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Discussione: Sparatoria davanti a Palazzo Chigi

  1. #101
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    Credo sia abbastanza banale l'analisi del gesto. Siamo di fronte ad un uomo che non ha più niente da perdere e che sbrocca come risposta personale all'ingiustizia sociale, alla mancanza di equità, all'impossibilità di immaginare un futuro più roseo. Il tutto esasperato da un mondo a parte (politici, arricchiti, finti ricchi, mignotte, ecc...) che ti sbatte di fronte ogni giorno che a loro non frega un cazzo perché stanno dall'altra parte o pensano di esserlo. La vita è una per tutti e quell'uomo disperato sa che non ci sarà un dio domani a dargli quello che non ha avuto oggi. Vuole agire adesso, subito, per gridare il suo no a questa merda. Lo fa con l'unico strumento possibile per sfogare la sua rabbia e che lasci un segno, purtroppo causando del male ad un altro poveraccio. Quando porti un uomo a non aver più nulla da perdere queste sono normali conseguenze che in senso più ampio si trasformano successivamente in rivoluzioni. Col tempo il malcontento cresce in tutte le anime disperate, aumenta la rabbia, l'incazzatura, il senso di impotenza. Tutti capiscono piano piano che hanno questa vita, solo questa. E mentre gli altri sguazzano loro sono costretti a stare a guardare. Finché li controlli, dandogli il biscottino e un lavoro per sopravvivere, tutto torna e nessuno si fa troppe domande. Quando però la corda si strappa, perché l'avidità ha sopraffatto l'intelligenza e l'equilibrio, il risultato non può che essere la violenza e tu, che di quell'esplosione sei colpevole, non puoi certo più pretendere che lo sfogo rimanga contenuto all'interno delle tue regole e della tua democrazia.

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  3. #102
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    Citazione Originariamente Scritto da thereader Visualizza Messaggio
    Credo sia abbastanza banale l'analisi del gesto. Siamo di fronte ad un uomo che non ha più niente da perdere e che sbrocca come risposta personale all'ingiustizia sociale, alla mancanza di equità, all'impossibilità di immaginare un futuro più roseo. Il tutto esasperato da un mondo a parte (politici, arricchiti, finti ricchi, mignotte, ecc...) che ti sbatte di fronte ogni giorno che a loro non frega un cazzo perché stanno dall'altra parte o pensano di esserlo. La vita è una per tutti e quell'uomo disperato sa che non ci sarà un dio domani a dargli quello che non ha avuto oggi. Vuole agire adesso, subito, per gridare il suo no a questa merda. Lo fa con l'unico strumento possibile per sfogare la sua rabbia e che lasci un segno, purtroppo causando del male ad un altro poveraccio. Quando porti un uomo a non aver più nulla da perdere queste sono normali conseguenze che in senso più ampio si trasformano successivamente in rivoluzioni. Col tempo il malcontento cresce in tutte le anime disperate, aumenta la rabbia, l'incazzatura, il senso di impotenza. Tutti capiscono piano piano che hanno questa vita, solo questa. E mentre gli altri sguazzano loro sono costretti a stare a guardare. Finché li controlli, dandogli il biscottino e un lavoro per sopravvivere, tutto torna e nessuno si fa troppe domande. Quando però la corda si strappa, perché l'avidità ha sopraffatto l'intelligenza e l'equilibrio, il risultato non può che essere la violenza e tu, che di quell'esplosione sei colpevole, non puoi certo più pretendere che lo sfogo rimanga contenuto all'interno delle tue regole e della tua democrazia.
    vedi @5om3on3 ? la colpevolezza dell'insuccesso personale è sempre additabile alla malapolitica? Ne siete proprio sicuri?
    ALuckyguy: T2
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  5. #103
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    Citazione Originariamente Scritto da ciochi Visualizza Messaggio
    vedi @5om3on3 ? la colpevolezza dell'insuccesso personale è sempre additabile alla malapolitica? Ne siete proprio sicuri?
    Non credo tu abbia capito un granché del mio post se questa è la tua sintesi. Non sai nulla di quell'uomo, non sai se ha fallito o meno, non sai cosa potrebbe esserci dietro alle sue sofferenze. Eppure, secondo te, lui è solo un episodio isolato di un poveretto che siccome non può girare in lambo se la prende con la politica.

  6. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da thereader Visualizza Messaggio
    Non credo tu abbia capito un granché del mio post se questa è la tua sintesi. Non sai nulla di quell'uomo, non sai se ha fallito o meno, non sai cosa potrebbe esserci dietro alle sue sofferenze. Eppure, secondo te, lui è solo un episodio isolato di un poveretto che siccome non può girare in lambo se la prende con la politica.
    So che qualsiasi sofferenza non giustifica un atto di violenza, e tanto mi basta. Comunque il discorso era un altro col sopracitato 5om3on3, e cioè che spunteranno a funghi persone ( come te), che giustificheranno il gesto di Preiti come se non giusto quanto meno lecito. E ciò è rly preoccupante.
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  7. #105
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    So che qualsiasi sofferenza non giustifica un atto di violenza, e tanto mi basta. Comunque il discorso era un altro col sopracitato 5om3on3, e cioè che spunteranno a funghi persone ( come te), che giustificheranno il gesto di Preiti come se non giusto quanto meno lecito. E ciò è rly preoccupante.
    Capire è molto diverso da giustificare. Ma è palese il tuo plan di flame mettendo in bocca cose mai dette per cui quitto discussione con te immediatamente.

  8. #106
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    Capire è molto diverso da giustificare. Ma è palese il tuo plan di flame mettendo in bocca cose mai dette per cui quitto discussione con te immediatamente.
    tentativi di flame? Sbagli. Prolly ho capito male io il tuo post, gg.
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  9. #107
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    Credo sia abbastanza banale l'analisi del gesto. Siamo di fronte ad un uomo che non ha più niente da perdere e che sbrocca come risposta personale all'ingiustizia sociale, alla mancanza di equità, all'impossibilità di immaginare un futuro più roseo. Il tutto esasperato da un mondo a parte (politici, arricchiti, finti ricchi, mignotte, ecc...) che ti sbatte di fronte ogni giorno che a loro non frega un cazzo perché stanno dall'altra parte o pensano di esserlo. La vita è una per tutti e quell'uomo disperato sa che non ci sarà un dio domani a dargli quello che non ha avuto oggi. Vuole agire adesso, subito, per gridare il suo no a questa merda. Lo fa con l'unico strumento possibile per sfogare la sua rabbia e che lasci un segno, purtroppo causando del male ad un altro poveraccio. Quando porti un uomo a non aver più nulla da perdere queste sono normali conseguenze che in senso più ampio si trasformano successivamente in rivoluzioni. Col tempo il malcontento cresce in tutte le anime disperate, aumenta la rabbia, l'incazzatura, il senso di impotenza. Tutti capiscono piano piano che hanno questa vita, solo questa. E mentre gli altri sguazzano loro sono costretti a stare a guardare. Finché li controlli, dandogli il biscottino e un lavoro per sopravvivere, tutto torna e nessuno si fa troppe domande. Quando però la corda si strappa, perché l'avidità ha sopraffatto l'intelligenza e l'equilibrio, il risultato non può che essere la violenza e tu, che di quell'esplosione sei colpevole, non puoi certo più pretendere che lo sfogo rimanga contenuto all'interno delle tue regole e della tua democrazia.
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    Non sai nulla di quell'uomo, non sai se ha fallito o meno, non sai cosa potrebbe esserci dietro alle sue sofferenze. Eppure, secondo te, lui è solo un episodio isolato di un poveretto che siccome non può girare in lambo se la prende con la politica.
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    Capire è molto diverso da giustificare. .
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  10. #108
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    Il thread generico di politica attuale http://forum.continuationbet.com/f24...attuale-49058/ è fatto apposta per parlare di tutto dall'irap alle eventuali responsabilità del m5s per una guerra nucleare etc etc. Siete pregati di evitare gli OT qui per favore.
    Ex poker players just want to have fun moving cbet beyond poker
    Per domande e consigli: http://tinyurl.com/LuciomWell
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  12. #109
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    il carabiniere ferito ho sentito che rimarrà paralizzato e 3 mesi prima era rimasto vedevo....scusate la retorica ma il colpevole deve pagare e spero che la mano dello Stato punisca con forza.

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  14. #110
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    Citazione Originariamente Scritto da ciochi Visualizza Messaggio
    vedi @5om3on3 ? la colpevolezza dell'insuccesso personale è sempre additabile alla malapolitica? Ne siete proprio sicuri?
    Più che capire è diverso da giustificare, quello che intendevo io è: capire/giustificare è comunque diverso da emulare...
    [20:19:31] AVanHelsing: il tuo stile risente della tua tortuosità mentale

  15. #111
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    Citazione Originariamente Scritto da 5om3on3 Visualizza Messaggio
    Più che capire è diverso da giustificare, quello che intendevo io è: capire/giustificare è comunque diverso da emulare...
    certo, ma comunque è un messaggio imo in ogni caso sbagliato. Uno può anche capire cosa lo ha portato a quel gesto ( come si può capire che un uomo random ha ammazzato la compagna dopo 12 anni di convivenza e separazione), ma giustificare mi sembra troppo. Poi, oh, tutto imo, eh
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  16. #112
    Antonius L'avatar di 5om3on3
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    Citazione Originariamente Scritto da ciochi Visualizza Messaggio
    certo, ma comunque è un messaggio imo in ogni caso sbagliato. Uno può anche capire cosa lo ha portato a quel gesto ( come si può capire che un uomo random ha ammazzato la compagna dopo 12 anni di convivenza e separazione), ma giustificare mi sembra troppo. Poi, oh, tutto imo, eh
    YY ma infatti mi riferivo alla preoccupazione per eventuali emulatori etc...
    [20:19:31] AVanHelsing: il tuo stile risente della tua tortuosità mentale

  17. #113
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    Non capisco e non giustifico assolutamente atti del genere, li capirei e giustificherei se dovessi lottare contro un regime dittatoriale alla pol pot per intenderci, dove è la stessa polizia ad assumere un carattere assassino e stragista.

    Non c'è disperazione che possa giustificare il togliere la vita o il rendere irrimediabilmente menomato un altro lavoratore o un politico, per quanto possa fare schifo o possa essere ladro (il politico obv).

    Trovo ridicole le non troppo velate accuse al M5S di fomentare la violenza perchè provengono da forze politiche che in passato hanno usato nella sostanza toni ben più duri rispetto a qualche epiteto sul quale la stessa cassazione ha derubricato, tuttavia le comprendo perchè servono per convincere i minus habens e gli istituzionalizzati che intravedono nel cambiamento un enorme pericolo, che il nuovo in quanto tale è necessariamente violento e quindi da combattere in tutti i modi.

    Io non so se il povero imbecille che ha sparato è iscritto al M5S, se ha agito da solo per "disperazione", non so nemmeno se sia una manovra per compattare questo governo e questa coalizione, so solo che quando si incomincia a sparare sulla gente e qualcuno giustifica o addirittura elogia questi comportamenti, ci si incammina su un sentiero di sofferenza e di dolore per tutti dove i veri problemi della gente passano in secondo piano.

  18. #114
    Tight Agressive L'avatar di Nunho
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    Citazione Originariamente Scritto da ciochi Visualizza Messaggio
    se avessi 38 miliardi nel conto in banca non sarei qui a rispondere a te. Giusto o non giusto sono 38 miliardi in meno che sono struttura portante delle casse dello stato. La giustizia a volte cozza con la realtà, perchè se anche è giusto abolirla, se facciamo default ci facciamo poco della giustizia.
    Giusto per parlare di REALTA', è da inizio 2013 che chiudono 1600 (non due) imprese al giorno, la maggior parte perché stroncate dalla pressione fiscale, in particolare dalla combo IMU+IRAP + crollo dei consumi, ora pure rincaro dell'IVA, fra un po' pure patrimoniale così siamo tutti + contenti.
    Se hai voglia di sbatterti a trovare i dati, fai due conti, ipotizzando un realistico proseguimento di questo trend e downward spiral legata al calo del reddito disponibile e dei consumi e vediamo se lo stato ci guadagna o ci perde... perché questi che han governato fin'ora (wait, anche ora) son molto bravi a far leggi e aumentare/mettere nuove tasse senza avere idea delle conseguenze REALI sull'economia del paese, su come tutto si ripercuote nella quotidianetà della gente, senza rendersi banalmente conto che la gallina le uova le fa tutti i giorni, ma la puoi ammazzare una volta sola.

    E' risaputo da tutti gli addetti ai lavori che sopra un certo % di pressione fiscale hai l'effetto di diminuire il gettito long term, e mi pare che in Italia si sia superato abbondante questo limite da un po'.

    Quando tutti han chiuso chi la paga l'Irap, Luciom?
    Un pessimista è un ottimista ben informato - O.Wilde

  19. #115
    Monkey Tilt L'avatar di ciochi
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    @Nunho: Luciom ci ha esortato a proseguire nell'altro thread, se lo riposti lì ti rispondo
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  20. #116
    Tight Agressive L'avatar di Nunho
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    Citazione Originariamente Scritto da ciochi Visualizza Messaggio
    @Nunho: Luciom ci ha esortato a proseguire nell'altro thread, se lo riposti lì ti rispondo
    Yes sorry, quando stavo scrivendo non avevo visto il reply di Luciom.
    Ultima modifica di Nunho; 29-04-2013 alle 19:25
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  21. #117
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    Giusto per parlare di REALTA', è da inizio 2013 che chiudono 1600 (non due) imprese al giorno, la maggior parte perché stroncate dalla pressione fiscale, in particolare dalla combo IMU+IRAP + crollo dei consumi, ora pure rincaro dell'IVA, fra un po' pure patrimoniale così siamo tutti + contenti.
    Se hai voglia di sbatterti a trovare i dati, fai due conti, ipotizzando un realistico proseguimento di questo trend e downward spiral legata al calo del reddito disponibile e dei consumi e vediamo se lo stato ci guadagna o ci perde... perché questi che han governato fin'ora (wait, anche ora) son molto bravi a far leggi e aumentare/mettere nuove tasse senza avere idea delle conseguenze REALI sull'economia del paese, su come tutto si ripercuote nella quotidianetà della gente, senza rendersi banalmente conto che la gallina le uova le fa tutti i giorni, ma la puoi ammazzare una volta sola.

    E' risaputo da tutti gli addetti ai lavori che sopra un certo % di pressione fiscale hai l'effetto di diminuire il gettito long term, e mi pare che in Italia si sia superato abbondante questo limite da un po'.

    Quando tutti han chiuso chi la paga l'Irap, Luciom?


    Io devo già pagare decine di migliaia di eur di lol-cooler al mese mi basta così grazie.

    Cmq PD ho detto di scrivere nell'altro thread per argomenti separati dalla sparatoria; hai warning.
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  22. #118
    Tight Agressive L'avatar di Nunho
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    Citazione Originariamente Scritto da Luciom Visualizza Messaggio
    Giusto per parlare di REALTA', è da inizio 2013 che chiudono 1600 (non due) imprese al giorno, la maggior parte perché stroncate dalla pressione fiscale, in particolare dalla combo IMU+IRAP + crollo dei consumi, ora pure rincaro dell'IVA, fra un po' pure patrimoniale così siamo tutti + contenti.
    Se hai voglia di sbatterti a trovare i dati, fai due conti, ipotizzando un realistico proseguimento di questo trend e downward spiral legata al calo del reddito disponibile e dei consumi e vediamo se lo stato ci guadagna o ci perde... perché questi che han governato fin'ora (wait, anche ora) son molto bravi a far leggi e aumentare/mettere nuove tasse senza avere idea delle conseguenze REALI sull'economia del paese, su come tutto si ripercuote nella quotidianetà della gente, senza rendersi banalmente conto che la gallina le uova le fa tutti i giorni, ma la puoi ammazzare una volta sola.

    E' risaputo da tutti gli addetti ai lavori che sopra un certo % di pressione fiscale hai l'effetto di diminuire il gettito long term, e mi pare che in Italia si sia superato abbondante questo limite da un po'.

    Quando tutti han chiuso chi la paga l'Irap, Luciom?


    Io devo già pagare decine di migliaia di eur di lol-cooler al mese mi basta così grazie.

    Cmq PD ho detto di scrivere nell'altro thread per argomenti separati dalla sparatoria; hai warning.
    @Luciom
    scusa non avevo letto
    Ultima modifica di Nunho; 29-04-2013 alle 19:25
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  23. #119
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    Sinceramente non mi interessa moltissimo ma ho trovato ciò:

    UNA STRANA STORIA

    TERSITE ROSSI (megachip.info) - Del drammatico attentato di domenica 28 aprile a Roma, di cui sono rimaste vittime due carabinieri, si è detto e si sta dicendo molto. E a due scrittori, da anni abituati a rimestare nel torbido della storia e della politica italiana, non possono non risaltare alcuni aspetti davvero sorprendenti. Procediamo con ordine, come nello studio di un detective, lasciando per ultimo l'elemento a nostro avviso più sinistro. Premettiamo che la nostra riflessione presuppone la sanità mentale dell'attentatore, così come sembra emergere dalle indagini dei magistrati.

    La pistola. Una Beretta 7.65 con matricola abrasa. L'attentatore dice di averla comprata clandestinamente quattro anni fa a Genova. Perché un piastrellista calabrese da vent'anni in Piemonte, sposato con un figlio, deve comprare una pistola al mercato nero? Armi come quelle si comprano per delinquere e per nessun altro motivo. Un delitto da svolgersi quattro anni dopo, a causa di una crisi economica e personale che non si era ancora manifestata?

    I proiettili. L'attentatore dichiara che era sua intenzione uccidersi, dopo aver compiuto il suo atto. Perché non l'ha fatto, pur avendo 3 colpi ancora inesplosi nel caricatore?

    La mira. Una persona che non ha mai sparato, anche se si trova vicina al suo obiettivo, difficilmente riuscirà a colpirlo con la precisione con cui sono stati colpiti i due carabinieri (precisamente in punti non coperti dal giubbetto antiproiettile). L'immagine che lo ritrae prendere la mira sembra lasciare pochi dubbi sull'abilità balistica dell'attentatore. Dove ha imparato a sparare?

    Il chiodo. Tra i suoi effetti personali è stato trovato un chiodo con cui gli inquirenti suppongono sia stata abrasa la matricola della pistola. Perché l'attentatore avrebbe dovuto portarlo con sé? Per suggerire un indizio agli inquirenti affinché mettessero in dubbio il suo acquisto a Genova quattro anni fa?

    Il vestito. L'attentatore era vestito di tutto punto, come se volesse mimetizzarsi con gli agenti di scorta che girano attorno ai palazzi della politica romana. Casuale?

    Prima di passare all'ultimo – per noi decisivo – elemento una breve riflessione. Gli indizi precedenti sembrano portarci in direzione di un attentatore freddo, che ha pianificato il suo delitto, e non di un povero disperato, mezzo depresso e arrabbiato con i politici. Bene. Ora caliamo l'ultima carta.

    Il movente. Inutile girarci intorno. Il punto per molti più ovvio, è invece il vero enigma di questo fatto. L'attentatore ha dichiarato di essere venuto a Roma per sparare ai politici, rei di non fare nulla per i disoccupati disperati come lui.

    Ragioniamo e mettiamoci nei suoi panni. Sono disperato, depresso. Ho dovuto subire l'umiliazione di tornare a casa, in Calabria, dopo vent'anni senza lavoro. Mia moglie se ne è andata portando via mio figlio. Nutro una rabbia enorme. Voglio scaricare questa rabbia con un gesto dimostrativo contro i politici, quella casta corrotta e arrogante che non fa niente mentre io vedo la mia vita andare a rotoli. Decido di andare a sparare ad un politico durante l'insediamento del nuovo governo. Mi preparo, recupero l'arma, mi porto i proiettili, mi vesto per mimetizzarmi, segno su una cartina il percorso per arrivare dal mio albergo vicino alla stazione a Palazzo Chigi. Seppur infuriato con il mondo, la mia mente è fredda: voglio lasciare un segno, la politica deve pagare il suo prezzo. Arrivo a Roma, alloggio in albergo, mi sveglio, carico la pistola, mi dirigo determinato davanti a Palazzo Chigi e una volta là, dato che non ho la fortuna di incontrare nessun politico, prendo la mira e sparo alle gambe e alla gola di due carabinieri.

    Stop. Rileggiamo l'ultimo periodo. Ma che c'azzecca? Perché una persona che a mente fredda ha pianificato un'azione simile sostituisce all'improvviso il vero obiettivo (a suo dire) dell'attentato con due poveri disgraziati che non c'entrano nulla? Perché un criminale non solo modifica all'ultimo il cuore del suo movente, ma non fa proprio nulla per realizzarlo? Di questo si tratta: l'attentatore dice di avere un movente che però non ha mai – mai! - cercato di realizzare seriamente. Perché? È completamente irrazionale, senza senso. Chiunque agisca lo fa in vista di un fine e cercherà di realizzarlo. L'attentatore di Palazzo Chigi no. Si tratta del caso più unico che raro di un criminale che spara a sangue freddo per “non” realizzare il suo movente. Perché? O è un folle. O quello non era il suo vero movente.

    Qua due scrittori devono fermarsi, lasciare spazio ai veri investigatori e dedicarsi, se proprio, solo alla creatività e alla fantasia. Ebbene, vogliamo concludere raccontandovi una storia. Una strana storia.

    Immaginate di essere in un Paese sull'orlo della rivolta sociale, stretto da una crisi economica che non sembra avere fine e con una vecchia classe dirigente incapace o non interessata a individuarne le cause e a trovarne i rimedi. Immaginate che quel Paese vada alle elezioni e ne esca spaccato in tre. Immaginate che, ciò nonostante, tra la gente emerga l'esigenza di un cambiamento, anche simbolico, per poter sperare. Immaginate che due terzi del Parlamento si accordino tra loro, pur essendo su posizioni (teoricamente) opposte e facendo riferimento ad un elettorato (realmente) incompatibile l'uno con l'altro. Immaginate che ciò scateni una tensione maggiore nel Paese, con scene di vera e propria delegittimazione dei propri referenti politici. Immaginate che, tuttavia, i due terzi incompatibili vadano avanti e formino un governo. Immaginate che quel governo agli occhi dei palazzi del potere economico (nazionale e internazionale) e del potere malavitoso (nazionale) rappresenti una docile garanzia da puntellare ad ogni costo. Sì, ad ogni costo. Immaginate che si avvii una misterioso catena telefonica che dice e non dice, ma lascia intendere molto bene. Immaginate che quella catena si concluda in una terra ad alto tasso malavitoso e che l'ultimo a rispondere alla chiamata sia un povero esemplare di “emigrante al contrario”, pieno di debiti, che deve favori a persone molto potenti e soprattutto spietate. Immaginate che siano proprio quelle persone a dirgli cosa deve fare: un viaggio, una passeggiata, un tiro al bersaglio contro un paio di innocenti vestiti in divisa (“Innocenti, eh, mi raccomando!”). Immaginate che lo scopo sia di fare in modo che di fronte a quel sanguinoso tiro al bersaglio il Paese in subbuglio si fermi, smetta di ascoltare gli inviti alla ribellione, lasci cadere il pugno arrabbiato e si commuova per la tragedie di tre famiglie: quelle della vittime e pure quella del disgraziato depresso attentatore. Immaginate che l'ultimo a ricevere questa telefonata sappia di non avere scelta, perché quelli a cui deve così tanti soldi, se non obbedisse, sarebbero capaci di fargli di tutto. Pure ai famigliari. Immaginate che lui sappia, però, che obbedendo conquisterebbe la pietà di quei potenti, la cancellazione dei debiti e pure un trattamento di favore dai compagni di cella.

    Immaginate, eh, immaginate. In fondo, è solo un strana storia.

    Tersite Rossi (1978 & 1978) ama considerarsi l'erede contemporaneo del Tersite omerico, un antieroe che sfidò l'ipocrisia del potere ma finì bastonato e deriso.
    A guardare bene, dentro di lui convivono due anime distinte: quella del professore e quella del giornalista. Entrambe, però, gli stanno un po' strette.
    Esordisce con il romanzo “È già sera, tutto è finito” ( Pendragon 2010), appartenente al genere della Narrativa d’Inchiesta ( finalista al Premio Alessandro Tassoni 2011 e al premio Penna d’Autore 2011).
    Nel 2012 esce il suo secondo romanzo con le “ edizioni e/o, intitolato “ Sinistri”, all’interno della collana “ SabotAge” curata da Massimo Carlotto

    Una strana storia
    30.04.2013

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