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Analisi della Fortuna nel Poker – Parte 3

Terza parte della traduzione “Analisi della fortuna nel poker” …

Michael Bates – Two Plus Two Magazine, Vol. 9, No. 7

 

 

Nelle prime due parti dell’ articolo ho introdotto quattro diversi tipi di fortuna, alcuni ovvi, altri meno, ed ho proposto una gerarchia di importanza tra di essi.
Dal piu’ marginale al piu’ rilevante, i quattro tipi di fortuna sono :

1- Distribuzione delle mani
2- Conversione dei draws
3- All-in Equity
4- Sinergia delle mani

Abbiamo gia’ parlato dei primi due analizzando il mio recente downswing. Dai risultati, abbiamo visto come la distribuzione delle mani e la conversione dei draws non abbiano giocato in esso un ruolo di primo piano. Passeremo quindi ora ad investigare l’ all-in equity e la sinergia delle mani.

 

3- All-in Equity

Se tutte le chips finiscono nel pot prima del river, ed assumendo che nessuno sia drawing dead, ogni giocatore ha una qualche probabilita’ di vincere la mano, detta equity. Se in queste situazioni vincete piu’ della vostra equity attesa siete fortunati, e vice versa.
Ad esempio, se un giocatore ha AA e finisce all-in contro un altro con AK preflop, ha un equity del 94-6%. E’ fortunato quando vince il colpo ? Effettivamente si.
Se entrambi i giocatori iniziano la mano con $100, portando quindi il pot a $200 preflop, il profitto atteso del giocatore con AA diventa $88.
Tuttavia nei casi in cui il giocatore con AA vince, il suo profitto non e’ $88 ma $100 (senza considerare la rake). Avra’ quindi vinto $12 piu’ del normale.
Le cose non potrebbero andare altrimenti; Il giocatore con AA dovra’ per forza di cose essere leggermente fortunato o molto sfortunato.
Questo concetto e’ tanto ovvio quanto importante. Nel poker siete in balia della fortuna, senza alcuna eccezione. Anche con la nuova modalita’ “Run it Twice” offerta da alcune rooms, mediante la quale nelle situazioni all-in le carte rimanenti del board vengono distribuite due volte per ridurre la varianza, la fortuna rimane un fattore molto rilevante.

Tra parentesi, l’ esistenza del “Run it Twice” prova come molte persone, inclusi i gestori delle poker rooms, non capiscano il ruolo essenziale che la fortuna deve giocare nei risultati del poker per consentire al gioco in se di esistere, ma questo e’ un altro articolo …

Diamo quindi uno sguardo al molto popolare grafico dell’ All-in Equity (AIE) per vedere se almeno questo puo’ dare una spiegazione al mio recente downswing.
Per chi non fosse familiare con questa statistica, si tratta semplicemente di un grafico con i propri risultati ($ vinti o persi sulle mani giocate) con l’ unica differenza che le situazioni in cui si e’ finiti ai resti prima del river vengono ricalcolate secondo l’ equity che si aveva al momento dell’ all-in.
In questo modo e’ possibile confrontare i risultati reali con quelli attesi, per poi poter andare a lamentarsi sui forum della propria sfortuna portando a prova il grafico.
Ecco il mio grafico nel periodo precedente al downswing.

Tabella #5 – All-in Equity prima del downswing

I miei risultati reali (linea verde) erano ben al di sopra dell’ atteso (linea gialla) nelle situazioni all-in. Circa $2.400 di differenza. Ovviamente non potevo andare in nessun forum a lamentarmi con un grafico del genere. Tuttavia, anche considerando soltanto la linea gialla avevo risultati positivi.
Tabella #6 – All-in Equity durante il downswing

Fino a meta’ grafico stavo continuando ad avere risultati superiori all’ atteso, finche’ la situazione si e’ invertita fino ad arrivare al punto in cui perdevo circa $1.500 piu’ del dovuto.
La bellezza di questa misura della fortuna e’ che oltre ad essere reale e’ anche molto accurata.
I $1,500 che dovevo vincere ma che non ho vinto, sono $1,500 di pura sfortuna, perfettamente quantificata, cosi’ come lo erano i $2,400 vinti di troppo nel grafico precedente.
Non possiamo quantificare allo stesso modo la fortuna relativa alla distribuzione delle carte o alla conversione dei draws.
Tuttavia, per quanto utile possa essere l’ AIE, e’ ben lontano dal descrivere un quadro completo della fortuna o sfortuna avuta.

Come potete vedere dai miei due grafici, il gap tra l’ atteso ed i risultati reali puo’ divenire molto ampio e durare per molto tempo, rendendo questo tipo di fortuna molto meno gestibile rispetto ai due analizzati in precedenza.
Per quale motivo l’ AIE non converge altrettanto velocemente sull’ atteso ? Semplice : Gli scenari all-in sono relativamente rari. Sono momenti sparsi nell’ equilibrio del poker nei quali un po’ di fortuna o sfortuna puo’ avere effetti considerevoli sia sul bankroll che sulla salute mentale.
Giocare a livelli diversi (cosa che stavo facendo) non fara’ altro che accentuare l’ impatto della fortuna, ed ovviamente ogni mano particolare in cui si vincono o perdono buy-ins multipli avra’ un impatto ancora piu’ importante sui propri risultati nel breve periodo.

Finalmente ho trovato una sorta si spiegazione al mio downswing, almeno il 30% dei soldi persi sono imputabili alla sfortuna negli all-in. Questa e’ sicuramente una buona notizia per la mia psiche, ma sono ancora molte le perdite a cui dare una spiegazione.

 

Michael Bates – Two Plus Two Magazine, Vol. 9, No. 7
Fonte : http://www.twoplustwo.com/magazine/issue104/michael-bates-understanding-luck2.php

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