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Giocare troppo può causare dipendenza patologica.
worst poker hand

I fattori chiave del successo online ( Parte 3 )

Eccoci alla terza puntata della guida dedicata ai fattori chiave del successo online, e forse anche quella più importante: parleremo infatti dei software. 

Innanzitutto è importante chiarire un punto fondamentale: i software di tracking, statistica e calcolo non sono cheating. 
Non c’è niente di illecito nell’utilizzare questi software, se la pokerroom lo consente; controllate sempre il regolamento, e poi andate tranquilli se il vostro software è ammesso. 
Per quanto riguarda il discorso etico/morale, sappiate che TUTTI i giocatori regular di cash game online ( ma anche sit’n’go e tornei ) utilizzano software, per un semplice motivo: 

1) I software sono l’unico modo che abbiamo per tenere traccia del nostro gioco, ottenere statistiche e analizzare le mani a mente fredda, ovvero l’unico modo per migliorarci e non giocare tanto per giocare, ma giocare per vincere; con la mentalità da professionisti. Servono per imparare e assimilare la matematica e concetti statistici, individuare le proprie lacune e lavorare per colmarle; tutti aspetti che dal vivo non si possono cogliere. Sostanzialmente i software sono il vero motivo per cui i giocatori online sono dal punto di vista tecnico nettamente superiori ai giocatori live. 

2) Motivo molto semplice: per giocare in multitabling profittevolmente e fare letture corrette la nostra memoria non basta, e poiché TUTTI i regular multitablers ( soprattutto al cash game ) utilizzano software, se voi non lo fate state dando loro un enorme vantaggio. 

Software di calcolo 
Di fondamentale importanza per i principianti, questi software ci aiutano a capire l’equity della nostra mano, ovvero la probabilità che abbiamo di portare a casa il piatto. Difatti nel gioco online ci troviamo spesso di fronte a tante decisioni da prendere in breve tempo, e prima di valutare fattori quali letture particolari sullo stile dell’avversario, tendenze al bluff, dobbiamo prima capire quello che abbiamo in mano. 

Sembrerà una banalità, ma molti giocatori non sanno neanche rendersi conto della effettiva forza delle proprie carte; basta leggere un po’ di forum in giro per capirlo. Nel momento in cui un avversario vi mette all-in al flop, dovete sapere esattamente qual è la possibilità che avete di vincere il piatto,  e rapportarla alle pot odds per determinare la scelta corretta. 
Questo è il teorema fondamentale del poker, ne parla abbondantemente Sklansky in “Theory of Poker”, eppure non meravigliatevi se vi dico che moltissimi giocatori ne ignorano l’esistenza. 
Un buon giocatore online deve essere in grado di calcolare con buona approssimazione qual è l’equity della sua mano in pochi istanti, e all’inizio è un po’ dura; per questo avvalersi dell’ausilio di software di calcolo è utile, inoltre possono essere utilizzati anche per rivedere le proprie scelte a distanza di tempo. 
Come software di calcolo per l’Omaha vi consiglio Omaha Poker Coach, che potete trovare direttamente nella sezione shop del nostro sito; è un software abbastanza unico nel suo genere, che vi dà in tempo reale equity, outs e valore della mano di partenza nella Hutchinson scale; e per darvi una idea della validità del prodotto vi basti sapere che Pokerstars lo ha inserito nei software ufficialmente riconosciuti; trovate una descrizione dettagliata di questo software, realizzata dal suo creatore, qui

Per quanto riguarda l’hold’em, per calcolare le odds e l’equity potete usare uno tra i tanti calcolatori disponibili che più o meno fanno tutti la stessa cosa; personalmente vi consiglio il Mucked Hands Calculator ( la guida realizzata dal programmatore la trovate qui ), oppure potete utilizzare direttamente il calcolatore online di Cardplayer, che trovate qui


Software di tracking e statistica 
I software di tracking e statistica sono quelli che differenziano chi gioca seriamente da chi gioca tanto per passare il tempo. 
Tutti i giocatori non puramente amatoriali tengono traccia dei risultati; anche un semplice foglio excel, ma bisogna avere sempre chiaro quanto si sta vincendo/perdendo, per evitare di finire in spirali da cui è difficile uscire. 
Ad esempio se giocate sit e tornei dovete assolutamente tenere sotto controllo il vostro ROI ( ovvero Return On Investments; la cifra netta vinta rapportata al totale speso in buy-ins ); se giocate cash game dovete invece sapere il vostro winrate ( in termini di BB/100 ). 
Alcuni software ci aiutano in questo; il più usato al mondo è il PokerTracker
Probabilmente l’avete già sentito nominare, è IL software per un pokerista; non se ne può fare a meno. Il Pokertracker immagazzina le mani che voi giocate e crea così un database; in questo modo avrete sempre a portata di click tutte le mani, e potrete controllare in ogni momento i vostri risultati; inoltre potrete vedere qual è il sito dove vincete di più, qual è la specialità che vi riesce meglio, ecc. 

Ma questa è soltanto la funzione base del PokerTracker; in realtà il motivo per cui il PokerTracker ( d’ora in avanti PT per comodità ) diventa il migliore amico del giocatore sono le statistiche

PT infatti rielabora i dati immagazzinati e crea una vasta gamma di statistiche su di voi e su tutti i vostri avversari, che vanno studiate e analizzate per migliorarsi e conoscere stili e tipologie di giocatore. 
Vi sono tre statistiche fondamentali nel PT, che identificano ognuno di noi; sono nell’ordine: 

1. VP$IP (o VPIP) – “Voluntarily Put money In the Pot”: ci dice la percentuale di mani in cui un giocatore mette volontariamente dei soldi nel piatto (quindi non considera le mani in cui si checka l’option sul big blind); da questo indicatore stabiliamo se un giocatore è tight o loose. 
2. PFR – “PreFlop Raise”: indica la percentuale di mani in cui un giocatore entra nel piatto raisando preflop. Combinato al VPIP, ci dice se un giocatore è aggressivo o passivo preflop. In pratica minore è la differenza tra VPIP e PFR, maggiore è l’aggressività preflop del giocatore ( perché significa che quando mette soldi preflop in un piatto volontariamente, lo fa rilanciando e non callando ). 
3. AF – “Aggression Factor”: è il coefficiente di aggressività di un giocatore; ha una formula di calcolo basata sulla frequenza dei rilanci ( su flop, turn e river ) e sull’ammontare dei rilanci commisurato al piatto. Ci dice se un giocatore ha uno stile aggressivo o passivo, ed è possibile ( e utilissimo ) splittare questa statistica sui vari giri di puntata; quindi oltre al coefficiente complessivo, potremo vedere anche il flop aggression, il turn aggression e il river aggression. 

Queste 3 statistiche sono alla base del poker online; ormai nel linguaggio pokeristico non si usa più la terminologia obsoleta “quello lì è loose gioca tutte le mani”, ma piuttosto si dice “Tizio è un 30/25/3”, intendendo che Tizio ha un VPIP del 30%, un PFR del 25%, e un AF pari a 3. 
Tutti i giocatori ricevono una prima classificazione in base a queste statistiche; per analizzare una mano, commentare una scelta, ma anche per capire che tipo di giocatore si è, bisogna acquisire dimestichezza con questi parametri. 
Ci sono anche molte altre statistiche fondamentali del PT che bisogna imparare ad usare a proprio vantaggio; vi anticipo che grazie al PT ( ovviamente dopo un numero significativo di mani ) possiamo sapere se il nostro avversario va troppo spesso in continuation bet, se tende a chiamare troppo spesso le nostre continuation bets; quanto spesso prova a rubare i bui aprendo loose in posizione, quanto spesso ci contrattacca dal buio quando siamo noi a rubare a lui; possiamo avere lo split dell’ aggressività dell’avversario sulle varie streets per capire dove e quando colpire, e vedere se ha il vizietto di check-raisare in bluff o in semibluff fuori posizione, e tante altre ancora. 

Insomma il PT ci dà un quadro generale delle attitudini nostre e degli altri, quindi potete immaginare quanto sia fondamentale utilizzarlo per riuscire a mettere correttamente il nostro avversario su un range di mani più ristretto e adottare le contromosse adeguate; il discorso dell’aggiustamento del proprio gioco in base alle statistiche degli avversari merita un ulteriore approfondimento che farò in un prossimo articolo. 

Un’altra funzione fondamentale del PT è il review delle nostre mani per cercare di individuare errori e lacune nel nostro gioco. Difatti come abbiamo già detto, un’altra attitudine che distingue l’amatore dal giocatore vero è la fase post-sessione: mentre l’amatore spegne il pc, il pokerista serio dovrebbe invece aprire PT e andare a cercare tutte le mani grosse giocate ( o anche altre mani che hanno lasciato dei dubbi ), e tramite l’hand replayer riguardarle a mente fredda. 
Resterete esterrefatti dalle stupidaggini che si riescono a fare al tavolo nell’enfasi del momento. Riguardandovi dall’esterno tante volte vi capiterà di dire: “Non posso aver giocato così male”, e invece l’avete fatto. Capirete che tante volte quella che noi chiamiamo bad beat è un concorso di colpe in cui la sfortuna ha punito una nostra precedente scelta sciagurata. Potrete riesaminare le mani critiche passo per passo, calcolando odds su ogni giro di puntata ( lo fa il PT ) e quindi stabilire anche se avete scelto la giusta somma per un bet o per un raise ( sempre seguendo il teorema fondamentale del poker ). 

Last but not least, una funzione utile per chi gioca da poco è l’analisi delle singole dealt hands alla ricerca di errori specifici, tipicamente l’overplaying. Ad esempio quando ho iniziato a usare il PT, ho scoperto che le mani di partenza con cui perdevo più soldi erano AK e AKs ( !!!!!!!! ). Sembra assurdo, ma spesso il big slick è una mano con cui i principianti vincono piatti piccoli o perdono piatti grossi perché tendono a overplayarla post-flop. 
Ora non fraintendiamoci: AK è una favolosa mano di partenza e bisogna aggredire preflop senza pietà; poi però bisogna stare molto attenti a giocarla post-flop, soprattutto quando non riusciamo a trovare almeno una top pair. Difatti l’errore che fanno molti ( e facevo anche io ) è quello di andare selvaggiamente in continuation bet sul flop ( e a volte anche sul turn ) senza prendere in considerazione le variabili che determinano il successo di una c-bet: stacks, posizione, texture del board, capacità dell’avversario di foldare mani marginali, immagine al tavolo. 
Per poi ritrovarsi a dire “ MA COME CAVOLO FA A CHIAMARMI CON UNA COPPIA DI 6???????”, dopo che una calling station francese ci ha chiamato l’all-in su un board QJ232. 
Un’altra sindrome è “ l’innamoramento “, che porta a non foldare delle mani di partenza belle su un board ostile o quando incontriamo troppa resistenza; oppure la tendenza a spendere troppi soldi con le coppie basse per vedere il flop, senza calcolare l’effettivo set value in base agli stacks ( quindi le implied odds ). Vedrete che andando ad analizzare tutti questi dettagli ( ovviamente l’analisi ha senso dopo aver giocato un numero di mani rilevante, 1.000 mani non indicano molto), riuscirete a tappare alcune lacune e a correggere i vostri errori nei fondamentali, con un cospicuo innalzamento del winrate. 

Abbiamo illustrato sommariamente le sue funzionalità principali, adesso parliamo del software che fa culo e camicia con il PokerTracker: il PokerAce HeadsUpDisplay ( o PAHUD ). 
Il PAHUD è un software che lavora su tutte le maggiori pokerrooms, che fa una cosa tanto semplice quanto indispensabile: ovvero attingendo dal database di PT, riconosce i vostri avversari al tavolo e ribalta sullo schermo le loro statistiche, in modo da avere sempre sott’occhio i dati principali. 
Potete settarlo come preferite, quindi oltre ai canonici VPIP, PFR e AF potete scegliere di avere visibili anche altre stats importanti, quali ad esempio l’aggressività per ogni street, la percentuale di continuation bet al flop, la percentuale di steal, ecc….. 
Come potete immaginare, controllare ogni volta che giochiamo una mano le statistiche dell’avversario prima di decidere è impossibile, soprattutto nel gioco frenetico multitable. 
Il PAHUD ci da una grossa mano in questo, perché avendo fisse sul tavolo le statistiche principali e la possibilità con un click di aprire un menu istantaneo pop-up con tutte le altre ci rende possibile prendere decisioni importanti in pochi secondi con una buona accuratezza di base. 
Inoltre potrete anche impostare i colori per avere una impressione istantanea, sapere i valori “medi” al tavolo ( es. VPIP medio, piatto medio, ecc.. ) e sapere le statistiche vostre su quel tavolo; per esempio magari non ve ne siete accorti, ma su un tavolo state giocando pochissime mani e quindi avete un’immagine solida; può essere utile saperlo per sfruttarla e fare qualche bluff in più. 

Insomma PT + PAHUD = poker online. 

Altri software 
Ci sono tantissimi software che corrono in aiuto dell’online multitabler, magari non sono fondamentali ma danno comunque una mano. Ne darò una breve panoramica: 
• Pokerstove: questo è un software gratuito un po’ “next level”, ovvero per giocatori già advanced. Vi permette di calcolare l’equity della vostra mano versus non un’altra mano, ma bensì un range di mani. Molto utile per stabilire nei tornei se è corretto chiamare un all-in, ma anche per il cash game, nella review post-sessione. In pratica vi permette di inserire come parametri le vostre carte e il presupposto range di carte dell’avversario, poi fa girare una simulazione Montecarlo ( gli amici statistici sanno di cosa parlo ) e vi dà l’equity esatta. Esempio: torneo bui 100-200, tutti con stacks di 3.000; aprite UTG con AK a 600, tutti foldano e il big blind va all-in; sapete con certezza che questa mossa il giocatore in big blind la fa con coppie da TT in su e con almeno AQ o AJs. Call or fold? Inserite le vostre carte e il range avversario nel Pokerstove, e avrete la risposta giusta in termini di equity. Applicate l’equity ottenuta alle pot odds, et voilà. 
• AutoHotKey scripts: questa è una pagina in cui trovato degli utili scripts gratuiti che velocizzano alcune operazioni di routine che facciamo quando giochiamo in multitable; io ad esempio utilizzo lo StarsPlanner, che memorizza dimensione dei tavoli e posizione sullo schermo, così quando apro un tavolo su PokerStars mi si va automaticamente a collocare rimpicciolito nel suo angolino di monitor. Poi uso anche il BetPot, con cui potete impostare degli standard di puntata commisurata al piatto, e averli all’istante con un click destro del mouse ( ad esempio io ho impostato preflop 4BB, flop ¾ pot, turn e river 2/3 pot ); davvero utilissimo quando si giocano mani contemporaneamente su più tavoli. Ce ne sono anche altri che ad esempio fanno l’auto-reload delle chips al tavolo quando si scende sotto una certa soglia, oppure altri che cercano in automatico nella room i vostri fish preferiti, altri fanno datamining, ovvero che scaricano le mani giocate dagli altri tavoli ( non su Pokerstars perché è proibito ), e altri ancora. Insomma dateci un’occhiata, ne vale la pena. 
• Poker Grapher: è un simpatico tool gratuito aggiuntivo per il PokerTracker; appoggiandosi al database vi permette di creare dei grafici di rendimento ( tipo stock exchange per intenderci ), impostando tutti i parametri che volete: esempio uno specifico mese, uno specifico sito, uno specifico livello. Vi dà una idea “visiva” del vostro andamento. 
• Poker EV Software: per tutti i piangini del “vado all-in in vantaggio e mi scoppiano sempre”, questo software gratuito ( che tra l’altro supporta anche Pot Limit Omaha e Omaha hi/lo )  permette di calcolare il valore atteso allo showdown delle mani in all-in in base all’equity, ovvero per chi è un po’ acculturato ( e chi non lo è vada a leggersi Theory of Poker ) vi calcola gli Sklansky Bucks. Per chi non ha capito di cosa parlo, un esempio pratico: se andate all-in preflop con AA contro KK per un piatto da 100$, avete l’82% di probabilità di vincere, quindi avete un EV di 82$; alla fine se gli assi resistono e vincete il piatto, avrete vinto 100 real dollars, e 82 Sklansky Bucks. Il software quindi analizza tutte le mani del vostro database, e vi crea un grafico che evidenzia la differenza tra i soldi vinti e il valore atteso, in pratica un misuratore di fortuna/sfortuna. Inoltre ha anche qualche altra funzioncina tipo hand replayer, filtri, ecc…. Decisamente da provare se giocate cash game. 
• SnGoEV: realizzato da un ragazzo italiano, ha le funzionalità del Poker EV Software ma funziona per i sit’n’go. Un vero e proprio culometro per sit’n’go. 
• Alternative al PokerTracker: esistono software simili al PT che hanno le stesse funzionalità; il più famoso è il PokerOffice. La differenza tra i due sta nel prezzo, il PT costa 55$ una tantum mentre il PO vi costa 79$ l’anno. Va detto però che il PO incarna anche le funzioni del PAHUD, ovvero si interfaccia al tavolo mostrando le statistiche degli avversari, quindi se prendete questo non spendete i 25$ per il PAHUD. Per quelli invece che hanno il braccino troppo corto, segnalo la recente nascita dell’alternativa “free”: si chiama Hold’em Manager, non lo conosco bene ma ho letto che ha le stesse funzioni dei due fratelloni a pagamento, solo che è gratis. Sicuramente una soluzione interessante, se però avete voglia di sbattervi un po’ per capire come funziona ( in inglese ). 

Spero di essere stato abbastanza esaustivo in questo primo articolo sui software per il poker online, come già accennato sicuramente dedicherò altri articoli all’utilizzo dei software, sia da un punto di vista meramente tecnico, sia dal punto di vista strategico: ovvero come utilizzare le statistiche degli altri a vostro vantaggio, adattando il vostro stile di gioco, e come riuscire a restringere il range di mani dei nostri avversari quando siamo chiamati a prendere decisioni importanti. 


Ciao e good luck at the tables!

admin