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MTT – 3-Betting In Position – Alex Fitzgerald

Per assicuravi che le vostre 3-bets ottengano i risultati sperati e’ necessario analizzare diversi fattori.
In questo articolo, ci concentreremo piu’ che altro sul 3-betting in posizione e sul come riuscire ad avere la meglio preflop contro diverse tipologie di avversari.

Per prima cosa, parliamo della dimensione delle vostre 3-bets. La scelta della corretta size di 3-bet e’ spesso il punto in cui molti giocatori commettono un errore, pregiudicando una altrimenti corretta 3-bet.
Troppi giocatori utilizzano la medesima size di 3-bet sia in posizione che fuori posizione. Questo non e’ secondo me ottimale. Fuori posizione, e’ bene voler far pagare un prezzo piu’ alto all’ avversario per poter vedere un flop contro di voi. Quando l’ avversario calla, la dimensione maggiorata del pot neutralizzera’ il suo vantaggio legato alla posizione. Gli sara’ piu’ difficile floatarvi o raisare in bluff la vostra continuation-bet perche’ queste mosse metteranno a repentaglio una porzione significativa del suo stack.

In posizione, abbiamo tutti i vantaggi del caso. Abbiamo la possibilita’ di agire dopo che l’ avversario ha fatto la sua mossa, possiamo decidere quando prendere una free card, oppure impedire all’ avversario di vedere la prossima carta se vogliamo estrarre valore oppure iniziare un bluff.

Avere la posizione nel NL e’ come avere un fucile da cecchino. Volete attirare il vostro avversario in campo aperto, e non spaventarlo e farlo nascondere tra gli alberi.
Quindi, 3-bettate con size piu’ piccola in posizione. Raccomando, per i principianti, di utilizzare una size per le 3-bets fuori posizione compresa tra 2.7X e 3.2X la size di open dell’ avversario. In posizione, raccomando invece di 3-bettare da 2.2X a 2.6X.

Volendo, potete scegliere un valore compreso tra i range indicati ed usarlo ogni singola volta.
Questo eliminera’ un grosso leak che vedo in molti giocatori. Quando hanno una mano come AA, usano tutto il timebank per poi re-raisare ad una size piccola, forse per simulare debolezza ed indecisione. Tuttavia, quando hanno AK, utilizzano un approccio differente. Sanno che devono giocarsi lo stack in molte situazioni con stacks di 30-40 big blinds, ma non si sentono a proprio agio con il gamblare. Re-raisano istantaneamente, prima di poter cambiare idea, ed utilizzano una size leggermente piu’ grande, come per dire “ok, giochiamoci lo stack.”.
La size maggiorata in questa situazione scoraggia gli assi piu’ deboli dal flattare, il che fa perdere valore a questi giocatori. L’ approccio non bilanciato rende la mano face up.

E’ cruciale notare il timing della 3-bet in questo esempio. Esistono molti giocatori che fanno trascorrere molto tempo prima di re-raisare con una mano vera, ma che re-raisano istantaneamente quando hanno una mano leggermente piu’ debole.

Se avete statistiche che controllate su di un HUD quando vi trovate in una situazione difficile, prendete l’ abitudine di controllarle ogni volta. Anche se sapete gia’ che 3-betterete AK dal bottone contro un certo avversario, dovete cercare di simulare di avere A-7o con il vostro timing.
Controllate quindi sempre la percentuale di “raise first” sull’ HUD. In passato, l’ avrei controllata soltanto quando cercavo un motivo per re-raisare con una mano debole, in bluff.
Ovviamente, nel caso abbiate altri tavoli da seguire, e non possiate quindi controllare la statistica, limitatevi al far passare qualche secondo prima di 3-bettare con il vostro AK, in modo da simulare questo processo.

Ora, anche se l’ utilizzare una singola size di 3-bet e’ sempre un’ ottima pratica per non essere exploitabili, nei tornei non abbiamo sempre bisogno di essere completamente bilanciati.
Rivedremo molti dei giocatori che abbiamo al tavolo molto raramente, e questi non saranno a conoscenza del come giochiamo contro tutti gli altri. Inoltre, anche se giocassimo molto spesso con un avversario particolare, questi potrebbe stare multi-tablando 20x e non prestare molta attenzione al nostro gioco.

A questo punto la domanda diventa la seguente: qual e’ il risultato desiderato della nostra 3-bet ? Se siamo un giocatore che bluffa molto, vorremo allora che il nostro avversario foldi alla nostra 3-bet molto spesso. Dovremmo quindi prendere l’ abitudine di utilizzare la size di 3-bet piu’ piccola possibile che scoraggi l’ avversario dal flattare. Rischiando il minor numero possibile di chips avremo la possibilita’ di 3-bettare in bluff anche con stacks piccoli.
Minore il numero di chips che si rischiano per vincere lo stesso quantitativo, minore la frequenza con la quale la 3-bet deve funzionare per continuare ad essere profittevole.

Ovviamente, una 3-bet piu’ grande ha piu’ forza di una piu’ piccola. Quanta piu’ forza ?
Secondo la mia esperienza, ho notato che una 3-bet a 2.4X l’ open dell’ avversario funziona circa quanto una 3-bet a 3x contro il 90% degli avversari. Tendo quindi in genere ad utilizzare size piu’ piccole.
Capitano tuttavia ogni tanto casi in cui 3-betto in bluff utilizzando una size piu’ alta, qualcosa da 3.5X a 4X. Lo faccio di tanto in tanto quando ho la sensazione che qualcuno dietro di me stia morendo dalla voglia di cold 4-bettarmi, o che l’ initial opener voglia shovare con air su una piccola 3-bet. E’ una cosa da fare una o due volte a sessione, e generalmente mai contro lo stesso regular.
Continuare a farla regolarmente, confondera’ in genere le prime volte gli avversari, che vi daranno credito pensandovi un donk con una premium. Tuttavia, alla lunga, quando vedranno che la fate abitualmente, le chips extra investite nella 3-bet “maggiorata” non otterranno piu’ alcun effetto.

Per rendere le vostre 3-bets piu’ efficaci ricordate sempre di controllare alcune statistiche specifiche prima di procedere. Queste statistiche sono il Fold to 3-bet, Flat 3-bet, e Raise First dalla particolare posizione in cui si trova l’ avversario. Questo vi consentira’ di pianificare 3-bets profittevoli.
Ad esempio, se l’ avversario folda il 70% o piu’ alle 3-bets, e’ probabilmente molto disciplinato contro qualsiasi tipo di 3-bet. Quindi, una size di 3-bet piu’ piccola e’ tutto quello che occorre contro questo tipo di giocatore.
Se folda il 50% delle volte e flatta il 30%, e state bluffando, vorrete far salire quella percentuale di fold e diminuire quella di flat. Questi numeri indicano un giocatore in grado di foldare ad una 3-bet, ma che potrebbe aver bisogno di un incoraggiamento maggiore a farlo. Quindi, 3-bettate questo giocatore con una size leggermente piu’ alta del normale.

Ora, se il Fold to 3bet dell’ avversario e’ basso e la percentuale di call alta, la vostra mano inizia ad avere importanza, dato che vi ritroverete molto spesso a dover vedere un flop.
Potete allargare il vostro range di 3-betting includendo gli A-x che in genere flattate, come ad esempio A-J, perche’ questo avversario flattera’ con A-x suited bassi che altri giocatori potrebbero foldare. Le medium pairs salgono a loro volta di valore, perche’ domineranno le pairs chiuse dai suited connectors con i quali questo avversario flattera’ la 3-bet.
I one-gappers suited diventano migliori bluffing hands rispetto alle mani con un ace blocker.
Un asso debole puo’ chiudere top pair non molto forti e costarvi soldi quando all’ avversario piace vedere il flop. Le mani suited e connected hanno maggiore giocabilita’ contro giocatori che flattano molto.

Se l’ avversario e’ invece ABC, e si limita al foldare alla 3-bet o 4-bettare, allora le mani con blocker aumentano di valore, mentre le suited\connected diventano inutili dato che non arriverete mai a vedere un flop.

Ricordate di controllare la percentuale specifica di Raise First dell’ avversario. Se un giocatore folda molto alle 3-bets, ma sta aprendo con un range molto tight da early position, allora quella non e’ probabilmente la posizione dalla quale raise\folda molto spesso.

In definitiva, questo e’ il genere di cose che prendo in considerazione prima di re-raisare qualcuno.

 

– Alex Fitzgerald

Fonte : http://www.pokerheadrush.com/2012/10/02/repop-them/

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