a Stanley, che sta ora giocando 27/22, che raisa dal CO. Ungar flatta dal BTN e gli altri giocatori foldano.
Flop : Flop A97hh. Check, check.
Turn : Turn 4x. Check, check
River : River Th. Check, check. Stanley mostra ATo, Ungar QQ.

Questa mano verifica la mia teoria precedente sulle tendenze di bilanciamento nel preflop di Ungar.
Stanley gioca piuttosto scared con top pair (e 2-pair al river) e perde ovvio valore, anche se il river chiude il flush draw presente al flop.

 

Ho notato che il gioco di Ungar nei tornei aveva sicuramente una debolezza nelle situazioni SBvsBB. Optava infatti per il limp piuttosto che per lo shove anche in spot in cui il BB era sia estremamente nitty che shortstacked.
Ecco un esempio :

Mano #49

Preflop : Fold fino ad Ungar sullo SB. Villain sul BB ha 10bb e sta giocando 17/13. Ungar opta per il limp, e folda allo shove del BB.

Mano #84

Preflop : Fold fino ad Ungar sullo SB. Villain e’ lo stesso giocatore della mano precedente ed ha ora 7bb. Ungar limpa A7o e calla lo shove del BB.

Forse e’ possibile giustificare il limp nella mano 49 se si pensa di essere in un ottima situazione al tavolo, ma il limp nella mano 84 e’ imperdonabile.

 

Si passa da 5-handed a 3-handed piuttosto velocemente.
Walker calla il 90% del suo stack con K9o dallo SB contro lo shove di 5bb di Mel Judah dall’ HJ, e Judah vince con TT. Walker viene eliminato la mano successiva.
Stanley raisa sul blind di Strzemp che calla per poi donkare over-pot su T72cc. Walker decide di min-raisare all-in con J8o (lol). Strzemp snappa con AA.

Anche la fase 3-handed non dura molto. La seguente e’ la mano in cui viene eliminato Judah :

Preflop : Judah apre dal BTN ed Ungar flatta dallo SB con QJo.
Flop : Flop JT3hh. Check, check.
Turn : Turn 2x. Ungar betta pot, Judah raisa 3x ed e’ all-in, Ungar calla e batte T9o.

 

L’ Heads-up dura 6 mani. Ungar apre A4o, Strzemp difende per poi fare un’ altra delle sue bizzarre pot-sized donk-bets su A53r. Con stacks di partenza di 800k (40bb), Ungar decide di shovare all-in sulla donk bet di Strzemp.
Credo questa giocata sia piuttosto discutibile, e preferirei un flat flop/fold turn perche’ il range di donk-bet di Strzemp gioca piuttosto bene su questo flop. La situazione dal punto di vista di Ungar sembra essere WA/WB, con Strzemp che ha un kicker migliore oppure un 5x con il quale sta cercando di proteggere la sua equity e che give-uppera’ sulla maggior parte dei turns.

Ad ogni modo, Ungar shova e Strzemp calla con A8o. Ungar hitta la scala e vince il torneo.
Se la mano di Strzemp avesse holdato, gli stacks sarebbero stati pari, ed avremmo avuto un’ idea migliore del modo in cui Ungar si sarebbe adattato al piano di gioco ricco di donk-betting di Strzemp.

 

Sono piuttosto sorpreso dai risultati dell’ analisi di questo final table. Se mi avessero detto che Ungar aveva giocato 45/10 o 20/15, ci avrei senz’ altro creduto.
Tuttavia Ungar ha giocato con uno stile lagTAG piuttosto solido, con VPIP vicino a 30 e PFR leggermente superiore a 20.
Mi e’ inoltre piaciuto come ha mantenuto la size dei suoi raises piuttosto bassa (3.5x e 3x), dato che da quanto mi dicono la maggior parte dei pro del live apre costantemente dai 4x ai 5x ed ha sizes preflop non consistenti (3x con 55, 6x con AK, etc.).
Ungar e’ rimasto consistente ed ha utilizzato buone sizes.

Nel preflop ed al flop, quando le equity erano meno definite, Ungar non e’ stato generalmente molto aggressivo. E’ invece dove i ranges diventavano piu’ polarizzati e la gente era in grado di realizzare la propria equity che Ungar faceva spesso le sue giocate.
Tutti parlano di come Ungar fosse il miglior giocatore di gin rummy al mondo grazie al suo incredibile istinto, quindi non e’ molto sorprendente vedere come il piano di gioco postflop di Ungar fosse incentrato sul prendere decisioni quando aveva a disposizione il maggior numero possibile di informazioni.

 

Fonte : http://www.leggopoker.com/blogs/clayton/analyzing-ungar-11293.html

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