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Perchè il poker è visto erroneamente come un gioco di fortuna – David Sklansky

Nota : Questo articolo e’ rivolto principalmente ai principianti. I regulars possono comunque usare le idee qui esposte per sostenere la causa del poker come skill game.

Sembrano essere due le ragioni principali per cui la gente, esclusi i giocatori di poker professionisti, pensa che il poker non sia un gioco principalmente di skill :

  1. A volte e’ necessario molto tempo prima che il giocatore migliore emerga.
  2. Contrariamente a giochi come Bridge o Gin Rummy, nella maggior parte delle forme di poker non c’e’ possibilita’ di cambiare le proprie carte incrementando la possibilita’ di avere la mano migliore.

In questo articolo dimostrero’ perche’ nessuno dei due punti precedenti significa che il poker sia un gioco di fortuna.

Il tempo necessario al giocatore migliore per avere la certezza di essere vincente in un gioco a soldi e’ certamente correlato al fattore fortuna presente nel gioco stesso.

Non e’ necessario molto tempo o molte partite prima di vedere chi e’ il migliore a scacchi o nei 100 metri. Quando un giocatore e’ leggermente migliore degli altri in questi contesti, vincera’ quasi sempre.

Esistono pero’ molti altri giochi dove, anche richiedendo molta skill, un giocatore leggermente peggiore sara’ spesso in vantaggio per un certo periodo di tempo.
Si, proprio a causa del fattore fortuna.
Quindi? La fortuna non e’ comunque il fattore predominante. Potrebbe sembrarlo. Ma solo perche’ alla maggior parte delle competizioni partecipano giocatori con skill praticamente identica.

Questo e’ un punto chiave che viene spesso ignorato.

Per dimostrarlo, immaginiamo che i partcipanti ad una competizione siano presi in modo casuale da tutta la popolazione, invece di essere scelti con un occhio di riguardo all’ avere partite equilibrate.
In questo caso, il giocatore migliore emergerebbe molto velocemente quando confrontato con un giocatore evidentemente peggiore di lui.
Questo ovviamente in un gioco dove la fortuna non e’ predominante.

Negli sports, il bowling e’ forse l’ esempio migliore.
I migliori giocatori hanno risultati molto superiori nei tornei solo perche’ giocano moltissime partite.
Hanno bisogno di questo tempo per dare modo alla loro skill di emergere quando la media dei loro avversari e’ di soli pochi birilli peggiore della loro.
Contro giocatori di buone leghe, una serie di tre partite sarebbe quasi sempre piu’ che sufficiente a mostrare la loro superiorita’. Cosi’ come ne basterebbe una contro di me.

Il punto e’ che non potete guardare alla TV dei risultati short-term di bowling e concludere che il bowling e’ un gioco principalmente di fortuna.
Non potete nemmeno guardare a risultati medium-term se il livello dei giocatori e’ molto simile.
Sono certo che quasi tutti concordano che il bowling sia un gioco dove il fattore skill e’ predominante, anche se le finali a partita singola del sabato vengono spesso vinte dal giocatore (leggermente) peggiore.

Nel poker come nel bowling, potete avere la certezza che quando due giocatori sono di livello molto diverso, il peggiore perdera’ velocemente molto spesso.

Ma perche’ questo e’ vero nel poker?
Specialmente se state giocando una versione dove non potete cambiare le carte che avete in mano?
Dov’e’ la skill?

Fondamentalmente, la skill e’ nell’ assegnare probabilita’ ed assegnare pensieri.
Anche se le carte distribuite non possono essere cambiate, assegnare loro una probabilita’ di vittoria non e’ molto semplice.
Non basta comunque soltanto avere le chances matematiche di vincere avendo la mano migliore, e’ necessario stimare anche la possibilita’ che voi o il vostro avversario foldiate una mano ad una bet che avrebbe altrimenti vinto.
Dopo aver fatto questo, e’ quindi necessario tradurre queste percentuali nella migliore decisione da prendere, se e quanto bettare, raisare, oppure possibilimente fare check o foldare.

In altre parole, dovete in qualche modo determinare la probabilita’ che ha la vostra mano di vincere, la probabilita’ che pensate il vostro avversario sta assegnando alla sua mano, ed integrare tutto questo ricavando la miglior giocata possibile.

Se non riuscite a fare bene tutto questo, perderete abbastanza velocemente da quelli che riescono a farlo.

Per darvi un esempio pratico di quello che intendo, inventiamo un semplice gioco a due partecipanti.
Postano entrambi un ante di un dollaro e ricevono cinque carte a testa.
Il primo giocatore puo’ bettare ulteriori quattro dollari oppure foldare.
Se folda, il secondo giocatore vince le ante automaticamente.
Se il primo giocatore betta, il secondo puo’ callare o foldare, ma non raisare.

Questo gioco ha un solo betting round, nessuna carta aggiuntiva, nessun raise, e solo due giocatori.
E’ quindi un gioco abbastanza semplice rispetto ad una partita di poker reale.
Richiede comunque molta skill.

Per iniziare, il primo giocatore deve saper calcolare la probabilita’ di avere la mano migliore.
Supponiamo abbia una coppia di otto. Avra’ la mano migliore circa il 70% delle volte.
In questo caso, la sua decisione sara’ semplice, Bet.
Sta rischiando quattro dollari per vincere un minimo di due dollari.
Vale la pena farlo anche se pensa che il suo avversario chiamera’ soltanto con una coppia di nove o meglio.
Vincera’ due dollari sette volte su dieci, e perdera’ quattro dollari le altre tre volte, sara’ quindi in profit.

Con una mano peggiore di una coppia di otto, le cose non sono altrettanto semplici.
Diciamo abbia soltanto un ace-king high, che sa’ essere circa al 50%, e sa’ allo stesso tempo che il suo avversario chiamera’ con ogni coppia.
Ora, se betta, vincera’ due dollari circa la meta’ delle volte, mentre ne perdera’ quattro l’ altra meta’ delle volte. La decisione migliore sara’ quindi foldare.

La cosa diventa piu’ complicata. Supponete che il primo giocatore abbia la stessa mano ace-king high, ma che sia contro il giocatore del primo esempio, che ha bisogno di due nove o meno per chiamare.
In questo caso, bluffare sara’ la scelta migliore.
Perdera’ meno del 30% delle volte e vincera’ oltre il 70%.
E’ una differenza abbastanza grande da rendere profittevole rischiare quattro dollari per provare a rubare un pot di due dollari.

Possiamo complicare ancora le cose. Supponete che il primo giocatore abbia due sei.
Abbiamo gia’ mostrato che e’ profittevole bettare contro il giocatore che ha bisogno di due nove per chiamare.
Cosa contro un altro a cui basta una coppia di due?
Per risolvere questo punto, dovete sapere che l’ avversario avra’ in mano una coppia di due, tre, quattro, o cinque circa il 13% delle volte.
Di conseguenza, avra’ una mano migliore della vostra circa il 37% delle volte.

Dovete quindi fare qualche calcolo.
Fondamentalmente, guarderete ai vostri risultati medi, se la situazione si ripete 100 volte.
50 di queste volte, non avra’ alcuna coppia, e vincerete $2, oppure $100 totali.
13 di queste volte, avra’ una coppia piu’ bassa della vostra e vincete $6 o $78.
Infine, 37 di queste volte, perderete $4, o $148 totali.
Avrete quindi un profit di $30 dopo 100 mani.
Bettando, vincerete quindi una media di $0.30 per mano.

Questa e’ una decisione abbastanza close, ma, in questa specifica situazione, la bet e’ corretta.
Comunque, se la vostra mano fosse stata leggermente peggiore o se la sua strategia di call fosse stata appena piu’ tight, bettare sarebbe potuto essere un errore.
Solo un giocatore molto skillato conoscera’ la differenza.

Ovviamente, potrei anche entrare nei dettagli dei thought processes che il giocatore numero due dovrebbe usare. Ma vi risparmiero’ questa parte.

Potrei inoltre rendere questo gioco molto piu’ difficile, semplicemente aggiungendo un altro giocatore.
Con tre giocatori, voi come giocatore 1, dovreste pensare cose come, “Cosa il giocatore due pensa che il giocatore tre stia pensando?”.
Ed anche cosi’, questo gioco a tre senza betting rounds multipli o raises sarebbe di gran lunga piu’ semplice del vero poker.

Pensate ancora che il poker non sia un gioco dove la skill e’ predominante sulla fortuna?
David Sklansky – Two Plus Two Magazine, Vol. 7, No. 6
Fonte : http://www.twoplustwo.com/magazine/issue78/david-sklansky-why-amateurs-wrongly-think-poker-is-mainly-luck.php

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