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I fattori chiave del successo online ( Parte 2 )

Continuiamo la nostra guida ai fattori chiave del successo online, e dopo il bankroll management ( concetto che in ogni caso dovrebbe essere familiare anche a chi gioca dal vivo ) analizziamo il fattore che più distingue il poker online dal poker live: il Multitabling.

2 – Multitabling
Mentre dal vivo si è costretti a giocare su un tavolo solo ( a meno che non disponiate di qualità divine di ubiquità ), il multitabling è una peculiarità del poker online e bisogna imparare ad averne padronanza per sfruttarne appieno le potenzialità; d’altronde è proprio il multitabling che rende le dinamiche di gioco così differenti tra online e live, e anche i rendimenti.
Molti pro di cash game arrivano a giocare anche 12 tavoli shorthanded in simultanea, i pro di sit’n’go e tornei arrivano anche al doppio; nota è la storia di Hevad “RaiNKhAN” Khan, tavolo finale al Main Event delle WSOP 2007, che ha dichiarato di arrivare a giocare anche 24 sit’n’go contemporaneamente.
“ Ma come è possibile giocare su così tanti  tavoli contemporaneamente senza sbagliare? “
Ovviamente è impossibile riuscire a seguire tutti questi tavoli senza degli accorgimenti particolari; innanzitutto precisiamo che giocare cash in multitabling è più difficile ( perciò i limiti di tavoli aperti gestibili sono inferiori ) per il semplice motivo che si è coinvolti in un numero maggiore di mani, mentre invece in sit’n’go e tornei si giocano pochissime mani rispetto al totale.
Poiché multitablando ci si trova davanti a diverse decisioni da prendere in una frazione di secondo ( magari mentre su un altro tavolo siamo in all-in preflop e attendiamo con trepidazione il river ), è umanamente impossibile riuscire ad analizzare le mosse dell’avversario, rapportarle al suo stile di gioco e assegnargli un range di mani soltanto usando la forza della propria memoria.
E’ qui che entrano in gioco i softwares, due su tutti: PokerTracker e PokerAce Heads Up Display(PAHUD).
Non mi dilungherò nella spiegazione dettagliata del funzionamento di questi due tools indispensabili ( sarà l’argomento della prossima puntata ), ma mi limiterò a dire che il PokerTracker è un software che immagazzina tutte le mani da voi giocate ( e su alcune pokerrooms anche quelle osservate ), creando un database con i dati dei giocatori e generando delle statistiche sugli stessi; il PAHUD invece non fa altro che attingere le statistiche create dal PokerTracker e trasportarle in tempo reale sul video. In questo modo voi avrete con un semplice colpo d’occhio i dati storici del vostro avversario sottomano, e collegandoli alla sua azione potrete elaborare in un nanosecondo il suo range di mani e attuare la contromossa adeguata.
Esempio: in un tavolo cash NL shorthanded un giocatore alla vostra destra in cutoff apre raisando standard 4BB, voi siete sul bottone e avete AJs; è una buona mano di partenza e avete posizione; cosa fate? Qui entrano in gioco le statistiche: grazie al PAHUD potete vedere in un istante se il giocatore è tight, è loose e quante volte apre in posizione per rubare i bui.
In base a questi dati, se vediamo che il nostro avversario è loose e in posizione apre un po’ troppo spesso la mossa corretta sarà re-raisare perché raramente questi avrà una mano migliore della nostra; se invece vediamo che il giocatore è super-tight e non prova a rubare i bui frequentemente, un call può essere una mossa migliore. Allo stesso tempo però potremo controllare le statistiche dei giocatori sui blinds; se vediamo che il big blind ha il vizietto di rilanciare un po’ troppo e giocare loose fuori posizione, un reraise sull’apertura sarà meglio, per isolare l’apertura ed evitare di subire uno squeeze-play dal grande buio e imbarcarci in una situazione complessa in cui non abbiamo una idea chiara di dove ci troviamo nella mano.
Credo di avervi fornito una vaga idea della assoluta necessità di avvalersi dell’uso di softwares di analisi, ma ripeto: non voglio dilungarmi oltre perché l’argomento è di una importanza talmente cruciale per chi gioca online che merita un articolo approfondito a parte.
Tornando invece al discorso multitabling, sappiamo benissimo che il poker è un gioco in cui l’impatto della fortuna si annulla nel lungo periodo, e per lungo periodo si intende il numero di mani giocate.
Mediamente in un’ora, in un tavolo shorthanded si giocano 100 mani ( che già sono circa il quadruplo di un tavolo live ), un giocatore capace di giocare 4 tavoli ne gioca 400, chi gioca 8 tavoli ne gioca 800, e così via.

Cerchiamo di capire l’impatto del multitabling sul rendimento. 
Impareremo nell’articolo sui software che il rendimento medio al cash game si misura in termini di BB/100, ovvero big bets ( 1 big bet = 2 volte il grande buio ) guadagnate ogni 100 mani. E’ un valore molto volatile, che diventa attendibile soltanto dopo aver giocato un numero di mani significativo a un certo livello.
Comunque in ogni caso supponiamo di essere un giocatore forte vincente del cash NL 0.25/0.50, che ha un winrate su un tavolo solo di 7BB/100, ovvero ogni ora gioca 100 mani, e su 100 mani giocate può aspettarsi di vincere (7*2*0,5) = 7$.
Giocando su 4 tavoli e utilizzando i softwares la perdita di informazioni sugli avversari è molto contenuta; inevitabilmente in ogni caso il winrate scenderà, supponiamo che passi a 6BB/100. Tuttavia adesso in un’ ora il nostro eroe riuscirà a guadagnare (6*2*0,5*4tavoli) = 24$.
Supponiamo allora di voler spingerci al limite delle nostre capacità di reazione, e giocare a 6 tavoli; riusciamo ancora a essere vincenti, ma con un winrate di 5BB/100. Il nostro guadagno atteso per ogni ora di gioco sarà pari a (5*2*0,5*6tavoli) = 30$.
Qui stiamo parlando di un giocatore in grado di giocare 6 tavoli 0.25/0.50 NL shorthanded con un winrate di 5BB/100: un traguardo facilmente raggiungibile per un giocatore mediamente talentuoso e mediamente disciplinato, non serve essere dei fenomeni. Basta soltanto avere alle spalle un background teorico adeguato e saperlo mettere in atto con disciplina e serietà, e avere acquisito un po’ di esperienza di gioco online.
Se 5BB/100 su 6 tavoli 0.25/0.50 NL ( ovvero 30$ l’ora ) vi sembra poco, provate a pensare però che se in un mese giocate 50 ore ( cifra accettabile e fattibile per un semi-pro ) avrete un guadagno atteso di 1.500$, che non è affatto male.
Sembrano molto evidenti i benefici del multitabling, voglio ricapitolarli per punti:
1 – Aumento delle mani giocate e conseguentemente del rendimento atteso a parità di tempo passato ai tavoli;
2 – Maggior numero di decisioni da prendere, quindi maggiore esperienza e miglioramento conseguente del proprio stile di gioco, con l’acquisizione dagli avversari di nuove armi da mettere nel vostro arsenale;
3 – Annullamento dell’ effetto-noia che si manifesta giocando un solo tavolo, che ci porta ad avere una scarsa selezione delle starting hands perché abbiamo voglia di giocare, come è normale che sia.
4 – Acquisizione di maggiore capacità di analisi e elaborazione di informazioni in brevissimo tempo, requisito indispensabile se si coltiva il sogno di scalare i livelli intermedi e alti del poker online.
“ Ma come faccio ad aumentare i tavoli se già quando ne apro 2 non capisco più niente? “
Iniziare a multitablare non è semplicissimo, è un passaggio delicato ma indispensabile che si può attuare in vari modi più “ soft “.
Multitablare tavoli cash shorthanded è difficile per l’elevato numero di decisioni da prendere costantemente; quindi per iniziare potete provare a multitablare sit’n’go e tornei oppure tavoli cash full-table, dove si giocano molte meno mani; un giocatore mediamente tight folda l’85% circa delle mani preflop, quindi non andrete in panico da multitable ma allo stesso tempo vi abituerete “ visivamente “ a gestire un numero elevato di tavoli in contemporanea.
Una volta superato l’impatto visivo, potete provare a multitablare i tavoli cash shorthanded scendendo di livello: esempio se di solito giocate allo 0.25/0.50 NL su due tavoli e siete vincenti, provate a giocare qualche sessione di 0.10/0.25 su 6 tavoli.
Avrete il doppio vantaggio di affrontare avversari più deboli, e se malauguratamente multitablando le prime volte doveste fare degli errori a causa dell’elevata velocità li pagherete meno amaramente.

Detto questo non mi resta che concludere che il multitabling è indispensabile se si vuole avere successo online, qualsiasi sia la vostra disciplina preferita; non esistono giocatori di successo che non giochino almeno su 4 tavoli, quindi cercate di fare esperimenti e capire qual è il vostro livello soggettivo di capacità di multitablare, senza scoraggiarvi se all’inizio andrete un po’ nel pallone; è un passaggio inevitabile nella vita di un online player.
Non mi resta che rimandarvi alla terza parte di questa guida, dedicata ai software, che vi completerà il quadro dei fattori chiave del gioco online che dovete possedere.

Good Luck at the tables!

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